giovedì 28 luglio 2011

Intervento capogruppo Carmen Giovanna Garilli "CONTRODEDUZIONI AL PSC" PSC


GRUPPO CONSILIARE CAORSO LIBERO

INTERVENTO IN CONSIGLIO COMUNALE DEL 19 LUGLIO 2011.

PROPOSTA CONTRODEDUZIONI ALLE OSSERVAZIONI SUL PSC 


Sin da un primo esame del PSC ancora prima che venisse adottato, avevamo manifestato  numerose perplessità che ci facevano ritenere come questo strumento fosse stato usato in modo assolutamente inadeguato per ripensare il ruolo di Caorso nel futuro e, soprattutto, per promuovere una pianificazione territoriale sostenibile.
Significativo è il comportamento di questa maggioranza, in tutti questi anni di lavoro non c’è stato un coinvolgimento del gruppo di minoranza. Non siamo stati coinvolti in questo percorso, contrariamente quanto riscontrato in altri comuni dove poi alla fine del percorso è stato rassegnato un Psc votato all’unanimità. Non siamo stati nemmeno invitati nelle conferenze.Tra l’altro conferenze rivolte ai portatori di interesse e qui mi rivolgo ai consiglieri comunali tutti: i consiglieri che in questa assise rappresentano una parte di cittadinanza non sono portatori d’interesse.
Quindi nessun invito a collaborare, nessuna commissione, nessuna riunione, l’adozione è avvenuta  e l’approvazione successiva  avverrà in una sorta di silenzio, indifferenza provocata dalla totale mancanza di un qualsiasi luogo di confronto e di partecipazione che, al contrario, avrebbero potuto costituire un valido strumento per la condivisione di importanti scelte per il futuro del paese.
La verità è che con il vostro comportamento politico arrogante e presuntuoso, avete escluso una fetta del paese che non poteva essere esclusa. Le scelte strategiche non vanno fatte a colpi di maggioranza, qui stiamo trattando una questione che deciderà il futuro per i prossimi 15 anni.
Questo mancato coinvolgimento lo definisco politicamente inaccettabile, il vostro atteggiamento è di una bassezza veramente deprimente, la verità è che si continua a pensare ed amministrare una res pubblica come se fosse una cosa propria, la verità è che non c’è mai stato dato un segno di comportamenti democratici.  A  domanda c’è la risposta: basta aprire le tavole grafiche e fare qualche visura catastale per rendersi conto del vostro progetto politico in atto, da cui la motivazione del mancato coinvolgimento.
Parliamo della partecipazione della cittadinanza?
Mi verrebbe da dire un altra occasione persa perché, anche se i cittadini delegano attraverso il voto, è solamente attraverso meccanismi di partecipazione e dialogo che viene coltivata la pianta della “democrazia”.
 Il primo requisito della collaborazione tra amministratori e amministrati è la trasparenza e comprensibilità linguistica. Non si possono esaminare documenti e non può esservi dialogo se il linguaggio dei tecnici e degli addetti ai lavori domina e occulta la lingua comune. Tutto quanto attiene alle scelte del Psc va detto e scritto in una lingua italiana accessibile a tutti e con il ricorso a strumenti e tecniche quali la grafica, la fotografia, simulazioni al computer,  in grado di divulgare il futuro assetto urbanistico di  Caorso.  Ciò non è stato fatto. Altrò che grande partecipazione civica. Il laboratorio non era di certo nelle poche assemblee pubbliche che si sono tenute.
Sul documento avevamo espresso un voto contrario perché accanto alle contestazioni, alle perplessità, pesava la condivisione di alcuni scopi, di alcune finalità sottese all’elaborazione di questo strumento.
 Definimmo il documento carente in tutti i settori,  un piano che non era riferito alle dinamiche demografiche, un piano che andava a cozzare contro la  stessa Legge Regionale 20 del 2000, la quale ha introdotto l’obiettivo generale secondo cui il consumo di territorio non urbanizzato può essere ammesso solo quando non sussistono alternative derivanti dalla sostituzione dei tessuti insediativi esistenti ovvero dalla loro riorganizzazione e riqualificazione.
Di certo possiamo affermare che si era usato una schema non orientato al futuro, ma al passato. Non si è pensato alla salvaguardia del suolo, al risparmio energetico e all’utilizzo delle fonti rinnovabili che pure sono tra le indicazioni della legge regionale. Un’elaborazione che non ha tenuto conto degli effetti sulla proprietà,  un piano che valorizzava aree sottratte all’agricoltura e ne favoriva la speculazione .Mi viene da dire tanti campi di patate, di pomodori  trasformati in campi d’oro.
