lunedì 12 marzo 2012

Fenomeno delle dimissioni in bianco.



GRUPPO CONSILIARE CAORSO LIBERO


Il documento depositato in mattinata affronta un problema abbastanza diffuso nel nostro paese, quello di un particolare caso di dimissioni volontarie: la firma delle proprie dimissioni in bianco da parte di tanti lavoratori e lavoratrici come condizione per l’assunzione; un vero e proprio ricatto, un vero e proprio abuso. 
Il fenomeno delle dimissioni in bianco interessa tutti i lavoratori, ma nella realtà attuale riguarda soprattutto le donne. Si tratta di licenziamenti ingiustificati e ancora più odiosi, se pensiamo che nella maggior parte dei casi il motivo del licenziamento è la gravidanza della lavoratrice". 
Nel giorno del 101° anniversario della prima giornata internazionale della donna sarebbe un bel modo di tutelare la famiglia e la maternità quello di impedire il fenomeno delle dimissioni in bianco e reintrodurre la legge precedente la 188 o misure di altrettanto efficace contrasto. La data dell'8 marzo è infatti un'occasione per ricordare non solo le conquiste economiche e sociali ottenute dalle donne, ma anche le violenze e le discriminazioni che ancora sono costrette a subire.
Mi sembra un buon modo di fare  della Festa dell'8 marzo una giornata di sensibilizzazione e proposte concrete con l’auspicio che nel prossimo consiglio comunale utile tale documento venga votato all’unanimità.


 Il Capogruppo Carmen Giovanna Garilli




Oggetto: ODG contro il FENOMENO DELLE DIMISSIONI IN BIANCO da inserire nel prossimo consiglio comunale

IL CONSIGLIO COMUNALE

Premesso che:

 L’occupazione femminile nel nostro paese rappresenta uno dei nodi irrisolti del sistema economico nazionale e del suo mercato del lavoro, un’ occasione persa per lo sviluppo, oltre che una manifesta e insopportabile ingiustizia verso milioni di donne italiane, soprattutto giovani.
 L’insufficienza di politiche nazionali di welfare a favore dell’infanzia, dei disabili, degli anziani non autosufficienti, ha determinato, come conseguenza, un modello di “welfare familiare”, il cui peso grava in massima parte sulle donne, costituendone, di fatto,  la prima causa della marginalità femminile e delle difficoltà di accesso e mantenimento del posto di lavoro.
 In particolare la maternità, pur in un paese a rischio di declino demografico, rappresenta ancora uno dei maggiori impedimenti con cui le donne si trovano a dover fare i conti: costrette spesso a rimandare, quando non a rinunciare, ad avere figli, perché sottoposte, sul posto di lavoro, a ricatti più o meno espliciti.
Sottolineato in particolare che:

 Oltre al massiccio ricorso al lavoro nero e a contratti atipici precari, che colpiscono in percentuale altissima le donne, una delle pratiche più odiose nonché vietate dalla legge, risulta essere quella delle “dimissioni in bianco”.

 Tale abuso consiste nel far firmare alla lavoratrice/lavoratore, al momento dell’assunzione, una dichiarazione autografa e non datata di dimissioni, a cui il datore del lavoro può apporre la data a suo piacimento.

Secondo quanto risulta dal Rapporto annuale 2011 dell’Istat,  questa pratica illegale riguarda il15% dei contratti a tempo indeterminato: sono 2.000.000 i lavoratori coinvolti, di cui 800.00 donne, il 90%  delle quali a seguito di una gravidanza.
 Tale fenomeno rappresenta il 10% delle controversie di lavoro e per l’80%, benché suscettibile di costituire la fattispecie di reato di estorsione, resta impunito a causa delle difficoltà probatorie dipendenti dall’apposizione della firma autografa in calce alla lettera di dimissioni.
 I lavoratori e le lavoratrici così “dimissionati” non possono accedere ne’ all’indennità di disoccupazione, ne’ ad altri ammortizzatori sociali.


