Oggetto: ODG “ La nuova IMU “ applicazione aliquote più
basse.
Da inserire nel prossimo
consiglio comunale
IL CONSIGLIO COMUNALE
Premesso
che:
L’art. tredici del cosiddetto decreto “Salva
Italia” ha anticipato, in via sperimentale, a decorrere dal 2012, l’entrata in
vigore dell’IMU (imposta municipale propria), introdotta dal Decreto
Legislativo sul Federalismo Municipale, che va a sostituire l’ICI, e che
entrerà definitivamente a regime nel 2015. La nuova imposta ha per presupposto
il possesso d’immobili, ivi compresa l’abitazione principale e le pertinenze
della stessa. Con l’IMU viene quindi reintrodotto il prelievo sull’abitazione
principale che era stato cancellato parzialmente dal Governo Prodi e totalmente
dal Governo Berlusconi. La base imponibile dell’IMU è costituita dal valore
dell’immobile determinato ai fini dell’ICI, ma calcolato sulla base dei nuovi
coefficienti moltiplicatori da applicare alla rendita catastale rivalutata. Per
le abitazioni (fabbricati classificati nel gruppo catastale A e nelle categorie
catastali C/2, C/6 e C/7, con esclusione della categoria catastale A/10), il
valore è costituito da quello ottenuto applicando all’ammontare delle rendite
catastali, vigenti al 1° gennaio dell’anno d’imposizione, rivalutate del 5 per
cento, il coefficiente moltiplicatore 160 (con l’ICI era pari a 100).
L’aliquota di base dell’IMU è pari allo 0,76 per cento, ma per le abitazioni
principali e le relative pertinenze si applica un’aliquota dello 0,40 per
cento, mentre per i fabbricati rurali a uso strumentale l’aliquota è dello 0,2
per cento.
Rilevato
in particolare che:
I Comuni, con delibera del Consiglio Comunale, da
adottare entro il termine per la deliberazione del Bilancio di Previsione,
possono modificare in aumento o in diminuzione sino a 0,3 punti percentuali
l’aliquota di base, sino a 0,2 punti percentuali l’aliquota per le abitazioni
principali e le relative pertinenze, sino allo 0,1 per cento l’aliquota per i
fabbricati rurali a uso strumentale. E’ prevista la riserva a favore dello Stato
di una quota dell’imposta pari alla metà dell’importo calcolato applicando
l’aliquota di base (0,76 per cento) alla base imponibile di tutti gli immobili
diversi dall’abitazione principale e relative pertinenze e dagli immobili
rurali strumentali. Per determinare le aliquote occorrerà effettuare delle
elaborazioni sulle basi imponibili, sia per avere la certezza che con
l’applicazione delle aliquote di base (tolti i trasferimenti allo Stato) si
abbia un gettito pari o superiore a quello dell’ICI attuale, sia per deliberare
eventuali aumenti o riduzioni di aliquota.
Valutato
che:
Per le abitazioni principali e le relative
pertinenze si applica poi una detrazione d’imposta pari a euro 200. Per gli
anni 2012 e 2013 alla detrazione in questione si detraggono ulteriori euro 50
per ogni figlio convivente di età non superiore a 26 anni fino ad un tetto
massimo di non oltre euro 400. I Comuni hanno la possibilità di aumentare la
detrazione d’imposta fino ad azzerare l’IMU dovuta per l’abitazione principale,
nel rispetto dell’equilibrio di bilancio. Ovviamente, i Comuni, stabilendo le
aliquote, tra il minimo ed il massimo consentito dalla legge, potranno incidere
sull’entità dell’imposta, col conseguente minore o maggiore gettito che ne
deriva in favore delle casse comunali, gravando così in maniera più o meno
pesante sui contribuenti.
Considerando
che
Sulla prima abitazione gravano le spese relative
alle utenze domestiche (energia elettrica, gas, acqua), che hanno subito
consistenti aumenti negli ultimi mesi, oltre ad eventuali mutui bancari, agli
oneri condominiali e così via, appare iniquo, tanto più nella presente e
difficile congiuntura economica, aumentare ulteriormente la pressione fiscale
sulle famiglie, sugli anziani, sulle giovani coppie, sulle singole persone, già
gravate dall’aumento di altre imposizioni, come ad esempio l’addizionale
regionale sull’imposta sui redditi.
Il
Consiglio comunale
Preso atto dell’entrata
in vigore della nuova imposta municipale unica (IMU);
Ritenuto prevedibile
l’aggravio fiscale per i cittadini, soprattutto quelli con i redditi più bassi;
Esprime preoccupazione per l’onere fiscale che subiranno
le famiglie a seguito dell’entrata in vigore dell’IMU;
Auspica che
il Governo possa chiarire i numerosi dubbi interpretativi e le evidenti
ingiustizie che l’applicazione della nuova tassazione determinerà per le
Amministrazioni Comunali e per le famiglie
italiane;
Ritiene importante cercare di mantenere le aliquote al
livello più basso possibile, ciò proprio al fine di attenuare l’impatto che
l’IMU avrà sui cittadini.
Il capogruppo
Carmen Giovanna Garilli