E’ assolutamente assurdo constatare che le 141 osservazioni della provincia sono state accolte nella quasi totalità! Le controdeduzioni stese dall’Arch. Tansini indicano che il PSC adottato dall’amministrazione comunale era una presa in giro per l’amministrazione comunale , per i cittadini e per gli enti che l’hanno avuto in esame. Certamente qualcuno vedendo questa raffica di cancellazioni,abrasioni,di accolte e parzialmente accolte penserà a uno scherzo. Si poteva evitare tutto ciò?  Noi avevamo cercato in tutti i modi in sede di adozione a convincere i consiglieri a non votare il piano, appariva evidente che gli studi e l’operato non erano assolutamente basati su criteri di serietà e professionalità. Che le scelte erano di tipo causale e non supportate da adeguata analisi e motivazioni logiche. E non per ultima era impossibile capire come i cittadini di Caorso potevano trarre benefici da tali scelte. Ma la partenza, confusa, sbagliata e basata su presupposti non solidi logicamente e tecnicamente non preludano mai, ne siamo certi a risultati soddisfacenti. C’è il rischio al contrario che si arrivi alla stesura di piani adeguativi e incapaci di rispondere, in modo veramente efficace, ai reali bisogni del nostro territorio.
Ora ci chiediamo come è possibile che l’amministrazione comunale paghi un professionista per un lavoro simile? La giunta comunale con delibera 181 del 3 12 2004 delibera di individuare l’incarico per la revisione del PRG e la redazione del nuovo strumento urbanistico. Incarica l’architetto Tansini responsabile del procedimento e incarica lo stesso affinchè provveda con propria determinazione all’approvazione del disciplinare d’incarico. Affida l’incarico al professionista, non farò il nome e qui apro una parentesi (Tra l’altro l’amministrazione Callori ha scelto in maniera arbitraria il professionista, assegnando un incarico di fiducia. Non ha proceduto a una gara od un confronto ufficiale tra i vari professionisti e soprattutto tra diverse offerte economiche, procedure che, anche se non obbligatoria in casi come questo, non è proibita e che sicuramente e indubbiamente avrebbe consentito di ottenere risparmi significativi, qualcuno mi deve anche spiegare come ha fatto ricadere proprio su di lui la scelta. Manco si è letta la legge regionale fra gli obiettivi ritenuti prioritari, indica i seguenti obiettivi : stimolazione della pluralità creativa con il sostegno dei giovani progettisti attraverso la prassi e l’incentivo dei concorsi. Mi verrebbe da dire alla faccia dei regolamenti regionali..)Dicevo affida l’incarico aal professionista per una prima fase per redigere il documento preliminare che si compone dello studio ed analisi relativo al sistema ambientale, sistema insediativi e territorio rurale. L’importo previsto in questa prima fase è stabilito in €. 36.720. Successivamente si procede con una seconda fase che prevede la predisposizione del piano che comprende
·        Progetto territoriale comunale
·        Progetto centro urbani
·        Sistema insediativo storico
·        Studio socio economico
·        Studio Sistema Naturale e ambiente
·        Valsat, escluse consulenze esterne e si impegna un ulteriore importo pari a €.55.854.
Nel 2006 si affida allo stesso architetto il censimento delle unità agricole impegno €.39.168. Si sede di adozione senza mezzi termini il nostro gruppo lo disse apertamente che gli studi e l’operato dell’amministrazione comunale non erano basati su criteri di serietà e professionalità.
E ora se ne deve pagare un altro per mettere a posto tutti gli errori. Le dimenticanze, imprecisioni ecc. sia a livello cartografico che a livello di relazione? La sistemazione di tutti gli errori viene costare ulteriormente 30.000 euro circa.
Vi rendete conto che il comune in questo modo  ha perso tempo prezioso e soldi? Come intendente comportarvi nei confronti di chi ha prodotto questo lavoro immaturo?
Molte osservazioni della Provincia e degli altri enti, nonché di qualche privato, hanno messo in evidenzia una mancanza di capacità di analisi da parte dell’amministrazione sugli stessi documenti che lei stessa produce. In poche parole hanno preso per buono il Psc senza prendersi la briga di esaminarlo, e nemmeno capire cosa stavano facendo. Come possiamo continuare a farci governare da questi personaggi che sono cos’i distanti dalle cose reali? Cosa ci state a fare nel palazzo tutto il giorno, tutti i documenti, i piani sino ad ora redatti, da noi controllati hanno evidenziato degli errori madornali, faccio solo un esempio il Piano di Protezione civile. Dove si dichiarava che nella frazione di Roncarolo nessuno ha mai visto un fontanazzo, solo mareggiate. Ma la cosa ancor più grave è che questi documenti non vengono approvati solo da una giunta, ma dai consiglieri di maggioranza, anch’essi comprano tutto a scatola chiusa, ovviamente a scapito dei caorsani. La domanda avete liquidato il professionista?