Valutato che:

  -Con legge 17 ottobre 2007 n. 188 denominata “Disposizioni in materia di modalità per la risoluzione del contratto di lavoro per dimissioni volontarie della lavoratrice , del lavoratore, nonché del prestatore d’opera e della prestatrice d’opera” era stato stabilito, all’art. 1, che la lettera di dimissioni volontarie, doveva essere presentata dalla lavoratrice/dal lavoratore, a pena di nullità, su appositi moduli predisposti e resi disponibili gratuitamente, dalle Direzioni Provinciali del Lavoro e dagli Uffici Comunali, nonché dai Centri per l’Impiego;
- Era inoltre stabilito che i moduli da utilizzarsi per le dimissioni volontarie venissero realizzati secondo direttive definite dal Ministro del Lavoro di concerto con il Ministro per le riforme e le innovazioni della Pubblica Amministrazione e che riportassero, tra le altre caratteristiche, un codice alfanumerico progressivo di identificazione e fossero comunque validi entro 15 gg. dalla data di emissione;
- La disciplina normativa era finalizzata a stroncare l’abuso costituito dalla mala prassi di raccogliere, contestualmente  all’assunzione, la presunta volontà di dimettersi della lavoratrice o del lavoratore attraverso una lettera autografa priva di data, da compilarsi al momento dell’uso, o meglio dell’”abuso”, da parte del datore di lavoro;
- la legge 188/2007 è stata abrogata dalla legge 133 /2008 art. 39 comma 10, legge di conversione del decreto legge 112, 25 giugno 2008, recante “Misure urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria”, e pertanto si è di fatto rinunciato a contrastare  la prassi illegittima di raccogliere lettere autografe prive di data, da utilizzarsi poi arbitrariamente da parte del datore di lavoro per risolvere il rapporto contrattuale a insindacabile giudizio del medesimo, ovviamente in spregio di ogni disciplina di tutela prevista dalle norme lavoristiche;

Considerato che:

§  sussiste un interesse diretto del nostro Comune a far prevalere sul nostro territorio il principio della legalità e della tutela dei diritti di lavoratrici/lavoratori assieme a buone pratiche per la rimozione degli ostacoli e dei limiti dell’attuale mercato del lavoro, anche a tutela degli imprenditori impegnati a rispettare tali principi.
§  un gruppo di autorevoli donne, trasversale per provenienza, orientamento politico,esperienza professionale ed organizzazione sociale di riferimento, sta promuovendo, una legge d’iniziativa popolare per eliminare  l’abuso di potere esercitato nei confronti dei lavoratori e delle lavoratrici a cui viene chiesto, all’atto dell’assunzione, di sottoscrivere il modulo delle dimissione volontaria  privo di data, e quindi postdatabile, da far valere in caso si verifichi un infortunio, una lunga malattia o la gravidanza.
§  in questi giorni il Governo e le parti sociali  sono impegnati nell’importantissima riforma del mercato del lavoro;
§  e’ stato formalmente chiesto al Ministro Fornero, da parte di un folto gruppo di parlamentari, il ripristino della legge 188 o misure di altrettanto efficace contrasto alle”dimissioni in bianco”

Il Consiglio Comunale,

Ø  ritiene inaccettabile la prassi delle “dimissioni in bianco”, preoccupato che tale esecrabile fenomeno coinvolga anche il territorio caorsano;

Ø  chiede al Sindaco, e a tutti i parlamentari piacentini, di farsi portavoce presso il Governo affinché questa materia possa trovare soluzione nell’ambito delle misure necessarie al rilancio dell’occupazione, in particolare femminile, e all’affermarsi di un “buon lavoro” in generale.

Ø  A verificare che negli appalti per beni e servizi sottoscritti, non si ravvisino situazioni di richiesta di dimissioni in bianco come quelli iscritti in premessa;

Ø  Ad inserire nei bandi di gara di beni e servizi, clausole per le quali, in caso di verificata richiesta di dimissioni in bianco, sia prevista la rescissione dell’appalto medesimo.

Ø  chiede al Prefetto di PIACENZA di farsi portavoce dei sentimenti e delle richieste della comunità caorsana, espressa attraverso l’organo rappresentativo del Consiglio Comunale,  presso le istanze superiori e presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali.

Il capogruppo
Carmen Giovanna Garilli