giovedì 25 febbraio 2010

Replica a interrogazioni

Al Signor Sindaco 

del Comune di Caorso

Oggetto: risposta all’interrogazione relativa ai furti verificatisi a Caorso; nota di replica
Questa minoranza nell’esercizio dei propri poteri di vigilanza esprime perplessità sulla gestione della polizia municipale e sulle spese relative ad essa.
Nella nostra interrogazione siamo partiti considerando che vi è stato un aumento dei furti. Un dato ben percepito dai caorsani e confermato dai risultati resi noti dal Comitato Provinciale per l’ordine pubblico secondo il quale i furti sono diminuiti in città, ma aumentati in provincia (compreso a Caorso).
Il recente pacchetto sicurezza emanato dal Governo, modificando l’art.54 TUEL, ha ampliato i poteri del Sindaco in tema di sicurezza urbana e tutela dell’incolumità pubblica nel senso di offrire ulteriori strumenti di contrasto a fenomeni di offesa della sicurezza pubblica. Sono previste attività di competenza dei Corpi di Polizia Municipale a partire dal “piano coordinato di controllo del territorio” che ora si può realizzare anche per esigenze di comuni diversi dai maggiori centri urbani. Senza dilungarsi oltre, vale solo la pena di dire che se il Sindaco rafforza i suoi poteri dovrà prestare sempre più attenzione alla collaborazione operativa del personale di Polizia Municipale, il quale è in possesso della qualifica di agente di pubblica sicurezza. Altrimente sarà un generale senza esercito e quindi destinato alla sconfitta.
Guardando a Caorso, osserviamo che la pianta organica prevede due agenti, mentre la dotazione organica presenta un agente di categoria c. In base al numero di abitanti Caorso dovrebbe disporre di almeno 4 agenti a tempo pieno, per poter raggiungere gli standard minimi di servizio previsti dalla legge regionale. Ma si attua a Caorso un tale tipo di standard aderendo all’Unione delle Terre Verdiane ? Per fare una valutazione, dobbiamo dare la prevalenza ai fatti, agli atti (la convenzione), rispetto alle parole proclamate. Le realtà percepite dai Caorsani sono queste: che di “ nostre guardie” se ne vedono poche, che “forse” c’è qualcuno al pomeriggio(turno 13-19), che durante l’emergenza petrolio sul Po c’è stata un'unica persona in servizio continuato, che quando s’è verificato l’incidente sulla statale non vi era che un’unità in servizio per compiere i rilievi del caso.
Se leggiamo la convenzione stipulata non troviamo traccia del “Distretto multi comune del Corpo che ha come territorio di riferimento i Comuni di Caorso,Cadeo, Pontenure”, di cui parla il Comandante dott. Malavasi. Se veramente esiste questa istituzione , avremmo dovuto saperlo, in quanto se ne sarebbe dovuto discutere in Consiglio Comunale. Si parla di un distretto non deliberato, ma solo progettato. Esistono realmente soltanto le singole convenzioni tra l’Unione delle Terre Verdiane ed i tre Comuni piacentini aderenti, cosicchè se oggi un agente di Pontenure o Cadeo venisse a prestar servizio a Caorso sarebbe fuorilegge, nel senso di essere al di fuori ed al di là del territorio di competenza ( con tutte le implicazioni sul porto di arma e sugli atti che adotta).
Poi non abbiamo proprio capito il discorso del comandante Malavasi quando, alle nostre richieste, ci risponde che :”la vigente convenzione ha garantito al Comune di ottenere, da parte della Regione Emilia-Romagna, l’ACCREDITAMENTO ai sensi della legge regionale del servizio di polizia locale di Caorso in quanto il Corpo di Polizia Municipale delle Terre Verdiane è dotato di centrale operativa aperta dalle ore 7 alle ore 1 di notte 365 giorni l’anno e di un numero di operatori pari a 90”.
Non crediamo che il servizio di polizia possa essere ceduto (o appaltato come altri), perché resta sempre una funzione tipica, istituzionale dell’ente Comunale. La legge regionale non parla mai di accreditamento. E’ chiaro che l’Unione delle Terre Verdiane, ente con personalità giuridica, dispone di 90 addetti su un bacino di vari comuni parmensi e se si può chiamare Corpo vuol dire che mantiene il giusto rapporto tra numero di abitanti e numero di agenti. Ciò non significa poi che gli agenti siano adeguatamente distribuiti lungo tutti i Comuni facenti parte e aderenti all’Unione, od invece che si preferisca indirizzarli verso l’asse Salsomaggiore-Fidenza.
Sulla tanto decantata centrale operativa in funzione per 24 ore, c’è sicuramente un disservizio, anzichè un servizio offerto. Se si chiama la centrale per un’emergenza dopo le ore 19 c’è un operatore che risponde dicendo che manderà una pattuglia se disponibile. Immaginiamo una pattuglia che parte da Roccabianca o Fidenza e dopo quanto tempo arriverà ? Se invece si telefona dopo l’una di notte, si viene dirottati sul 112. In ogni caso essendoci anche un ordine di servizio il quale dispone che non possono farsi straordinari, sarà veramente difficile garantire l’invio di una pattuglia.
Per quanto riguarda i costi sostenuti , ci sembrano veramente molto elevati. Se guardiamo alla spesa corrente del bilancio 2008 per la funzione di polizia municipale, essa ammonta ad euro 134.138,09 , della quale euro 46.365,62 per il personale,euro 3.208,30 per prestazione di servizi, euro 9.713,97 per acquisto beni di consumo, etc… Nel bilancio 2009 vi è stata una previsione di euro 168.965 - e siamo in attesa del consultivo-, in quello del 2010 vi è una previsione di euro 146.320. Le spese in conto capitale dell’anno 2008 ammontano ad euro 130.000 finalizzate alla videosorveglianza ed al miglioramento del parco automezzi. Queste ultime spese sono pienamente condivisibili anche alla luce delle grandi risorse del tesoretto nucleare, ma le altre invece avrebbero potuto consentirci il pagamento dello stipendio di qualche ulteriore nuovo agente. Non dimentichiamo che ne abbiamo uno solo in dotazione organica!
Dopo due anni di adesione all’Unione è ora di chiedersi se ciò sia veramente il meglio per Caorso , riflettere sulla possibilità di creare un Unione della bassa invece di restare vassalli di Parma. A volte un amministratore deve avere il coraggio di percorrere vie diverse da quelle più semplici e lineari.

