venerdì 13 dicembre 2013

Approvazione dei nuovi strumenti urbanistici. La Garilli " Strumento inadeguato per ripensare al ruolo di Caorso nel futuro".





GRUPPO CONSILIARE " CAORSO LIBERO"

L'iter per i nuovi piani urbanistici del Comune di Caorso è partito nel lontano anno del 2009, dopo cinque anni sono stati portati a termine.

Sin da un primo esame del Piano Comunale Strutturale ancora prima che venisse adottato, avevamo manifestato  numerose perplessità che ci facevano ritenere come questo strumento fosse stato usato in modo assolutamente inadeguato per ripensare il ruolo di Caorso nel futuro e, soprattutto, per promuovere una pianificazione territoriale sostenibile.

Significativo è il comportamento di questa maggioranza, in tutti questi anni di lavoro non c’è stato un coinvolgimento del gruppo di minoranza. Non siamo stati coinvolti in questo percorso, contrariamente quanto riscontrato in altri comuni dove poi alla fine del percorso è stato rassegnato un piano votato all’unanimità. 

Non siamo stati nemmeno invitati nelle conferenze.Tra l’altro conferenze rivolte ai portatori di interesse e qui mi rivolgo ai consiglieri comunali tutti: i consiglieri che in questa assise rappresentano una parte di cittadinanza non sono portatori d’interesse.

Quindi nessun invito a collaborare, nessuna commissione, nessuna riunione, l’adozione è avvenuta  e l’approvazione successiva è avvenuta in una sorta di silenzio, indifferenza provocata dalla totale mancanza di un qualsiasi luogo di confronto e di partecipazione che, al contrario, avrebbero potuto costituire un valido strumento per la condivisione di importanti scelte per il futuro del paese.

La verità è che da parte dell'amministrazione comunale vi è stato un comportamento politico arrogante e presuntuoso, hanno escluso una fetta del paese che non poteva essere esclusa. Le scelte strategiche non vanno fatte a colpi di maggioranza, qui stiamo trattando una questione che ha deciso il futuro per i prossimi 20 anni.
Questo mancato coinvolgimento lo definisco politicamente inaccettabile, l' atteggiamento è di una bassezza veramente deprimente, la verità è che si continua a pensare ed amministrare una res pubblica come se fosse una cosa propria, la verità è che non c’è mai stato dato un segno di comportamenti democratici. 

Parliamo della partecipazione della cittadinanza? Mi verrebbe da dire un altra occasione persa perché, anche se i cittadini delegano attraverso il voto, è solamente attraverso meccanismi di partecipazione e dialogo che viene coltivata la pianta della “democrazia”.

Il capogruppo
Carmen Giovanna Garilli

Intervento in Consiglio del capogruppo Carmen Giovanna Garilli nel consiglio comunale del 29 novembre 2013.




Oggi siamo chiamati ad esprimere il nostro voto sul Rue, tramite il quale si disciplina le cosi dette parti del territorio urbano strutturato e del territorio rurale, le cui previsioni sono di norma con intervento edilizio diretto. Contiene tutte le norme attinenti alle attività di costruzione di trasformazione fisica e funzionale e di conservazione del patrimonio edilizio esistente in altre parole è lo strumento che riguarda tutta la collettività quello che regolamenta gli interventi che ognuno di noi vuole fare nelle proprie abitazioni. E’ veramente difficile esprimere un giudizio politico sul nuovo regolamento edilizio, che, in quanto regolamento, è uno strumento prettamente tecnico. Una valutazione politica fondata e coerente è possibile, dunque, soltanto in merito al disegno complessivo sotteso a questo regolamento,poiché il rue non è altro che è un elemento e, dal punto da visto politico sicuramente il meno importante, quindi valutando il corpo unico formato da Psc, Poc, e Rue.
La formazione di codesti strumenti urbanistici rappresenta un atto importante per l’amministrazione comunale e per la cittadinanza. In tale conteso si è delineato i principi ordinatori del territorio, caratterizzando le preferenze gli scopi e le strategie per adeguarla alle esigenze territoriali ed urbane. Il tutto doveva essere finalizzato nell’ottica dell’accrescimento culturale, sociale ed ambientale della vita nell’interesse di tutta la cittadinanza, degli operatori economici e delle imprese. Ma fare codesti piano significava ascoltare le idee, le aspirazioni i bisogni dei cittadini che abitano i propri territori per riconsegnare un progetto di riqualificazione e modernizzazione dello stesso. Questa era la formula che si presentava la più adatta a rappresentare le nuove condizioni in cui ci si doveva trovare ad operare. I piani dovevano essere il momento di sintesi generale, in cui ogni soggetto economico propone una serie di istanze finalizzate al raggiungimento dei propri obbiettivi, e il risultato doveva essere la centralità della relazione che si instaura tra i vari soggetti. Ma questi piani raggiungono i loro obiettivi quando non ci sono sconfitti ma tutti vincitori. Purtroppo dobbiamo rilevare che ci tanti sconfitti, i cittadini, e pochi vincitori. Il filo conduttore di una strategia politica non può essere la convinzione di essere più furbi per poter poi sfruttare tutto quanto si ritenga funzionale a prendere più voti calpestando quei principi di democrazia, di uguaglianza, di confronto con gli altri e di crescita umana, in poche parole la coscienza civile. Una cosa indispensabile che il buon amministratore pubblico deve avere è la dignità, non deve mai barattarla con l’avidità del singolo e con tutto quanto ritiene necessario per i propri scopi. Già in passato in occasione della redazione ed approvazione degli strumenti urbanistici abbiamo giudicati in modo completamento negativo l’atteggiamento dell’amministrazione comunale  che ha sempre fatto delle scelte urbanistiche senza mai fornire una motivazione plausibile né dal punto di vista tecnico che politico. A noi appare perfettamente chiaro che il Comune si è dotato di strumenti urbanistici assolutamente casuali e rivi di una strategia complessiva volta allo sviluppo del paese ed all’interesse dei cittadini.     

