GRUPPO CONSILIARE " CAORSO LIBERO"
L'iter per i nuovi piani urbanistici del Comune di Caorso è partito nel lontano anno del 2009, dopo cinque anni sono stati portati a termine.
Sin
da un primo esame del Piano Comunale Strutturale ancora prima che venisse adottato, avevamo
manifestato numerose perplessità che ci
facevano ritenere come questo strumento fosse stato usato in modo assolutamente
inadeguato per ripensare il ruolo di Caorso nel futuro e, soprattutto, per
promuovere una pianificazione territoriale sostenibile.
Significativo
è il comportamento di questa maggioranza, in tutti questi anni di lavoro non
c’è stato un coinvolgimento del gruppo di minoranza. Non siamo stati coinvolti
in questo percorso, contrariamente quanto riscontrato in altri comuni dove poi
alla fine del percorso è stato rassegnato un piano votato all’unanimità.
Non
siamo stati nemmeno invitati nelle conferenze.Tra l’altro conferenze rivolte ai
portatori di interesse e qui mi rivolgo ai consiglieri comunali tutti: i
consiglieri che in questa assise rappresentano una parte di cittadinanza non
sono portatori d’interesse.
Quindi nessun invito a
collaborare, nessuna commissione, nessuna riunione, l’adozione è avvenuta e l’approvazione successiva è avvenuta in una sorta di silenzio,
indifferenza provocata dalla totale mancanza di un qualsiasi luogo di confronto
e di partecipazione che, al contrario, avrebbero potuto costituire un valido
strumento per la condivisione di importanti scelte per il futuro del paese.
La
verità è che da parte dell'amministrazione comunale vi è stato un comportamento politico arrogante e presuntuoso, hanno escluso una fetta del paese che non poteva essere esclusa. Le scelte
strategiche non vanno fatte a colpi di maggioranza, qui stiamo trattando una
questione che ha deciso il futuro per i prossimi 20 anni.
Questo
mancato coinvolgimento lo definisco politicamente inaccettabile, l' atteggiamento è di una bassezza veramente deprimente, la verità è che si
continua a pensare ed amministrare una res pubblica come se fosse una cosa
propria, la verità è che non c’è mai stato dato un segno di comportamenti
democratici.
Parliamo
della partecipazione della cittadinanza? Mi
verrebbe da dire un altra occasione persa perché, anche se i cittadini delegano
attraverso il voto, è solamente attraverso meccanismi di partecipazione e
dialogo che viene coltivata la pianta della “democrazia”.
Il capogruppo
Carmen Giovanna Garilli
Carmen Giovanna Garilli
Intervento in Consiglio del capogruppo Carmen Giovanna Garilli nel consiglio comunale del 29 novembre 2013.
Oggi siamo chiamati ad esprimere il nostro
voto sul Rue, tramite il quale si disciplina le cosi dette parti del territorio
urbano strutturato e del territorio rurale, le cui previsioni sono di norma con
intervento edilizio diretto. Contiene tutte le norme attinenti alle attività di
costruzione di trasformazione fisica e funzionale e di conservazione del
patrimonio edilizio esistente in altre parole è lo strumento che riguarda tutta
la collettività quello che regolamenta gli interventi che ognuno di noi vuole
fare nelle proprie abitazioni. E’ veramente difficile esprimere un giudizio
politico sul nuovo regolamento edilizio, che, in quanto regolamento, è uno
strumento prettamente tecnico. Una valutazione politica fondata e coerente è
possibile, dunque, soltanto in merito al disegno complessivo sotteso a questo
regolamento,poiché il rue non è altro che è un elemento e, dal punto da visto
politico sicuramente il meno importante, quindi valutando il corpo unico
formato da Psc, Poc, e Rue.
La formazione di codesti strumenti
urbanistici rappresenta un atto importante per l’amministrazione comunale e per
la cittadinanza. In tale conteso si è delineato i principi ordinatori del
territorio, caratterizzando le preferenze gli scopi e le strategie per
adeguarla alle esigenze territoriali ed urbane. Il tutto doveva essere
finalizzato nell’ottica dell’accrescimento culturale, sociale ed ambientale
della vita nell’interesse di tutta la cittadinanza, degli operatori economici e
delle imprese. Ma fare codesti piano significava ascoltare le idee, le
aspirazioni i bisogni dei cittadini che abitano i propri territori per
riconsegnare un progetto di riqualificazione e modernizzazione dello stesso.
