mercoledì 21 luglio 2010


GRUPPO CONSILIARE " CAORSO LIBERO"


CAORSO NON SI RICORDERA' SOLO PERCHE' SITO DI UN IMPIANTO NUCLEARE , L'ATTUALE AMMINISTRAZIONE COMUNALE LASCIERA' UN SEGNO INDELEBILE NELLA VITA DEL PAESE:
DISPARITA' DI TRATTAMENTO TRA I VARI CITTADINI
FAVORITISMI AI PROPRI  AMICI OVVIAMENTE A DISCAPITO DI ALTRI.

Nel serata del 14 giugno 2010 in Consiglio Comunale tutto è apparso chiaro, non hanno lasciato nessun tipo di dubbio. Di fretta hanno proposto un regolamento per quanto riguarda i Campi fotovoltaici, sino a qui nulla di strano. Peccato che avevano già accontentato i loro amici, mentre ai restanti cittadini paletti e regole restrittive. Ovviamente la proposta è stata votata a maggioranza, con il nostro voto contrario.

Manca la cultura della legalità.


SUNTO DELL’INTERVENTO  DEL NOSTRO CAPOGRUPPO CARMEN GIOVANNA GARILLI IN CONSIGLIO COMUNALE DEL 14 GIUGNO  2010
REGOLAMENTO IMPIANTI FOTOVOLTATICI A TERRA

Siamo fermamente convinti della necessità dell’utilizzo delle fonti energetiche rinnovabili, come il fotovoltaico, e siamo quindi favorevoli all’installazione di impianti fotovoltaici. Pur essendo assoluti sostenitori di questa fonte, siamo consapevoli che stanno prendendo corpo una serie di situazioni che rischiano di far degenerare tale fenomeno in sé positivo, ciò non deve essere in disaccordo con la tutela del territorio e del paesaggio.

Dal punto di vista ambientale e paesaggistico crediamo che debbano essere privilegiati e concesse installazioni di pannelli su tetti, o sulle superfici integrate degli edifici, dovrebbero essere privilegiate le aree a destinazione industriale ,lotti artigianali e industriali e le aree agricole fortemente degradate proprio dal punto di vista ambientale.
Il nostro territorio è vocato ad essere un territorio di produzione agricola di eccellenza e non può trasformarsi in un comodo alloggiamento di pannelli sparsi a macchie di leopardo, o concentrarsi in un’unica frazione, la dove capita o dove è più comodo.

Sappiamo che oggi il reddito agricolo è in grave difficoltà, ma ci sono altri modi anche per le nostre aziende agricole per usufruire di tale opportunità. Ci sono gli edifici rurali, le stalle, le case coloniche, queste sono le posizioni vocate per collocare i pannelli, ci sono i terreni marginali, non coltivabili, o di risulta, quindi aree agricole già fortemente degradate dal punto di vista ambientale, massima attenzione quindi per le restanti aree agricole dove il danno ambientale rende insostenibili tali impianti.

Tutto ciò a premessa così da fugare ogni dubbio ed incertezza circa la presa di posizione chiara e limpida del Gruppo Caorso libero sull’argomento.

Aggiungo che la tutela del territorio e del paesaggio è sancito dall'articolo 9 della nostra Costituzione Repubblicana quindi le amministrazioni che non hanno a cuore questo importantissimo bene comune ( di tutti i cittadini ) e non si attivano per difenderlo e tutelarlo sicuramente possono essere sospettate di fare interessi di parte.

La situazione al 7 giugno 2010 nel nostro comune per quanto riguarda i campi che verranno destinati a impianti fotovoltaici :

1) Quanti sono alla data odierna gli impianti fotovoltaici su terreni agricoli autorizzati e/o realizzati, la collocazione degli impianti, i mq. di pannelli installati e i KW di potenza energetica dagli stessi prodotta;

2) Quante sono alla data odierna le istanze pervenute in Comune – e ancora da autorizzare – per l’installazione di pannelli di impianti fotovoltaici su terreni agricoli, con specifica della collocazione degli impianti oggetto dell’istanza, i mq. di pannelli previsti e i KW di potenza energetica che si prevede di produrre;

• Un impianto già autorizzato con area occupata pari a mq.7.000 a muradolo con una produzione prevista di chilowatt picco pari a 997

• Due impianti con conferenza in corso con aree occupate a mq. 82.180 sempre a muradolo con una produzione di chilowatt picco pari a 1810,56

• Due impianti già trasmessi agli enti con area occupate per mq.85.103 nella frazione di muradolo con una produzione di chilowatt picco pari a 1.656

• Due impianti già trasmessi agli enti con area occupata per mq. 47.744 nella frazione di fossa dello con un produzione di chilowatt picco pari a 1.984,6

• Altri Due impianti con area occupata per mq.24.971 sempre a fossa- dello con una produzione di chilowatt picco pari a 1.118

Non sappiamo se tali impianti verranno autorizzati se lo saranno un pezzo non indifferente del territorio nella frazione di muradolo cambia la sua destinazione.

Muradolo sono cinque le aziende agricole tutte dello stesso proprietario area occupata per un totale di mq.174.283

Fossadello sono due le aziende agricole aree occupate per 72.715


Ora vediamo l'impianto generale della variante è non condivisibile, in quanto si propone di integrare le Norme Tecniche di Attuazione vigenti con disposizioni in grado di regolamentare le installazioni di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili al momento l’attuale P.R.G ne era sprovvisto, mette dei paletti a quei cittadini che volessero realizzare detti impianti sul territorio comunale , limita il consumo di suolo per ogni singolo impianto e limita anche la quantità di produzione.