Sul documento psc avevamo espresso un voto contrario perché accanto alle contestazioni, alle perplessità, pesava la condivisione di alcuni scopi, di alcune finalità sottese all’elaborazione di questo strumento.
 Definimmo il documento carente in tutti i settori,  un piano che non era riferito alle dinamiche demografiche, un piano che andava a cozzare contro la  stessa Legge Regionale 20 del 2000, la quale ha introdotto l’obiettivo generale secondo cui il consumo di territorio non urbanizzato può essere ammesso solo quando non sussistono alternative derivanti dalla sostituzione dei tessuti insediativi esistenti ovvero dalla loro riorganizzazione e riqualificazione.
Di certo possiamo affermare che si era usato una schema non orientato al futuro, ma al passato. Non si è pensato alla salvaguardia del suolo, al risparmio energetico e all’utilizzo delle fonti rinnovabili che pure sono tra le indicazioni della legge regionale. Un’elaborazione che non ha tenuto conto degli effetti sulla proprietà,  un piano che valorizzava aree sottratte all’agricoltura e ne favoriva la speculazione .Mi viene da dire tanti campi di patate, di pomodori  trasformati in campi d’oro. Noi avevamo cercato in tutti i modi in sede di adozione a convincere i consiglieri a non votare il piano, appariva evidente che gli studi e l’operato non erano assolutamente basati su criteri di serietà e professionalità. Che le scelte erano di tipo causale e non supportate da adeguata analisi e motivazioni logiche. E non per ultima era impossibile capire come i cittadini di Caorso potevano trarre benefici da tali scelte. Ma la partenza, confusa, sbagliata e basata su presupposti non solidi logicamente e tecnicamente non preludano mai, ne eravamo certi  che i risultati non potevano essere soddisfacenti, eravamo certi che questi piani non rispondevano ai reali bisogni del nostro territorio. Quanti i metri quadrati di terra rubata all’agricoltura? Beh, questa tabella pubblicata dal quotidiano libertà in data 15 febbraio 2013 parla chiaro siamo il comune che ha riconvertito terreno agricolo a territorio urbanizzabile a prevalente destinazione produttiva 1.213.000 mq, e 493.000 mq di destinazione residenziale. Di quei comuni che hanno approvato i loro psc siamo in primi della lista, alla faccia del consumo suolo zero. Ovviamente non si tenuto conto che tutto ciò comporta un aumento significativo del carico antropico con conseguenze dirette e indirette sugli equilibri ambientali. (falde acquifere,suolo agricolo, rischio idraulico, qualità dell’aria, rumore, viabilità, traffico indotto). Aggravando in modo progressivo e probabilmente, irreversibile i problemi di cui sono elencati nelle prescrizioni formulate dall’ente provinciale.
Si perché l’amministrazione comunale ha ritenuto di non adeguarsi a queste prescrizioni, ha preceduto come niente fosse  approvando  strumenti urbanistici incompleti o errati senza mai porsi criticamente di fronte alle precise segnalazioni degli Enti preposti e senza mai fare proprie le precise indicazioni ricevute.
“ Lo stesso Piano Strutturale Comunale” è stato approvato per alcune tematiche in difformità rispetto a quanto deliberato dalla Giunta Provinciale in sede di Intesa. E questo quanto affermava l’ente provinciale, L’ente provinciale ha denunciato nei suoi atti il comportamento illecito dell’amministrazione.
Guarda caso avete hanno “tralasciato” proprio le previsioni che devono salvaguardare la popolazione e migliore la qualità urbana e ambientale. 

Anche  in occasione dei POC, l’Amm. Comunale  di Caorso non smentisce  le sue assurde abitudini ed ecco che nelle Osservazioni della Provincia compaiono le indicazioni e le richieste di modifica  o adeguamento già emerse in passato  e sempre disattese. In sintesi cosa vi dice l'ente provinciale:
 avete  facilitato le nuove espansioni e la crescita ma non hanno imposto delle limitazioni per ridurre gli effetti negativi che ne derivano.