Cordiali saluti.
Caorso, 31/03/2010
Per il capogruppo
Carmen Giovanna Garilli
Il consigliere
Bisagni Maria Cristina


Al Signor Sindaco del Comune di Caorso

Oggetto: risposta all’interrogazione sul mancato cartello di indicazione lavori presso il cantiere sulla piazza delle scuole elementari. Nota di replica.


A seguito di una risposta un pò approssimativa è opportuno fare alcune considerazioni che possano far emergere il senso delle prescrizioni e la consapevolezza della loro importanza.
Chiunque esegue opere, depositi di materiali, apre cantieri sulle strade e pertinenze è tenuto ad adottare una serie di accorgimenti per garantire la sicurezza, inoltre deve munirsi di un titolo autorizzativo. Vi sono varie disposizioni concrete: il Nuovo Codice della Strada, il regolamento di esecuzione di esso, il disciplinare tecnico relativo agli schemi segnaletici da adottare per il segnalamento temporaneo di cui al Decreto Ministero Infrastrutture e Trasporti del 2002; norme che operano in modo trasversale tra i servizi dei lavori pubblici, dell’edilizia, della polizia municipale, dei servizi amministrativi e che devono essere conosciute dagli operatori come dai responsabili e dagli amministratori.
Nello specifico, il cartello ha un’importanza operativa generale e di controllo, esso è previsto dall’art.30 comma 6 del Regolamento esecutivo del Codice della Strada ( DPR16/12/1992 n.495) secondo il quale:
“In prossimità della testata di ogni cantiere di durata superiore ai sette giorni lavorativi deve essere apposto apposito pannello (fig. II. 382) recante le seguenti indicazioni:
a) ente proprietario o concessionario della strada;
b) estremi dell'ordinanza di cui ai commi 1 e 7;
c) denominazione dell'impresa esecutrice dei lavori;
d) inizio e termine previsto dei lavori;
e) recapito e numero telefonico del responsabile del cantiere. “
Tale cartello viene tassativamente ed inequivocabilmente individuato dalla figura II 382 degli allegati al Regolamento (così come più sotto evidenziato) e non lascia margini ad interpretazioni individuali né può essere sostituito da altri.
Cartello per cantieri stradali con durata superiore a sette gioni
di cui alla figura II.382 reg. CdS
Il cartello in questione è coerente con la situazione per la quale se n’è disposto l’impiego: deve informare l’utente della strada della situazione di cantiere, della sua durata, deve indirizzarlo verso un referente-responsabile per ogni evenienza. Come si può facilmente vedere è un segnale su fondo giallo, con indicazioni, dimensioni ben precisate ed è richiesto per qualsiasi cantiere di una durata superiore a 7 (sette) giorni.


