LE BATTAGLIE DELLA MINORANZA.
Accingendomi a scrivere questo breve
articolo, mi sono fermata un attimo a riflettere.
Ho ripercorso velocemente il
nostro “lavoro” di controllo che abbiamo quotidianamente svolto in questi tre anni
appena trascorsi.
Un lavoro faticoso, oscuro e poco
gratificante.
Un lavoro che spesso ci fa apparire,
come dei pretestuosi rompiscatole, che cercano in tutti i modi di mettere i
bastoni fra le ruote a chi deve amministrare.
Ma non è così come può apparire. E’
necessario.
Il controllo della minoranza sulla
maggioranza, è la Democrazia. Controllare e pretendere il rispetto integrale delle
regole, nella gestione della cosa pubblica è fondamentale.
Lo è tanto più se ci si trova in
presenza di una democrazia di tipo “Presidenziale” come è di fatto nei Consigli
Comunali, dove il potere decisionale è demandato quasi esclusivamente al
Sindaco, ed alla Giunta. Mentre il Consiglio Comunale quando si riunisce
si limita a ratificare, quasi sempre delle decisioni già prese.
I cultori di questo tipo di
democrazia obbietteranno che trascorsi cinque anni gli elettori saranno
chiamati di nuovo a far le loro scelte.
E’ vero! Il problema però sta nel
fatto che cinque anni sono lunghi e chi governa è spesso tentato di prescindere
dalle regole, difetto questo che non è prerogativa di una sola parte politica.
Il rischio che si corre, se non c’è
una costante e pressante azione di controllo, è che passi tra la gente il
concetto che per far valere il proprio diritto, più che della legge si debba
ricorrere ai favori, alle conoscenze, alle amicizie influenti.
Questa situazione trasformerebbe
tutti noi, da Cittadini in Sudditi.
E’ esattamente questo che vogliamo
evitare! È questo il compito di tutte le minoranze che vogliono adempiere il
loro dovere.
Spesso in questi tre anni ci siamo
trovati in imbarazzo nel contestare delle pratiche, che a noi non sembravano
lineari, perché il nostro comportamento poteva apparire penalizzante nei
confronti di persone o imprese, alle quali non era nostra intenzione portare
danno.
La nostra preoccupazione semmai è
stata sempre quella di salvaguardare l’interesse generale facendo in modo che
tutti abbiano un uguale trattamento, e siano più importanti i titoli che le
conoscenze.
È questo lo spirito che ci ha
guidato in questi anni, è questo quello che ci guiderà per il resto della
legislatura. Siamo convinti di aver ben operato, abbiamo la speranza di
aver ottenuto l’apprezzamento di molti Caorsani, confortati in questo anche da
alcuni timidi riscontri tra le fila della stessa Maggioranza.
A volte le diversità di vedute
portano a delle contrapposizioni anche aspre, che possono sfociare in polemiche
pesanti.
Per quanto ci riguarda, come Gruppo
di Minoranza, le diatribe rimangono confinate nella normale dialettica
politica.
I nostri giudizi, anche i più
negativi, vanno interpretati come giudizi politici. Non ci permetteremmo mai di
trasformarli in giudizi nei confronti delle persone, tutte rispettabili ed
apprezzabili, anche per il solo fatto di mettersi in gioco e lavorare per la
nostra comunità.
Il Capogruppo Carmen Giovanna Garilli
