GRUPPO CONSILIARE " CAORSO LIBERO"
TRISTISSIMA VICENDA NEL CANILE DI CREMONA
Da parte nostra tanta indignazione e rabbia
da parte del Sindaco di Caorso
"l'argomento non interessa a nessuno"
Ecco la nostra interrogazione protocollata in data 04/06/2010
Al Sig.
Sindaco del Comune di Caorso
Oggetto: INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA sulla convenzione con l’Associazione Zoofili Cremonesi.
Da inserire all’ordine del giorno del prossimo consiglio comunale.
Vista la deliberazione n.143 del 03.10.2008 con la quale la Giunta Comunale ha prorogato per l’anno 2008 la convenzione con l’Associazione Zoofili Cremonesi per il ricovero, il mantenimento e la custodia dei cani randagi, smarriti o oggetto di rinunce presso la propria struttura, la quale prevedeva di versare un contributo annuale di €. 4.648,00.
Vista la deliberazione n.178 del 12.12.2008 con la quale la Giunta Comunale ha prorogato per gli anni 2009-2010-2011 la convenzione con l’Associazione Zoofili Cremonesi per il ricovero, il mantenimento e la custodia dei cani randagi, smarriti o oggetto di rinunce presso la propria struttura, la quale prevedeva di versare un contributo annuale di €.6.000,00.
Poiché nei primi mesi di marzo 2009 il canile di Cremona è stato posto sotto sequestro su decisione del sostituto procuratore Cinzia Piccioni che ha aperto un'inchiesta a carico dei responsabili dell'associazione Zoofili Cremonesi che ha in gestione la struttura comunale. Per gli indagati, le ipotesi di reato erano maltrattamento di animali ed esercizio abusivo della professione sanitaria. Secondo la Procura, nel canile di Cremona numerosi animali sani e non pericolosi venivano abbattuti per ragioni economiche. In base alla convezione, infatti, per ogni cane accolto nella struttura, i gestori ricevono una somma dal comune.
La Cronaca di Cremona del 20-04-2010 riportava:
Al canile di Cremona, i cani venivano immobilizzati in maniera violenta con corde, lacci e cappi prima di essere uccisi, senza che ve ne fosse motivo. Venivano soppressi con il Pentothal, analgesico non registrato in Italia come eutanasico ma usato come tale. Forse i cani morivano per choc prima dell’iniezione letale, oppure nel tentativo di divincolarsi «rimasti vittime dei lacci» prima che dell’iniezione.
Ecchimosi, ematomi, emorragie sono riferiti nella perizia compiuta dal veterinario Rosario Fico, responsabile della sezione di Grosseto dell’Istituto Zoo profilattico sperimentale delle Regioni Lazio e Toscana, centro di referenza nazionale per la medicina forense veterinaria. Fico è il perito incaricato dal gip Clementina Forleo del tribunale di Cremona di accertare le cause della morte di 25 cani e sette gatti che nel marzo 2009 i carabinieri del Nas trovarono nella cella frigorifera del canile messo sotto sequestro. Fico ha accertato che 12 cani e due gatti sono stati uccisi con «inoculazione di tiopentale» (di Pentothal Sodium) «senza che i cani manifestassero patologie tali da giustificare la loro soppressione».. Emergono numerosi altri particolari raccapriccianti nelle centinaia di pagine della perizia. Si racconta di cinque cani, tra cui un cucciolo, morti per sbranamento. Si evidenzia come nel Rifugio «sia stato dichiarato il falso sulle cause della morte di altri animali»: i cani «risultavano essere stati soppressi, in molti casi, senza una motivazione legittima e dopo aver subito un traumatico contenimento fisico»..
Alla luce di quanto sopra riportato
S’interroga
• Quando e con che modalità si sia arrivati a stipulare con l’Associazione che gestisce la struttura una convenzione triennale?
• Che cosa prevede la convenzione in essere?
• Come si giustifica l’aumento di contributo annuale passato da €.4648,00 per l’anno 2008 a €.6.000,00 per il successivo triennio.
• Si presume che il canile sia un luogo sicuro, dove i cani abbandonati trovano una casa temporanea, in attesa che qualcuno decida di prendersi cura di loro. Quello cremonese si è rilevato una gabbia di morte. La Legge 281 del 1991 per la Tutela e il Benessere Animale, precisa che il Sindaco è il proprietario del cane accalappiato sul suo territorio ed è tenuto a garantirne il benessere anche qualora lo affidi ad un canile convenzionato, pena, in caso contrario la possibilità di ravvisare il reato di omissione di atti d’ufficio e l’imputabilità penale ed è inoltre responsabile delle misure prese o disattese, per combattere il fenomeno randagismo del suo territorio nonchè dell’impiego dei fondi erogati dallo Stato per porvi rimedio. A tale proposito che tipo di controllo effettuava il Comune per verificare la corretta gestione della struttura?
• Chiedo di conoscere la reale situazione e l’effettiva condizione del canile?
• Se corrisponde al vero che non è possibile in questo periodo il ricovero di cani?
• La somma di tutte le inottemperanze non potrebbe essere sufficiente per risolvere la convenzione?
• Risulta che recentemente codesta Amministrazione per un discreto periodo abbia custodito in modo autonomo presso box di propria proprietà posti nell’area accanto all’acquedotto due cani.Non risultano essere cani randagi e quindi si chiede per quale motivo l’amministrazione se ne sia fatto carico?
• Si chiede se questa è una struttura idonea per il trattenimento a lungo termine di animali e da chi erano accuditi? Per quanto tempo sono rimasti rinchiusi in quei box, visto e considerato che il comune non predispone di un' area per lo sgambettamento dei cani?
• Si vuole altresì sapere, dove si trovano ora i due cani?
Ringraziando, colgo l’occasione per porgere i miei distinti saluti.
Il Capogruppo
Carmen Giovanna Garilli