L’obbligo di esposizione del citato cartello vale se il lavoro lo compie un appaltatore, un sub appaltatore od un’amministrazione pubblica in quanto il Regolamento di esecuzione del Codice della Strada non fa alcuna distinzione in materia. In ogni caso l’amministrazione deve sempre vigilare sul corretto compimento degli obblighi da parte dell’impresa e non se ne libera con una semplice intimazione alla ditta.
Il cantiere di cui parliamo è “importante”, nel senso che ingombra una gran parte della piazza principale del paese sulla quale si affacciano una scuola elementare, alcuni studi di medici, una farmacia. I lavori sono iniziati nel dicembre 2009, un cartello di cantiere (comunque non conforme alle prescrizioni del Codice della Strada e del relativo Regolamento) è comparso soltanto dopo la presentazione dell’interrogazione, mentre il cartello previsto dal codice della strada non è ad oggi presente configurando così una palese violazione all’art. 21 del Codice della Strada che comporta l’applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria più le relative sanzioni accessorie sempre previste dal citato articolo 21 del CdS .
Il cantiere in oggetto, in ogni caso, non è il risultato di una improvvisa emergenza, ma di una lunga procedura, caratterizzata da un susseguirsi di atti formali, fra i quali avrebbe potuto esserci anche un’ ordinanza (da emettersi almeno 48 ore prima dell’inizio dei lavori) che prevedeva, tra i vari adempimenti in tema di viabilità, pure il cartello in questione.


Caorso,31/03/2010
Il capogruppo
Carmen Giovanna Garilli



OGGETTO: replica alla risposta sull’interrogazione relativa alla riduzione delle spese