Almeno siete consapevoli che le osservazioni se  accolte renderebbero il piano tutto da rifare? Questo travolgimento non implicherebbe una nuova presentazione alla cittadinanza? E aggiungerei una nuova pubblicazione ?

Un’ altra questione che vorrei affrontare prima di entrare nel merito delle osservazioni è un quesito relativo all’obbligo dei consiglieri comunali di astensione dall’approvazione di uno strumento urbanistico generale ai sensi dell’art.78 comma 2 decreto legge 267/00. Chiedo conforto al Segretario della correttezza di questa applicazione. Il comma 2 dice che gli amministratori (sindaco, consiglieri comunali e membri di giunta) devono astenersi dal prendere parte alla discussione ed alla votazione di delibere riguardanti interessi propri o di loro parenti o affini sino al quarto grado. E qui nasce il dubbio: l’obbligo di astensione non si applica ai provvedimenti normativi o di carattere generale, quali i piani urbanistici, se non nei casi in cui sussista una correlazione immediata e diretta fra il contenuto della deliberazione e specifici interessi dell’amministratore o di parenti o affini al quarto. Quindi non il Psc ma le osservazioni al Psc, fatte da privati e le relative disposizioni del piano urbanistico. Mi è capito per le mani una risposta a tale quesito in merito a questa interpretazione, la risposta viene data da un dirigente regionale della direzione urbanistica, non è la regione Emilia Romagna, ma la regione veneto. Si afferma che per pervenire all’interpretazione di tale concetto si debba far riferimento alle numerose pronunce giurisprudenziali emanate in tal senso. Fa riferimento a una pronuncia del consiglio di stato sez. IV O4 novembre 2003 n.7050. A tale riguardo la giurisprudenza costante ritiene “che la regola dell’astensione del consigliere comunale rispetto alla deliberazione assunta dall’organo collegiale deve trovare applicazioni in tutti i casi in cui il consigliere, per ragioni obiettive, non si trovi in posizione di assoluta serenità rispetto alle decisioni da adottare di natura discrezionale, in tal senso il concetto di interesse del consigliere alla deliberazione comprende ogni situazione di conflitto o di contrasto di situazioni personali, comportante una tensione della volontà, verso una qualsiasi utilità che si possa ricavare dal contribuire alla dotazione di una delibera; tale regola costituisce applicazione del principio, di livello costituzionale, di imparzialità e buon andamento che deve contrassegnare l’azione dei pubblici poteri.” Si fa riferimento anche una sentenza del Tar esattamente lombardia sez.II novembre 2003 nella quale si prevede l’obbligo per i consiglieri comunali di astenersi da prendere parte a deliberazioni per le quali possono direttamente o indirettamente interessati e costituisce regola assoluta, in quanto dettata al fine di garantire la trasparenza e l’imparzialità dell’azione amministrativa, non ammette deroghe e eccezioni, per cui essa ricorre ogni qualvolta l’affare trattato sia tale da suscitare un interesse proprio del consigliere o di persone da lui legate da vincoli di parentela. Quando siamo andati ad adottare il psc vi erano consiglieri con conflitto d’interesse? Qualè è l’interpretazione giusta. Chiunque potrebbe far invalidare una deliberazione del consiglio.

E’ estremamente complicato verificare nel dettaglio, per non tecnici le 141 osservazioni dell’ente provinciale , 18 osservazioni da parte di privati e per ultime, non perché lo siano osservazioni dell’Arpa e Asl.

