venerdì 24 giugno 2011

La maggioranza ritira il regolamento sull'uso del fotovoltaico. Quali sono i motivi?



        GRUPPO CONSILIARE CAORSO LIBERO 

COMUNICATO STAMPA DEL 28/03/2011
RITIRATO IL REGOLAMENTO SULL’USO DEL  FOTOVOLTAICO A TERRA: L’OPPOSIZIONE NON PARTECIPA AL VOTO  E NE CHIARISCE  I MOTIVI

Il gruppo consiliare Caorso Libero precisa che la politica del gruppo in tema energia è orientata in via esclusiva alla new economy a patto che sia rispettata la tutela del territorio e del patrimonio paesaggistico.
 Il Consiglio Comunale decide oggi di ritirare il regolamento approvato il 14/06/2010 e relativo  
agli impianti fotovoltaici collocati sul terreno. L’opposizione  evidenzia che si è trattato di norme non utilizzate, ma solo esibite all’opinione pubblica. Sono state soltanto l’occasione per presentarsi come i primi della classe, senza che vi sia poi stata una reale volontà di applicazione.
Questi i dubbi che già allora ci portarono a votare contro. Si è trattato di un regolamento tardivo, portato avanti con contraddizioni, alla fine risultato inefficace.
 Tardivo. Nonostante la legislazione italiana abbia cominciato dal lontano 2003(D.L.n.387/2003) a parlare di sviluppo di impianti fotovoltaici e nel 2005 e nel 2007 a disporre degli incentivi, sempre più ghiotti, per la produzione di energia elettrica con tali modalità, il comune di Caorso non ha percepito che il business potesse andare in quella direzione. Nessuno strumento di governo del territorio è stato variato nel corso degli anni adattandolo alle nuove esigenze, da un lato la necessaria  crescita delle energie alternative, dall’altro il rispetto dell’utilizzo del suolo e dei diritti dei residenti. Un regolamento è intervenuto soltanto nel giugno 2010, dopo la presentazione di un gran numero di progetti di fotovoltaico a terra.
Si è creata una disparità di trattamento tra aziende agricole. Gli imprenditori che per primi ed al di fuori della regolazione hanno deciso di  investire in questo settore hanno occupato vaste aree ed ipotecato buona parte di quell’1%del territorio destinato a fotovoltaico. Agli altri che avessero voluto cogliere  la possibilità di integrazione del reddito con la produzione di energie, sarebbe restata una piccola porzione di territorio.
Atteggiamento contraddittorio degli amministratori. Perchè dopo aver approvato questo portentoso strumento di regolazione ci si è dimenticati di presentarlo e farlo valere in sede di conferenza di servizi? Quando si è arrivati ad adottare il Piano strutturale comunale si è anche recepito il piano provinciale di governo del territorio? Infatti se il comune ha adeguato il suo principale strumento edilizio al PTCP e quindi alla prescrizione dell’ettaro di suolo per ogni singolo impianto,come mai ha inviato alla Provincia la richiesta di autorizzazione per ben 14 progetti tutti al di sopra dell’ettaro?
Inefficacia del regolamento nel tempo. Al 14/6/2010,data di approvazione del regolamento, abbiamo  richiesto l’elenco dei progetti pervenuti ed essi erano in numero di nove; successivamente ci risulta che siano arrivate a 14 le richieste di autorizzazione di fotovoltaico a terra. Quindi il regolamento non ha frenato la corsa ai grandi affari sulle nuove forme di energia, né è servito a difendere il territorio dalle speculazioni. E’ stato uno specchietto per le allodole!

Molte e forti sono quindi  le perplessità in ordine all’operato, alle procedure, alle modalità di trattazione del problema del fotovoltaico a terra, motivi per i quali intendiamo non prendere parte alla votazione, dissociandoci così in modo profondo dai comportamenti tenuti dall’amministrazione di Caorso.

Il capogruppo Carmen Giovanna Garilli