COMUNICATO
STAMPA DEL 28/03/2011
RITIRATO
IL REGOLAMENTO SULL’USO DEL FOTOVOLTAICO
A TERRA: L’OPPOSIZIONE NON PARTECIPA AL VOTO
E NE CHIARISCE I MOTIVI
Il
gruppo consiliare Caorso Libero precisa che la politica del gruppo in tema
energia è orientata in via esclusiva alla new economy a patto che sia
rispettata la tutela del territorio e del patrimonio paesaggistico.
Il Consiglio Comunale decide oggi di ritirare
il regolamento approvato il 14/06/2010 e relativo
agli impianti
fotovoltaici collocati sul terreno. L’opposizione evidenzia che si è trattato di norme non
utilizzate, ma solo esibite all’opinione pubblica. Sono state soltanto
l’occasione per presentarsi come i primi della classe, senza che vi sia poi stata
una reale volontà di applicazione.
Questi
i dubbi che già allora ci portarono a votare contro. Si è trattato di un regolamento
tardivo, portato avanti con contraddizioni, alla fine risultato inefficace.
Tardivo.
Nonostante la legislazione italiana abbia cominciato dal lontano 2003(D.L.n.387/2003)
a parlare di sviluppo di impianti fotovoltaici e nel 2005 e nel 2007 a disporre
degli incentivi, sempre più ghiotti, per la produzione di energia elettrica con
tali modalità, il comune di Caorso non ha percepito che il business potesse
andare in quella direzione. Nessuno strumento di governo del territorio è stato
variato nel corso degli anni adattandolo alle nuove esigenze, da un lato la
necessaria crescita delle energie
alternative, dall’altro il rispetto dell’utilizzo del suolo e dei diritti dei
residenti. Un regolamento è intervenuto soltanto nel giugno 2010, dopo la
presentazione di un gran numero di progetti di fotovoltaico a terra.
Si è creata una disparità di trattamento
tra aziende agricole. Gli imprenditori che per primi ed al di fuori
della regolazione hanno deciso di
investire in questo settore hanno occupato vaste aree ed ipotecato buona
parte di quell’1%del territorio destinato a fotovoltaico. Agli altri che
avessero voluto cogliere la possibilità
di integrazione del reddito con la produzione di energie, sarebbe restata una
piccola porzione di territorio.
Atteggiamento contraddittorio degli
amministratori. Perchè dopo aver approvato questo portentoso strumento
di regolazione ci si è dimenticati di presentarlo e farlo valere in sede di
conferenza di servizi? Quando si è arrivati ad adottare il Piano strutturale
comunale si è anche recepito il piano provinciale di governo del territorio?
Infatti se il comune ha adeguato il suo principale strumento edilizio al PTCP e
quindi alla prescrizione dell’ettaro di suolo per ogni singolo impianto,come
mai ha inviato alla Provincia la richiesta di autorizzazione per ben 14
progetti tutti al di sopra dell’ettaro?
Inefficacia del regolamento nel tempo.
Al 14/6/2010,data di approvazione del regolamento, abbiamo richiesto l’elenco dei progetti pervenuti ed
essi erano in numero di nove; successivamente ci risulta che siano arrivate a
14 le richieste di autorizzazione di fotovoltaico a terra. Quindi il
regolamento non ha frenato la corsa ai grandi affari sulle nuove forme di
energia, né è servito a difendere il territorio dalle speculazioni. E’ stato
uno specchietto per le allodole!
Molte
e forti sono quindi le perplessità in
ordine all’operato, alle procedure, alle modalità di trattazione del problema
del fotovoltaico a terra, motivi per i quali intendiamo non prendere parte alla
votazione, dissociandoci così in modo profondo dai comportamenti tenuti
dall’amministrazione di Caorso.
Il
capogruppo Carmen Giovanna Garilli
