GRUPPO CONSILIARE CAORSO LIBERO
Il
documento depositato in mattinata affronta un problema abbastanza diffuso nel
nostro paese, quello di un particolare caso di dimissioni volontarie: la firma
delle proprie dimissioni in bianco da parte di tanti lavoratori e lavoratrici
come condizione per l’assunzione; un vero e proprio ricatto, un vero e proprio
abuso.
Il fenomeno
delle dimissioni in bianco interessa tutti i lavoratori, ma nella realtà attuale
riguarda soprattutto le donne. Si tratta di licenziamenti ingiustificati e
ancora più odiosi, se pensiamo che nella maggior parte dei casi il motivo del
licenziamento è la gravidanza della lavoratrice".
Nel giorno
del 101° anniversario della prima giornata internazionale della donna sarebbe un
bel modo di tutelare la famiglia e la maternità quello di impedire il fenomeno
delle dimissioni in bianco e reintrodurre la legge precedente la 188 o misure di
altrettanto efficace contrasto. La data dell'8 marzo è infatti un'occasione per
ricordare non solo le conquiste economiche e sociali ottenute dalle donne, ma
anche le violenze e le discriminazioni che ancora sono costrette a subire.
Mi
sembra un buon modo di fare della Festa dell'8 marzo una giornata di
sensibilizzazione e proposte concrete con l’auspicio che nel prossimo consiglio
comunale utile tale documento venga votato all’unanimità.
Il Capogruppo Carmen Giovanna Garilli
Oggetto: ODG contro il FENOMENO DELLE DIMISSIONI IN BIANCO da
inserire nel prossimo consiglio comunale
IL
CONSIGLIO COMUNALE
Premesso che:
L’occupazione
femminile nel nostro paese rappresenta uno dei nodi irrisolti del sistema
economico nazionale e del suo mercato del lavoro, un’ occasione persa per lo
sviluppo, oltre che una manifesta e insopportabile ingiustizia verso milioni di
donne italiane, soprattutto giovani.
L’insufficienza di
politiche nazionali di welfare a favore dell’infanzia, dei disabili, degli
anziani non autosufficienti, ha determinato, come conseguenza, un modello di
“welfare familiare”, il cui peso grava in massima parte sulle donne,
costituendone, di fatto, la prima causa della marginalità femminile e
delle difficoltà di accesso e mantenimento del posto di lavoro.
In particolare la
maternità, pur in un paese a rischio di declino demografico, rappresenta ancora
uno dei maggiori impedimenti con cui le donne si trovano a dover fare i conti:
costrette spesso a rimandare, quando non a rinunciare, ad avere figli, perché
sottoposte, sul posto di lavoro, a ricatti più o meno espliciti.
Sottolineato in particolare che:
Oltre al massiccio ricorso al lavoro nero e a contratti
atipici precari, che colpiscono in percentuale altissima le donne, una delle
pratiche più odiose nonché vietate dalla legge, risulta essere quella delle
“dimissioni in bianco”.
Tale abuso consiste
nel far firmare alla lavoratrice/lavoratore, al momento dell’assunzione, una
dichiarazione autografa e non datata di dimissioni, a cui il datore del lavoro
può apporre la data a suo piacimento.
Secondo quanto risulta dal Rapporto annuale 2011 dell’Istat, questa pratica illegale riguarda il15% dei
contratti a tempo indeterminato: sono 2.000.000 i lavoratori coinvolti, di cui
800.00 donne, il 90% delle quali a seguito di una gravidanza.
Tale fenomeno
rappresenta il 10% delle controversie di lavoro e per l’80%, benché
suscettibile di costituire la fattispecie di reato di estorsione, resta impunito
a causa delle difficoltà probatorie dipendenti dall’apposizione della firma
autografa in calce alla lettera di dimissioni.
I lavoratori e le lavoratrici così “dimissionati” non
possono accedere ne’ all’indennità di disoccupazione, ne’ ad altri ammortizzatori
sociali.