Questa era la formula che si presentava la più adatta a rappresentare le nuove
condizioni in cui ci si doveva trovare ad operare. I piani dovevano essere il
momento di sintesi generale, in cui ogni soggetto economico propone una serie
di istanze finalizzate al raggiungimento dei propri obbiettivi, e il risultato
doveva essere la centralità della relazione che si instaura tra i vari
soggetti. Ma questi piani raggiungono i loro obiettivi quando non ci sono
sconfitti ma tutti vincitori. Purtroppo dobbiamo rilevare che ci tanti
sconfitti, i cittadini, e pochi vincitori. Il filo conduttore di una strategia
politica non può essere la convinzione di essere più furbi per poter poi
sfruttare tutto quanto si ritenga funzionale a prendere più voti calpestando
quei principi di democrazia, di uguaglianza, di confronto con gli altri e di
crescita umana, in poche parole la coscienza civile. Una cosa indispensabile
che il buon amministratore pubblico deve avere è la dignità, non deve mai
barattarla con l’avidità del singolo e con tutto quanto ritiene necessario per
i propri scopi. Già in passato in occasione della redazione ed approvazione
degli strumenti urbanistici abbiamo giudicati in modo completamento negativo
l’atteggiamento dell’amministrazione comunale
che ha sempre fatto delle scelte urbanistiche senza mai fornire una
motivazione plausibile né dal punto di vista tecnico che politico. A noi appare
perfettamente chiaro che il Comune si è dotato di strumenti urbanistici
assolutamente casuali e rivi di una strategia complessiva volta allo sviluppo
del paese ed all’interesse dei cittadini.
Sul documento psc avevamo espresso un voto
contrario perché accanto alle contestazioni, alle perplessità, pesava la
condivisione di alcuni scopi, di alcune finalità sottese all’elaborazione di
questo strumento.
Definimmo il documento carente in tutti i
settori, un piano che non era riferito
alle dinamiche demografiche, un piano che andava a cozzare contro la stessa Legge Regionale 20 del 2000, la quale
ha introdotto l’obiettivo generale secondo cui il consumo di territorio non
urbanizzato può essere ammesso solo quando non sussistono alternative derivanti
dalla sostituzione dei tessuti insediativi esistenti ovvero dalla loro
riorganizzazione e riqualificazione.
Di certo possiamo affermare che si era usato
una schema non orientato al futuro, ma al passato. Non si è pensato alla
salvaguardia del suolo, al risparmio energetico e all’utilizzo delle fonti
rinnovabili che pure sono tra le indicazioni della legge regionale.
Un’elaborazione che non ha tenuto conto degli effetti sulla proprietà, un piano che valorizzava aree sottratte
all’agricoltura e ne favoriva la speculazione .Mi viene da dire tanti campi di
patate, di pomodori trasformati in campi
d’oro. Noi avevamo cercato in tutti i modi in sede di adozione a convincere i
consiglieri a non votare il piano, appariva evidente che gli studi e l’operato
non erano assolutamente basati su criteri di serietà e professionalità. Che le
scelte erano di tipo causale e non supportate da adeguata analisi e motivazioni
logiche. E non per ultima era impossibile capire come i cittadini di Caorso
potevano trarre benefici da tali scelte. Ma la partenza, confusa, sbagliata e
basata su presupposti non solidi logicamente e tecnicamente non preludano mai,
ne eravamo certi che i risultati non potevano
essere soddisfacenti, eravamo certi che questi piani non rispondevano ai reali
bisogni del nostro territorio. Quanti i metri quadrati di terra rubata
all’agricoltura? Beh, questa tabella pubblicata dal quotidiano libertà in data
15 febbraio 2013 parla chiaro siamo il comune che ha riconvertito terreno
agricolo a territorio urbanizzabile a prevalente destinazione produttiva 1.213.000
mq, e 493.000 mq di destinazione residenziale. Di quei comuni che hanno
approvato i loro psc siamo in primi della lista, alla faccia del consumo suolo
zero. Ovviamente non si tenuto conto che tutto ciò comporta un aumento
significativo del carico antropico con conseguenze dirette e indirette sugli
equilibri ambientali. (falde acquifere,suolo agricolo, rischio idraulico,
qualità dell’aria, rumore, viabilità, traffico indotto). Aggravando in modo
progressivo e probabilmente, irreversibile i problemi di cui sono elencati
nelle prescrizioni formulate dall’ente provinciale.
Si perché l’amministrazione comunale ha
ritenuto di non adeguarsi a queste prescrizioni, ha preceduto come niente fosse approvando
strumenti urbanistici incompleti o errati senza mai porsi criticamente
di fronte alle precise segnalazioni degli Enti preposti e senza mai fare
proprie le precise indicazioni ricevute.
“ Lo stesso Piano Strutturale Comunale” è
stato approvato per alcune tematiche in difformità rispetto a quanto deliberato
dalla Giunta Provinciale in sede di Intesa. E questo quanto affermava l’ente
provinciale, L’ente provinciale ha denunciato nei suoi atti il comportamento
illecito dell’amministrazione.
Guarda caso avete hanno “tralasciato”
proprio le previsioni che devono salvaguardare la popolazione e migliore la
qualità urbana e ambientale.
Anche
in occasione dei POC, l’Amm. Comunale
di Caorso non smentisce le sue
assurde abitudini ed ecco che nelle Osservazioni della Provincia compaiono le
indicazioni e le richieste di modifica o
adeguamento già emerse in passato e sempre
disattese. In sintesi cosa vi dice l'ente provinciale:
In merito agli accordi con i privati disciplinati dall’art. 18 della L.R. 20/2000
il Comune non si è tutelato nei confronti dei privati inadempienti!