Con riguardo alla Sua risposta alla mia interrogazione, vorrei fare alcune considerazioni.
Sul primo punto e cioè se sia stato applicato anche alla Polizia Locale di Caorso quel provvedimento dell’Unione delle Terre Verdiane relativo al contenimento delle spese per benzina,telefono,vestiario,mi si dice che l’atto riguarda solo i comuni aderenti all’Unione. Si tratta si di un atto interno nel senso della efficacia vincolante , ma anche di atto di dominio pubblico dopo che è stato comunicato preventivamente ai sindacati ( come ogni disposizione di servizio)e poi oggetto di discussione da parte degli addetti al settore sicurezza, fortemente penalizzati dai tagli.
La seconda domanda riguardava le spese di benzina delle auto della Polizia Municipale. Nella risposta non risulta il quantitativo dei chilometri percorsi, ma si tratterà di una svista o di un mancato coordinamento tra gli uffici. Comunque, la spesa per le due auto (euro 464,00 e 387,00)risulta molto contenuta. Se ciò è positivo per una valutazione meramente contabile, potrebbe indurre a concludere che vi siano stati pochi controlli sul territorio. Limitati gli interventi sulla sicurezza stradale, sulla protezione ambientale,sulla tutela delle varie istanze di bisogni dei cittadini, infatti tutto ciò si realizza attraverso gli spostamenti sul territorio comunale. Nei fatti concreti quindi si è già realizzato a Caorso quanto prescritto dal provvedimento delle Terre Verdiane a decorrere da settembre.
Per ultimo ho evidenziato un possibile rilevante deficit nel bilancio dell’Unione e mi è stato risposto che non se ne sa niente, in quanto non si appartiene all’Unione.
Equivale a dire che se indico la luna con un dito, il mio interlocutore preferisce guardare il dito invece che l’obiettivo luna.
Il Comune di Caorso, pur non aderendo all’Unione delle Terre Verdiane, ha stipulato una convenzione con la quale ha trasferito una propria funzione fondamentale quale la Polizia locale. L’ accordo implica accettazione del sistema direzionale dell’Unione, il quale si esprime attraverso il coordinamento Sindaco- Giunta dell’Unione, gestione operativa del Comandante,comunicazione di piani operativi periodici , rendicontazione al Sindaco da parte degli organi dell’Unione. L’Unione, da parte sua, fornisce un servizio pubblico ed acquisisce un compenso (denaro pubblico)dal Comune. Quest’ultimo aspetto richiede che si ponga attenzione all’ente che fornisce il servizio pubblico. Così se vi sono notizie attinte dalla stampa di Parma che parlano di deficit del bilancio (si parla di 2.500.000 euro ), dovrebbe essere cura del Sindaco assumere informazioni più approfondite sull’argomento . L’affidamento di servizi pubblici locali a società con risultati di gestione negativi , può rappresentare un rischio per la stabilità dell’equilibrio di bilancio dell’ente pubblico affidante. Esiste quindi la necessità di sorvegliare sulla capacità gestionale e finanziaria dell’Unione.
Del resto esistono già dei campanelli di allarme, se l’Unione rallenta sempre i pagamenti fino al punto da costringere il responsabile dei servizi finanziari a sollecitarli ed addirittura a diffidare l’Unione. Cordialmente
Caorso, 27/11/2009
IL CONSIGLIERE COMUNALE DEL GRUPPO “CAORSO LIBERO”
 BISAGNI MARIA CRISTINA

Oggetto : interrogazione sul Protocollo d’intesa tra Comune di Caorso, Provincia di Piacenza ed Arpa in tema di controllo della radioattività; replica alla risposta del Sindaco.
L’interrogazione presentata il 28/01/2010 riguardava lo sviluppo avuto dal Protocollo d’intesa concluso l’8/06/2008 tra i tre enti indicati in oggetto.
Nella risposta all’interrogazione consegnata il 4/2/2010 si rende noto che gli enti si sono incontrati in due riunioni tenute in data 8/07/2008 e 24/03/2009. Con che esito, lo potremo sapere solo dopo che ci saranno messi a disposizione gli atti a seguito di richiesta di accesso.
Successivamente si è visionato il sito di Arpa e si è notato che da oggi 5/02/2010 sono riportate le relazioni dell’ente relative al “trasferimento di combustibile nucleare”. Fino a ieri, di rilievo sull’argomento, vi era solo il rapporto sull’attività svolta nell’anno 2007 in tema di radiazioni ionizzanti.
Si rileva, comunque, che Arpa con il Protocollo d’intesa si è impegnata a fornire un’attività che non si limita al controllo dei trasporti sul materiale irraggiato. Quindi ci aspettiamo che siano resi noti i risultati dell’attività complessiva svolta, attraverso “diversi strumenti di comunicazione”, come si legge nel documento concordato.
Leggiamo poi che il Comune di Saluggia ha promosso la prima indagine epidemiologica in Italia sul nucleare: uno studio che riguarda i residenti di quel Comune dall’ 1/01/1981 al 31/12/2008. Un grande lavoro sullo stato di salute della popolazione in rapporto ai rischi del nucleare, come sviluppati nel corso degli anni di convivenza con esso. A Caorso risulta che un’indagine epidemiologica sia stata effettuata sulla popolazione stanziata nelle aree circostanti la centrale nucleare solo nel 1976 su iniziativa dell’Amministrazione Provinciale e condotta dall’Istituto per la sicurezza sociale “Ramazzini”. Ci pare che il Protocollo d’Intesa del 2008 e l’indagine epidemiologica di Saluggia siano due cose diverse.

Caorso,5/2/2010
Maria Cristina Bisagni
Carmen Giovanna Garilli