Valutato che:
-Con legge 17 ottobre 2007 n. 188 denominata “Disposizioni in materia di
modalità per la risoluzione del contratto di lavoro per dimissioni volontarie
della lavoratrice , del lavoratore, nonché del prestatore d’opera e della
prestatrice d’opera” era
stato stabilito, all’art. 1, che la lettera di dimissioni volontarie, doveva
essere presentata dalla lavoratrice/dal lavoratore, a pena di nullità, su
appositi moduli predisposti e resi disponibili gratuitamente, dalle Direzioni
Provinciali del Lavoro e dagli Uffici Comunali, nonché dai Centri per
l’Impiego;
- Era inoltre stabilito che i moduli da utilizzarsi per le
dimissioni volontarie venissero realizzati secondo direttive definite dal
Ministro del Lavoro di concerto con il Ministro per le riforme e le innovazioni
della Pubblica Amministrazione e che riportassero, tra le altre
caratteristiche, un codice alfanumerico progressivo di identificazione e
fossero comunque validi entro 15 gg. dalla data di emissione;
- La disciplina normativa era finalizzata a stroncare l’abuso
costituito dalla mala prassi di raccogliere, contestualmente
all’assunzione, la presunta volontà di dimettersi della lavoratrice o del
lavoratore attraverso una lettera autografa priva di data, da compilarsi al
momento dell’uso, o meglio dell’”abuso”, da parte del datore di lavoro;
- la legge 188/2007 è stata abrogata dalla legge 133 /2008
art. 39 comma 10, legge di conversione del decreto legge 112, 25 giugno 2008,
recante “Misure urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la
competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione
tributaria”, e pertanto si è di fatto rinunciato a contrastare la prassi
illegittima di raccogliere lettere autografe prive di data, da utilizzarsi poi
arbitrariamente da parte del datore di lavoro per risolvere il rapporto
contrattuale a insindacabile giudizio del medesimo, ovviamente in spregio di
ogni disciplina di tutela prevista dalle norme lavoristiche;
Considerato che:
§
sussiste un interesse diretto del nostro Comune
a far prevalere sul nostro territorio il principio della legalità e della
tutela dei diritti di lavoratrici/lavoratori assieme a buone pratiche per la
rimozione degli ostacoli e dei limiti dell’attuale mercato del lavoro, anche a
tutela degli imprenditori impegnati a rispettare tali principi.
§
un gruppo di autorevoli donne, trasversale per
provenienza, orientamento politico,esperienza professionale ed organizzazione
sociale di riferimento, sta promuovendo, una legge d’iniziativa popolare per
eliminare l’abuso di potere esercitato
nei confronti dei lavoratori e delle lavoratrici a cui viene chiesto, all’atto
dell’assunzione, di sottoscrivere il modulo delle dimissione volontaria privo di data, e quindi postdatabile, da far
valere in caso si verifichi un infortunio, una lunga malattia o la gravidanza.
§
in questi giorni il Governo e le parti
sociali sono impegnati nell’importantissima riforma del mercato del
lavoro;
§
e’ stato formalmente chiesto al Ministro Fornero,
da parte di un folto gruppo di parlamentari, il ripristino della legge 188 o
misure di altrettanto efficace contrasto alle”dimissioni in bianco”
Il Consiglio Comunale,
Ø ritiene
inaccettabile la prassi delle “dimissioni in bianco”, preoccupato che tale
esecrabile fenomeno coinvolga anche il territorio caorsano;
Ø
chiede al Sindaco, e a tutti i parlamentari
piacentini, di farsi portavoce presso il Governo affinché questa materia possa
trovare soluzione nell’ambito delle misure necessarie al rilancio
dell’occupazione, in particolare femminile, e all’affermarsi di un “buon
lavoro” in generale.
Ø
A verificare che negli appalti per beni e
servizi sottoscritti, non si ravvisino situazioni di richiesta di dimissioni in
bianco come quelli iscritti in premessa;
Ø
Ad inserire nei bandi di gara di beni e servizi,
clausole per le quali, in caso di verificata richiesta di dimissioni in bianco,
sia prevista la rescissione dell’appalto medesimo.
Ø
chiede al Prefetto di PIACENZA di farsi
portavoce dei sentimenti e delle richieste della comunità caorsana, espressa
attraverso l’organo rappresentativo del Consiglio Comunale, presso le
istanze superiori e presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali.
Il capogruppo
Carmen Giovanna Garilli
