sabato 22 maggio 2010



COMUNICATO DEL GRUPPO CONSILIARE
“CAORSO LIBERO”.

Riqualificazione Piazza IV Novembre


La riqualificazione della Piazza IV Novembre rappresenta un momento importante della più ampia riqualificazione del centro storico di Caorso. E’ opportuno fare alcune considerazioni sull’opera che finalmente sta prendendo qualche forma, dopo un lungo cantiere aperto fin dall’autunno scorso.

Era evidente che la Piazza si trovava da alcuni anni in uno stato di abbandono e degrado; una condizione che mortificava il valore storico di antico accesso e la valenza strategica di via di collegamento tra il centro paese. In particolare, il dissesto del manto stradale aveva raggiunto un reale livello di pericolosità e di disagio per chi vi transitava a piedi, in bici od auto. Certamente una situazione non più tollerabile, che reclamava un intervento. Ma quale tipo di riqualificazione per quel luogo, un tempo piazza del mercato che racchiudeva il centro del commercio e poi prevalentemente una istituzione scolastica ed un parcheggio?

Per noi riqualificare significa recuperare i rapporti con l’insediamento e lo scenario circostante, valorizzando quelle che sono le migliori esperienze architettoniche esistenti, i materiali delle tradizioni locali, eventuali disegni e forme ricorrenti. Quindi vuol dire fare un intervento che opera una ricucitura del tessuto, senza stravolgere le caratteristiche del piccolo centro della bassa Pianura Padana; individuare quelli che sono gli elementi paesaggistici di rilievo ed inserirli in un progetto che tenga conto delle caratteristiche climatiche e dell’uso della piazza nel centro abitato. Così, ad esempio, appare logico avere delle zone di ombreggiamento estivo e di soleggiamento invernale per favorire il permanere o il ritrovo in piazza. A questo deve aggiungersi una cura nella scelta dei materiali utilizzati che tenga conto della disponibilità nel luogo: l’individuazione della pietra di Luserna nulla ha a che fare con la tradizione di Caorso, non incrementa il lavoro locale, non opera a favore della sostenibilità ambientale. Soddisfa solo un’esigenza commerciale di altri luoghi, mentre invece l’intervento avrebbe potuto rappresentare uno strumento di sensibilizzazione sociale della comunità locale. Si è persa l’occasione di recupero del rapporto con gli abitanti, veri utilizzatori della piazza, attribuendo opportuno rilievo a spazi oggi indifferenziati e senza caratterizzazione. Spazi e luoghi utili per favorire l’incontro all’aperto, riscoprendo la memoria storica legata al vecchio progetto originale.

Con l’intervento su Piazza IV Novembre la giunta Callori sta stravolgendo uno dei simboli principali del centro storico. Viene creata una sorta di “ non luogo”, una “non piazza” priva di senso, imposta da Chi nell’azione urbanistica è motivato evidentemente e ossessivamente da un profondo terrore dello spazio vuoto (“horror vacui”). Grazie a questa filosofia si è riempita la piazza di cordoli e manufatti emergenti, con la conseguenza di aver creato volutamente barriere architettoniche in vari livelli, non garantendo a persone con ridotta o impedita capacità motoria di muoversi in sicurezza e obbligandoli a usufruire delle discese pedonali. Non dimentichiamoci che nella piazza affluiscono i bambini della scuola elementare e numerose persone anziane, pazienti dei medici con ambulatorio ivi situato. Non parliamo poi dell’arredo urbano, costituito da panchine dozzinali ed inadeguate, che possono solo vantare un’ottima esposizione al sole, senza alcuna piantumazione rivolta a creare zone di refrigerio destinate a mitigare la calura estiva. Non invogliano certo alla sosta. Stridente è il contrasto che esse conferiscono alla piazza, una volta associate agli elementi illuminanti che invece proiettano l’ambiente nella più moderna essenzialità.

Merita anche attenzione la riduzione dei parcheggi. Per gli esercizi commerciali comporterà una sensibile perdita d’introiti che andrà quindi ad aggravare una situazione già di per sé difficile per il settore. Se poi si considera che nella piazza sono collocati, oltre alla scuola, ben tre ambulatori medici e l’unica farmacia del paese, è inevitabile che i disagi saranno subiti costantemente dai cittadini che devono usufruire di questi servizi essenziali.

Dal punto di vista della circolazione stradale, la viabilità esistente è caratterizzata da doppi sensi di marcia in tutte le direzioni, con la sola limitazione del tratto ovest-fronte scuole, la cui chiusura è regolata in corrispondenza dell’uscita mattutina e pomeridiana degli alunni. Con il nuovo progetto, a causa di un notevole restringimento della via laterale intitolata Via Rossini, sarà impossibile mantenere l’impostazione viabilistica già in atto e si dovrà stravolgere l’attuale assetto veicolare. Si nota, anzi, un notevole restringimento di carreggiata in varie direzioni, di solito pensato in funzione di uno scarso volume di traffico. Speriamo che vi possa essere almeno una pacifica coesistenza tra i vari tipi di mobilità ed in particolare che si assicurino ai pedoni degli attraversamenti sicuri e degli ampi marciapiedi.

Quello che colpisce sempre e comunque è il modo di operare di quest’amministrazione. Infatti, dal nuovo piano di protezione civile approvato dalla Giunta con delibera n.51 del 14 aprile 2009, si evince che la piazza in riqualificazione è stata destinata ad essere area di accoglienza coperta, per tendopoli o roulottopoli od insediamenti di abitativi di emergenza in grado di assicurare un ricovero di media e lunga durata per chi sarà costretto ad abbandonare le proprie abitazioni. Tutti sappiamo che tale aree devono essere necessariamente prive di costrizioni, per essere funzionali allo scopo. Di certo possiamo affermare che l’attuale amministrazione comunale di centro destra è una compagine priva di una qualsiasi programmazione e progettualità coerente nel tempo.

Non possiamo, poi, sorvolare sulla cifra spropositata che si spenderà per la risistemazione della piazza. Il costo complessivo di €. 650.000,00 risulta essere assai aumentato rispetto all’importo complessivo originario di €.60.000,00. Per migliorare la situazione in questo caso abbiamo “ le sette bacchette magiche”,cioè gli apparecchi d’illuminazione che saranno poste sotto le panchine, il cui costo è pari a €.9.800,00. Noi lo definiamo sperpero di denaro pubblico.

Questo costosissimo e stravolgente progetto tende a sovvertire una delle motivazioni fondanti della materia urbanistica, ovvero che l’intervento debba soddisfare esigenze e bisogni collettivi: qui l’opera diventa fine a se stesso, una sorta di modello auto-celebrativo per dimostrare le proprie qualità nel progettare l’“immensamente bello”. Ma la piazza, alla fine degli interminabili lavori, sarà veramente abbellita? Lasciamo le ultime considerazioni ai caorsani.

Gruppo Consiliare “Caorso Libero”

Il Capogruppo

Carmen Giovanna Garilli