Il fatto che molte osservazioni siano state recepite sta a significare che erano giuste. Allora io inviterei la maggioranza a rileggersi i verbali del 5 febbraio 2010 dove il nostro gruppo aveva formalizzato la propria posizione presentando tutte le osservazioni, e dopo aver letto le osservazioni della giunta provinciale che in parte corrispondono alle nostre, ci siamo chiesti se gli uffici urbanistici della Provincia e la Giunta provinciale avessero guardato il nostro stesso Psc. O se è questa giunta che vuole vederne altro. Ma la minoranza non si ascolta, questa minoranza è distruttiva dice il sindaco. Credo che in questo caso distruttivo è chi ha la delega all’urbanistica. Sbaglio signor Sindaco, in sede di adozione le nostre perplessità di metodo e di merito richiedevano da parte di un’amministrazione attenta e non prevenuta un’ulteriore fase di approfondimento e di maturazione.
E’ stato osservato che alcune osservazioni fatte vanno semmai prese in considerazione al momento della stesura del Rue o quando si programmeranno i Poc. Questo è profondamente sbagliato . Studiare la situazione caorsana, i condizionamenti economici ed oltre va fatto prima della stesura del Psc, elencare le volontà in materia di risparmio energetico, recupero e uso del suolo direttive dello sviluppo di Caorso, chiarire quali obiettivi il psc si pone nei confronti dei problemi della comunità, deve essere messo nero su bianco da subito aul psc e nella forma più vincolante possibile che non dia adito ad interpretazioni ed attuazioni diverse dalle intenzioni iniziali.

Dicevo che molte osservazioni sono state recepite, le poche altre rimaste sono tate parzialmente recepite e ciò aumenta il numero degli errori e delle imprecisioni ecc.del Psc. Ma non è finita:
Esaminando le poche osservazioni respinte, si nota che le motivazioni addotte dal tecnico sono del tutto personali! Non sono perciò basate su dati di fatto, su valutazioni tecniche o articoli di legge o esperienze nel settore ( esempio altri Psc dove hanno esaminato le stesse problematiche ecc.) Ma sono giustificate semplicemente con affermazioni autoreferenziali .

OSSERVAZIONE 12
“Non accoglibile perché i dati non sono omogenei e pertanto non sono interessanti ai fini di un maggior approfondimento. Un attento amministratore dovrebbe domandarsi piuttosto perché i dati disponibili non sono stati sviluppati o ulteriormente indagati per poter giungere alle necessarie conclusioni. Non si può accantonare un problema semplicemente perché non si hanno i dati belli e pronti. Viene il dubbio che la risposta sia solo un artificio per eludere la domanda.

OSSERVAZIONE 31
Un aspetto importante come la presenza di arre archeologiche nel nostro territorio viene messo da parte perché non sono disponibili rilievi funzionali alla perimetrazione” ecc. Ma è veramente così o state scherzando?  Volete dire che nel nostro strumento urbanistico di programmazione dello sviluppo non siamo in grado di individuare queste aree? Ma lo sapevate o non lo sapevate che mancavano queste perimetrazioni? Se lo sapevate siete degli incapaci perché avete lasciato un “buco” nello strumento urbanistico, se non lo sapevate allora vi siete affidati ad un tecnico incapace. E qui ritorniamo alla questione del suo compenso e del servizio reso ai cittadini.

OSSERVAZIONE  N. 32
Questa è proprio incredibile. Si dichiara che mancano delle informazioni esaustive in merito alla individuazione di slarghi o piazze! Per fortuna che siamo a Caorso e non a Firenze o Roma. Ma chi doveva predisporre queste informazioni o acquisirle se non erano in nostro possesso?

OSSERVAZIONE N.33
Accolta – Adesso veniamo a sapere che nel psc non erano stati individuati i parchi i giardini di valore storico. Bene meno male che qualcuno ve l’ha messo per iscritto, perché così lo leggete e ve ne rendete conto.

