mercoledì 11 agosto 2010

CAORSO, MA LA TANTO DECANTATA SICUREZZA DOVE STA?

GRUPPO CONSILIARE CAORSO LIBERO

RAFFICA DI FURTI  IN VILLE NELL'ULTIMA SETTIMANA A CAORSO.
PLUVIALI IN RAME DIVELTI NEL CIMITERO DEL CAPOLUOGO
INFISSI E DANNI CAUSATI NEL CAMPO SPORTIVO.

CAORSO E' GOVERNATA DA UN'AMMINISTRAZIONE DI CENTRODESTRA.

E LA LEGA CHE FA ?

A CAORSO RESTA A GUARDARE  E AL GOVERNO FA DANNI.....


Con l’ultima manovra economica polizie senza soldi e crimini più facili

Il 29 luglio 2010 la Camera, con voto di fiducia, ha approvato, trasformandola in legge, la manovra correttiva varata dal Governo con il D.L. 78/2010. Essa prevede un taglio alle risorse del capitolo ordine e sicurezza pubblica pari al 10 %, equivalente a 600 milioni di euro.

Lo scorso 21 luglio i sindacati di polizia e difesa sono scesi in piazza con nastri neri al braccio e con striscioni che riportavano la scritta:”Oggi il Paese è in lutto, perché è morta la sicurezza”. Tutti i sindacati sono stati solidali nel chiedere che si abbattano davvero gli sprechi e non s’intacchi la protezione dei cittadini. Ma anziché tagliare le decine di migliaia di auto blu come hanno fatto gli altri stati dell’Unione Europea, la manovra riduce i fondi per garantire il diritto alla sicurezza ed alla legalità.”Vergogna” urlavano i poliziotti.

In particolare la manovra prevede, oltre al blocco dei contratti per tutto il pubblico impiego, il “congelamento”dei miglioramenti economici ed introduce il tetto della retribuzione massima fissata al 31/12/2010 che si percepirà nel triennio 2011-2013. In concreto ogni poliziotto non potrà guadagnare nel 2011 più di quanto ha percepito nel 2010 e ciò significherà che non si faranno più straordinari per sopperire alle emergenze che si presenteranno sul territorio. Tra i trattamenti accessori tagliati rientrano le indennità di ordine pubblico ed i servizi esterni ( le volanti che controllano il territorio e le pattuglie in autostrada, ad esempio).Quindi “se ci saranno varie manifestazioni per cui dovranno prestare servizio i poliziotti, come nel caso di un campionato di calcio particolarmente caldo, si arriverà a metà anno con i soldi degli straordinari già esauriti; senza personale da mandare in ordine pubblico”(Giuseppe Tiani, segr. gener.Siap).

Un intero comparto -sicurezza e difesa costituito da circa 500 mila uomini- senza rinnovo contrattuale dal 2008: situazione che rimarrà invariata fino al 2013, con un tetto ai salari, indennità comprese, con turn over praticamente inesistenti. E con già una carenza di 20 mila unità tra carabinieri, poliziotti, finanzieri.

“Il governo si prende il merito di operazioni come quella che ha portato all’arresto di 300 affiliati all’ndrangheta e che invece sono il frutto del lavoro dei poliziotti e dei magistrati, non certo della sua politica”(Nicola Tanzi, segr.gen Sap).

Insomma, gli operatori della sicurezza, tanto cari (a parole) a Maroni e La Russa, sono molto amareggiati e delusi. E non escludono gesti clamorosi in futuro.

La sicurezza è un settore strategico nel quale si doveva investire, non tagliare, un settore rilevante per la stabilità e lo sviluppo, al pari della scuola e della ricerca scientifica.

La sicurezza, parola sempre sulla bocca della destra e che Maroni decanta come un successo, in realtà va avanti grazie all’abnegazione di chi vi opera e ci difende.

Questa manovra è un vero e proprio “tradimento” non solo delle polizie, ma soprattutto degli elettori.

Il consigliere.
Maria Cristina Bisagni.