Di una cosa siamo certi ,in questa assise possiamo affermare che l’attuale amministrazione è stata tardiva e quindi si è non si è attivata per tempo.

Questa sera voglio fare l’avvocato del diavolo.

Qualcuno potrebbe dire ma come mai i primi insediamenti sono stati ben accetti e poi di colpo si vuole mettere un freno. Questo è il gioco delle tre carte. (Io so che lei sa giocare a carte) lei è bravissimo a giocare a carte,perché ci sono tantissimi giochi.

Ma io non voglio litigare altrimenti non raggiungiamo gli intenti che vogliamo raggiungere.
Io mi limito a fare delle constatazioni.
Non vogliamo tutelare interessi di parte, Per carità uno è liberissimo di fare tutti gli impianti che vuole personali, anche per diventare più ricco. A noi interessa relativamente, a noi interessa il territorio, in quanto minoranza di questo comune ci interessa capire se c’è un risvolto economico idoneo al nostro comune e che tutti i cittadini abbiano pari opportunità, che non ci siano disparità di trattamenti e che gli attuali amministratori non facciano la politica dei due pesi e due misure.

Ci torna comunque difficile capire il perché questa maggioranza nel frattempo passa da una convinzione, da uno schieramento che è quello della permissività affinchè certi insediamenti di energia, siano autorizzati o in conferenza in corso o già spediti agli enti. Solo oggi di fretta si deve approvare un regolamento. Ma voi non siete cui da pochi giorni, il sindaco e una parte della giunta sono cui da sei anni. Perché non avete provveduto a questo strumento importassimo, a cui tutti dovevano sottostare?

NOI non vogliamo metterci neanche la cattiva fede , ma ci sorgono dubbi, diciamo che è mancata la volontà di fare qualcosa di molto serio, di molto preciso, senza nessun pensiero cattivo mentre così rimangono delle ombre, rimangono dei perché e sono grandi quanto una chiesa.

Cosa doveva fare questa amministrazione per tutelare tutti i cittadini, evitando così di privilegiare alcuni:

in questa ottica il comune con il suo ufficio urbanistica emetteva un avviso pubblico finalizzato a conoscere se nel territorio caorsano c’erano proprietari di terreni ad uso agricolo che sarebbero stati interessati a convertirli per costruire impianti fotovoltaici.

Questo per valutare in modo efficace se si rendevano necessarie modifiche al Piano degli interventi (il vecchio Piano regolatore generale) che attualmente non prevede questo tipo di impianti a terra.

Le persone interessate potevano presentare una dichiarazione di interesse unitamente ad una eventuale lettera di presentazione dell'azienda che intendeva realizzare l'impianto, corredata da un elenco dei principali lavori o delle principali forniture (impianti fotovoltaici) eseguiti..

L'interesse pubblico per la trasformazione delle aree, doveva essere soddisfatto con la stipulazione di un atto d'obbligo, in cui il soggetto attuatore dell'impianto, si impegna nei confronti del Comune a cedere parte dell'introito derivante dal contributo Gse, in misura non inferiore a 40 euro per Kilowatt/anno, di potenza installata.

Fissare un termine per presentare la documentazione all'ufficio protocollo del municipio, .

Questa si chiama indagine esplorativa , il comune avrebbe potuto contare su entrate certe di durata ventennale risorse che vedono poi l’impegno in interventi esclusiva -mente a bene di tutta la comunità e quindi avere anche un ritorno economico . Sarebbe insomma un'entrata interessante. Diciamo che questi amministratori non riescono a interpretare al meglio gli interessi della comunità, in questo caso hanno avuto una mancanza di spirito imprenditoriale.

questo è quanto noi di Caorso Libero avremmo messo in campo e non solo:

Una amministrazione pubblica attenta e virtuosa che ha a cuore il bene comune di tutti i suoi caorsani poteva mettere in campo altre azioni oltre a quella che ho citato prima:

1. Se il Comune NON ha aveva ricevuto alcuna richiesta. Poteva adottare una delibera-tipo a scopo cautelativo (una delibera, dunque, che ha il solo scopo di affermare ad un eventuale proponente di nuovo impianto.

2. Se il Comune aveva già ricevuto qualche richiesta specifica

Poteva adottare una delibera-tipo per l'Adozione di una Variante Parziale al P.R.G. “Prevenzione del consumo del suolo per impianti fotovoltaici a terra”. Nulla di questo è stato fatto.

Crediamo che il nostro intervento ha permesso di mettere in luce quanto zeppa di contraddizione sia questa proposta, e nonostante appunto la logorante sequenza di citazioni, ci ha fatto vedere quanto ancora ci sia da perfezionare per togliere quell’assurda incertezza, che dietro ad una giustificazione di un territorio compromesso, si celi una scelta troppo soggettiva, ed è conseguentemente per questo perchè è male impostata, è male argomentata e lascia troppo adito a possibili interpretazioni negative, che è difficile poter dire che sia favorevole ad una cosa del genere.

Il fatto che non sia stata portata una adeguata base normativa (nè regionale nè provinciale) in grado di giustificare le deroghe e le eccezioni che si vogliono introdurre, getta un'ombra sulle reali motivazioni all'origine della variante.

Riteniamo infatti che non sia accettabile l'introduzione di norme poco chiare: se l'attuale Amministrazione vuole segnare una netta discontinuità di metodo con quella precedente, deve partire dalla certezza delle regole, senza lasciare adito a ombre di alcun tipo.

Noi crediamo che non è possibile andare avanti così!

Caorso naviga così nel buio e nel buio, le cose non sono mai limpide, mai chiare, non si vedono mai bene, mai con chiarezza, c'è sempre il dubbio di inciampare e di cadere. Quindi siamo contrari in attesa di vedere chiarezza.