OSSERVAZIONE N.38
Sembra una richiesta corretta. Ci stupisce come mai nel Tessuto urbanizzato del comune di Caorso non siano state individuate aree che necessitano di interventi di riqualificazione urbana. A noi viene in mente l’isolato sul lato Sx del torrente Chiavenna in prossimità del ponte che è un piccolo paese inserito nell’abitato e che non si può certo definire in ottime condizioni. Ma ce ne sono tanti altri esempi ……

OSSERVAZIONE N.50
La risposta negativa è basata su un errore metodologico. Infatti prima si deve prendere conoscenza della situazione in atto, e successivamente si può predisporre la disciplina specifica del Rue. Come è possibile rimandare un problema ad un tempo ed ad uno strumento successivo se non si conosce il problema stesso? L’analisi è sempre stato elemento basilare di conoscenza e di preparazione delle norme che disciplinano il territorio.  E’ assolutamente sbagliato rimandare tale processo ad un tempo successivo. La motivazione che è stata fornita a sostegno del rigetto delle osservazione è molto personale. Vedo che l’amministrazione comunale intende rimandare tale analisi ad un tempo successivo. Ma come mai non ce ne spiega il motivo? Perché tale scelta se l’osservazione è esatta?

OSSERVAZIONE N. 51

Un’altra incredibile. L’attuale amministrazione comunale dichiara che occorre ridurre i vincoli di siti d’interesse storico comunitario e quello di zone di protezione sociale. Nell’anno 2010 il Sindaco ne fa un suo cavallo di battaglia, nel luglio guardano tutte le cartine delle altre provincie emiliane romagnole, ne trae le sue considerazioni e poi si rivolge alla regione e chiede di ridurre i vincoli , ma la cosa incredibile e che poi non presentano correttamente il perimetro del sic/zps, ancor più grave è che non viene riportato in conformità in quanto indicato nel ptcp 2007.

OSSERVAZIONE. N.57
La motivazione addotta è anch’essa incredibile: Un ente esperto ci dice di aggiornare la cartografia e il Comune risponde che non è necessario e integrerà la Relazione. Viene da domandarsi se stiano parlando lo stesso linguaggio. Visto che devono comunque mettere mano alla cartografia per tutte le altre osservazioni che hanno accolto, non vediamo perché si debbano ostinare a non farlo in questo caso, tanto più che ammettono di dover fare delle integrazioni. A nostro avviso le integrazioni cartografiche sono più leggibili e immediatamente individuabili anche da persone non esperte . Vorremmo proprio vedere chi è in grado di trovare i riferimenti giusti in un elaborato di centinaia di pagine.

OSSERVAZIONE N.64

Ci ricolleghiamo a quanto detto per la osservazione 38. Chiediamo chiarimenti sulla mancata individuazione di tali aree.

OSSERVAZIONE N.117

Non è stato accolto un utile suggerimento che si attua a livello cartografico ed è di facile lettura. Si è preferito invece modificare le norme rendendo meno agile l’uso dello strumneto urbanistico. Sembra che l’amministrazione comunale voglia insistere più per orgoglio personale che per effettiva razionalità della scelta ed infatti non dà alcuna motivazione tecnica o pratica alla decisione.

OSSERVAZIONE N.6
Risulta necessario che nel PSC si recepiscano le disposizioni di cui art.99 “ sostenibilità energetica e impianti  di produzione di energia elettrica e termica” del PTCP 2007. A questo Psc manca un elemento fondamentale che dovrebbe essere rappresentato dal pacchetto di misure scelte per affrontare il tema energetico.
Si saranno accorti i nostri amministratori che tutto il mondo parla di green economy, che il problema del risparmio energetico, della sostenibilità ambientale sono elementi dai quali non si può prescindere? Voglio anche ricordare che gli italiani e i caorsani hanno da poco licenziato un referendum dove chiaramente hanno bocciato il nucleare per la seconda volta. Spero che il messaggio politico che hanno inteso mandare i caorsani recandosi alle urne, in barba a tutti tentativi di dissuaderli vi sia arrivato. Un paese che possiede una sensibilità ambientale ed un senso di ripulsa nei confronti del disegno di mercificazione di tutto l’esistente. Proprio per rispettare la loro volontà espressa in modo democratico voi amministratori avete l’obbligo di trovare possibili soluzioni alla crisi e promuovere uno sviluppo competitivo e sostenibile.
 Sarebbe doveroso puntare sulla qualità del costruire e sull’efficienza energetica. Puntare sulla riqualificazione delle aree e promuovere anche modelli di consumo e indicatori che favoriscano la riduzione dei rifiuti e il godimento e la sostenibilità dei beni nel pieno significato del loro termine.
 Crediamo tra l’altro che si debba porre dei vincoli:
·        Investire sulla qualità del costruire e sull’efficienza energetica, premiando solo la classe A riducendo progressivamente le volumetrie per le classi energetiche inferiori.
·        Non si definisce nemmeno in modo approssimativo e sommario le regole che dovrebbero permettere di capire come i meccanismi della perequazione, compensazione e incentivazione. 
I meccanismi di controllo della perequazione devono garantire la trasparenza e la semplificazione, per evitare che gli operatori scambino volumi edificabili al di fuori di una verifica puntuale dell’interesse pubblico. L’ente pubblico deve svolgere funzioni di controllo e non solo di trattativa. Questo deve essere uno strumento ordinario del Psc e non straordinario.