Il comune stringe accordi senza il rilevante interesse pubblico
Pagine,
pagine di errori, e somme rilevanti di soldi pubblici spesi, cosa è costato
questo nuovo strumento urbanistico? -----------------------------
Quello
che ci lascia l’amaro in bocca e che Le nostre osservazioni, discussioni non
sono serviti a nulla, avete voluto proseguire sulla vostra strada, ma non solo
non siamo stati coinvolti, ma anche i nostri quesiti posti non hanno trovato
risposte.
Forse
avete coinvolto i bambini delle scuole, o forse ci verrà detto che i caorsani
si fidano e col vostro voto dimostrano che questa fiducia è ben risposta, e
visto che si fidano, lasciano che si faccia. Non è così che funziona, la verità
è che non si fidano più, non si fida più chi è stato seduto vicino a voi per
anni.
Ora
è arrivato questo rue, che raccoglie una produzione di norme urbanistiche esagerate,
invasive, in contrapposizione spesso con le stesse leggi statali e anche quelle
regionali, badate che è la giunta provinciale che fa queste considerazioni:
nella deliberazione del 17 maggio 2013 si legge:
per
quanto riguarda i contenuti regolamentari del rue la provincia non ha alcuna
competenza, tuttavia dall’esame del regolamento sono emerse una serie di
difformità rispetto al quadro normativo vigente statale e regionale tale da
ritenere necessario raccomandare il comune in virtù del principio di leale
collaborazione tra enti, di garantire in sede di approvazione la conformità del
rue alle disposizioni legislative vigenti nelle diverse materie di competenza
del regolamento.
Un’altra
mole di osservazioni formulate dalla provincia, su uno strumento ipertrofico, confuso , incredibilmente
complicato, pressoché illeggibile in alcune parti e contraddittorio in altre.
Un
piano che avrà una vita tribulata, con norme che aumenteranno fortemente gli
oneri burocratici, progettuali e costruttivi, un rue che non rende appetibile
nessun intervento di adeguamento sismico e di riqualificazione energetica, il
rue a mio avviso dovrebbe prevenire incentivi graduali, anche partendo dalle
classi energetiche più basse, per consentire ai cittadini di far passare le loro
case alle classi energetiche superiori nell’ottica di un miglioramento
continuativo.
Il nuovo Rue non vedrà
l'introduzione di norme restrittive sul piano urbanistico-edilizio (ambito su
cui il Comune è competente e può intervenire) per l’insediamento di sale da
gioco pubbliche, compresi quegli esercizi dedicati esclusivamente al gioco con
apparecchi di cui all’articolo 110, comma 6 del Testo unico delle leggi di
pubblica sicurezza (Tulps) - come sale Vlt, slot, sale bingo e sale scommesse.
I
cittadini chiedono regole chiare, norme comprensibili, rispondenti a dei loro
bisogni. E voi rispondete con uno strumento pesante, dirigistico, fuori misura
e fuori tempo. Credo che il regolamento urbanistico che ci apprestiamo a votare
non sia uno strumento perfetto; anzi, ritengo che per diversi aspetti si
discosti considerevolmente da quelle che sono le concrete quotidiane esigenze
del territorio, soprattutto se si considera il momento storico-economico che
stiamo vivendo.
Il
nostro gruppo intende ringraziare tutti i cittadini che hanno voluto dare il
proprio contributo alla redazione di questo piano. Alcune osservazioni
pervenute consentiranno a riflettere su scelte strategiche e aspetti tecnici a suo tempo fatti e adottati dalla
maggioranza. Bella figura ci fate anche con i privati.
Concludendo abbiamo
una fotografia assai contraddittoria della situazione urbanistica normativa del
comune di Caorso: da una parte si riscontra Psc. approvato, nonostante le
contraddizioni derivanti dalle riserve non recepite; dall’altra parte, ancora,
si richiama un R.U.E., ma non del tutto corrispondente alla struttura del
correlato P.S.C..e un poc con validità quinquennale che fa acqua da tutte le
parti. In altre parole, una sequela di strumentazioni urbanistiche ed edilizie
che rischia di rappresentare un vero e proprio rompicapo per gli addetti ai
lavori e per i cittadini.
Dichiarazione di
voto
approvando questo
piano avrete da subito una indissolubile corresponsabilità politica, e non solo
vogliamo ricordare che questi piani urbanistici hanno una valenza legale.
Noi riteniamo che
l’approvazione di questo piano sarebbe una sciagura per il nostro paese, per il
rispetto assoluto che istituzioni che rappresentiamo, il rispetto che abbiamo
verso la nostra cittadinanza tutta, per la salvaguardia del nostro territorio,
per il rispetto delle regole, delle normative vigenti, per il rispetto delle
istituzioni e mi riferisco agli enti sovraordinati Provincia, Regione Stato non
parteciperemo alla votazione.

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