In merito agli accordi con i privati disciplinati dall’art. 18 della L.R. 20/2000

il Comune non si è tutelato nei confronti dei privati inadempienti!

Il comune stringe accordi senza il rilevante interesse pubblico

Pagine, pagine di errori, e somme rilevanti di soldi pubblici spesi, cosa è costato questo nuovo strumento urbanistico? -----------------------------

Quello che ci lascia l’amaro in bocca e che Le nostre osservazioni, discussioni non sono serviti a nulla, avete voluto proseguire sulla vostra strada, ma non solo non siamo stati coinvolti, ma anche i nostri quesiti posti non hanno trovato risposte.

Forse avete coinvolto i bambini delle scuole, o forse ci verrà detto che i caorsani si fidano e col vostro voto dimostrano che questa fiducia è ben risposta, e visto che si fidano, lasciano che si faccia. Non è così che funziona, la verità è che non si fidano più, non si fida più chi è stato seduto vicino a voi per anni.

Ora è arrivato questo rue, che raccoglie una produzione di norme urbanistiche esagerate, invasive, in contrapposizione spesso con le stesse leggi statali e anche quelle regionali, badate che è la giunta provinciale che fa queste considerazioni: nella deliberazione del 17 maggio 2013 si legge:
per quanto riguarda i contenuti regolamentari del rue la provincia non ha alcuna competenza, tuttavia dall’esame del regolamento sono emerse una serie di difformità rispetto al quadro normativo vigente statale e regionale tale da ritenere necessario raccomandare il comune in virtù del principio di leale collaborazione tra enti, di garantire in sede di approvazione la conformità del rue alle disposizioni legislative vigenti nelle diverse materie di competenza del regolamento.
Un’altra mole di osservazioni formulate dalla provincia, su uno strumento  ipertrofico, confuso , incredibilmente complicato, pressoché illeggibile in alcune parti e contraddittorio in altre.
Un piano che avrà una vita tribulata, con norme che aumenteranno fortemente gli oneri burocratici, progettuali e costruttivi, un rue che non rende appetibile nessun intervento di adeguamento sismico e di riqualificazione energetica, il rue a mio avviso dovrebbe prevenire incentivi graduali, anche partendo dalle classi energetiche più basse, per consentire ai cittadini di far passare le loro case alle classi energetiche superiori nell’ottica di un miglioramento continuativo.
Il nuovo Rue non  vedrà l'introduzione di norme restrittive sul piano urbanistico-edilizio (ambito su cui il Comune è competente e può intervenire) per l’insediamento di sale da gioco pubbliche, compresi quegli esercizi dedicati esclusivamente al gioco con apparecchi di cui all’articolo 110, comma 6 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza (Tulps) - come sale Vlt, slot, sale bingo e sale scommesse.
I cittadini chiedono regole chiare, norme comprensibili, rispondenti a dei loro bisogni. E voi rispondete con uno strumento pesante, dirigistico, fuori misura e fuori tempo. Credo che il regolamento urbanistico che ci apprestiamo a votare non sia uno strumento perfetto; anzi, ritengo che per diversi aspetti si discosti considerevolmente da quelle che sono le concrete quotidiane esigenze del territorio, soprattutto se si considera il momento storico-economico che stiamo vivendo.
Il nostro gruppo intende ringraziare tutti i cittadini che hanno voluto dare il proprio contributo alla redazione di questo piano. Alcune osservazioni pervenute consentiranno a riflettere su scelte strategiche e aspetti tecnici  a suo tempo fatti e adottati dalla maggioranza. Bella figura ci fate anche con i privati.

Concludendo abbiamo una fotografia assai contraddittoria della situazione urbanistica normativa del comune di Caorso: da una parte si riscontra Psc. approvato, nonostante le contraddizioni derivanti dalle riserve non recepite; dall’altra parte, ancora, si richiama un R.U.E., ma non del tutto corrispondente alla struttura del correlato P.S.C..e un poc con validità quinquennale che fa acqua da tutte le parti. In altre parole, una sequela di strumentazioni urbanistiche ed edilizie che rischia di rappresentare un vero e proprio rompicapo per gli addetti ai lavori e per i cittadini.

Dichiarazione di voto
approvando questo piano avrete da subito una indissolubile corresponsabilità politica, e non solo vogliamo ricordare che questi piani urbanistici hanno una valenza legale.
Noi riteniamo che l’approvazione di questo piano sarebbe una sciagura per il nostro paese, per il rispetto assoluto che istituzioni che rappresentiamo, il rispetto che abbiamo verso la nostra cittadinanza tutta, per la salvaguardia del nostro territorio, per il rispetto delle regole, delle normative vigenti, per il rispetto delle istituzioni e mi riferisco agli enti sovraordinati Provincia, Regione Stato non parteciperemo alla votazione.