OSSERVAZIONE N.11

Si ritiene necessario provvedere a un’ aggiornamento ed integrazioni dati per quanto riguarda le caratteristiche demografiche. Sono stati usati in molti casi dati che risalgono agli anni 2000/2001 .Ma non è finita l’ente provinciale aggiunge “non sapete che ci sono gli elaborati dell’ufficio statistico della Provincia (andate sul sito sono scaricabili). Esiste anche all’interno del comune un ufficio demografico con dati aggiornati.
Pessima figura ha fatto il nostro comune con il funzionario provinciale, un bel danno di immagine. Di certo possiamo affermare che l’incremento demografico previsto è eccessivo rispetto alle possibilità di sviluppo economico del territorio, esso si basa su cosa? Sicuramente non sul trend di crescita degli ultimi anni. Guardiamo l’andamento storico della popolazione caorsana.

2004
2005
2006
2007
2008
2009
2010
4.594
4.656
4.756
4.843
4.944
4.893
4.896

Prendiamo in riferimento l’anno 2010 :
Su 4.896 abitanti 582 sono stranieri
 il tasso di mortalità è del 14,9%,
il tasso di natalità è pari al 10.6%
il tasso di crescita naturale – 4,3%

Se dal 2004 al 2010 la popolazione è aumentata di 300 unità, e considerando che dal 2007 ad oggi l’andamento è piatto, ci spiegate come è possibile prevedere un piano con un incremento di abitanti dell’ 82%. Ma è credibile che si possono realizzare simili obiettivi?
E in ogni caso il comune dovrebbe impedire una crescita così ipotizzata. I costi sociali ed economici sarebbero di gran lunga superiori a ogni possibilità di intervento da parte del bilancio comunale. Credo che ci dovremmo semmai porci il problema che servizio offrire ai cittadini e soprattutto chiederci come faremo a pagare questi servizi adeguati alla nostra cittadinanza, facciamo fatica oggi con i conti ad arrivare a fine anno. Bisogna partire da un presupposto che è molto semplice quali sono i servizi che questo paese in futuro potrà offrire a questi suoi cittadini, siamo convinti che una buona amministrazione che sia di destra o di sinistra queste domande se le debba fare, se le debba porre.
Ci troviamo d’accordo nel dimensionare gli obiettivi di espansione residenziale in modo da renderli omogenei al reale andamento demografico della popolazione per far crescere non solo le aree urbanizzabili, ma anche i servizi ai cittadini. Nel quadro conoscitivo giustamente si stima che la popolazione raggiungerà nel 2025 il n.di 5.200 abitanti.

OSSERVAZIONE N.27
Accolta. L’ente provinciale giustamente indica di sostituire alla definizione “Polo ordinatore” a quella di centro integrativo. Caorso viene definito Polo ordinatore, tutti sanno che questo ruolo svolto solo da Castel S. Giovanni e Fiorenzuola. Lo sanno anche i non addetti ai lavori.


OSSERVAZIONE N.37 DELL’ENTE PROVINCIALE

Accoglibile. specificando nella relazione di Psc contestualmente alla ridefinizione del dimensionamento del piano la totale assenza di richiesta di edilizia sociale cos’ come già espresso dall’Amministrazione in sede di variate al PTCP.

Un piano che non prende in considerazione il problema della casa, il quale  si riflette su numerosi altri ambiti, generando ripercussioni su intere fasce della nostra società. Non è degno della nostra attenzione. Non avete preso in considerazione il fabbisogno di alloggi di edilizia residenziale sociale, non avete tenuto conto delle evenutuali carenze pregresse, non avete tenuto conto nell’osservanza della quota del 25% (tra l’altro percentuale minima) delle nuove aree di trasformazione. Amministratori che non tengono in considerazione questo problema, sono fuori dal mondo. Vogliamo ricordare che tra le categorie più investite da questo problema ci sono i giovani. Il mercato immobiliare ci dice che acquistare una casa è diventata una vera e propria impresa: prezzi al metro quadro alle stelle, valori catastali quintuplicati, tasse di mantenimento dell’immobile da paura... Per il giovane che intende realizzare una propria indipendenza e crearsi una famiglia, l’acquisto della casa è l’ostacolo più duro da oltrepassare.
 Vogliamo ricordare l’housing sociale. Fortemente voluto dall’attuale governo Berlusconi, fortemente sostenuto dal ministro Tremonti. Ma ignorato da questi amministratori, è noto a tutti che le forze politiche che vi sostengono sono le stesse che sostengono il governo.
Ma forse non sapete di cosa si tratta…alloggi a basso costo da concedere in proprietà. Si tratta di offrire un’opportunità agli inquilini di divenire nel lungo termine proprietari delle unità immobiliari, trasformando un canone di affitto calmierato in una rata di mutuo senza anticipo, ogni versamento in un “mattone” della futura proprietà. Il prezzo finale di una casa di 100 mq, venduta a reale prezzo di costo, calcolando esclusivamente materiali edili e manodopera, è di circa 80 mila euro. L’iniziativa è rivolta a soggetti che si collocano tra quelli che dispongono dei requisiti per l’ottenimento delle case popolari e quelli che possono rivolgersi al mercato tradizionale.
Invitiamo l’amministrazione a rifletter su tale scelta, che sicuramente ha un indirizzo politico ben chiaro. Si vada inserire nel strumenti operativi attuativi e mi riferisco al Poc tale opportunità.
NOI ESPRIMIAMO UN PROFONDO DISAGIO SULL’OPERATO E SULLE MODALITA’ con cui avete trattato la materia . Dal nostro intervento credo sia emerso chiaramente, per questo motivo abbandoniamo l’aula e non partecipiamo al voto.



OSSERVAZIONI ARPA E ASL.
Sono senza ombra di dubbio non di poco conto. Si vuole sottolineare che l’amministrazione comunale aveva già fatto pervenire all’ente della documentazione integrativa, ma non è stata ritenuta necessaria. E come ci dicessero attenzione avete sbagliato una volta, rimediate. Ma nel rimediare sbagliano ancora. Hanno fatto integrazioni, ma le stesse carenze riscontrate nel quadro conoscitivo ci sono ancora. L’Asl con l’osservazione del 2 ottobre 2010 conferma sostanzialmente tutte le osservazioni già espresse in merito alla conferenza di pianificazione.
In merito al dimensionamento degli ambiti di espansione che comportano un notevole aumento della superficie urbanizzata circa il 48% della superficie attualmente esistente. Vorremmo soffermarci in particolare alle dimensioni dei nuovi ambiti produttivi. Di sicuro possiamo affermare che l’amministrazione o chi per essa, non ha effettuato approfondite valutazioni in merito alla necessità.
Vediamo la dinamica d’impresa registrata nel comune di Caorso.
Partiamo dall’anno 2009
Nuove imprese      Cessazioni     Saldo positivo      Totale
         25               18                   + 7                   452

Anno 2010
Nuove imprese      Cessazioni     Saldo negativo     Totale
          33             -41                   - 8                      451

Di queste 451 imprese escluso l’agricoltura ne restano 333 n.5 imprenditori stranieri comunitari, 255 imprese italiane………….
Questa è la realtà caorsana.La realtà è fatta di artigiani, di piccole e medie imprese che faticano a crescere che non vedono soddisfatte le richieste e sono in attese di soluzioni reali e non di un libro dei sogni. Allora di cosa stiamo parlando. C’è forse in programma la delocalizzazione dello stabilimento Mirafiori da Torino a Caorso? Forse è proprio con una battuta che si può rendere chiaro quello che riteniamo l’assoluta irragionevolezza di un dimensionamento così impostato. Ovviamente non si tiene conto che tutto ciò comporta un aumento significativo del carico antropico con conseguenze dirette e indirette sugli equilibri ambientali. (falde acquifere,suolo agricolo, rischio idraulico, qualità dell’aria, rumore, viabilità, traffico indotto). Aggravando in modo progressivo e probabilmente, irreversibile i problemi di cui sono elencati compromettendo irrimediabilmente un territorio.
Per quanto riguarda la zonizzazione acustica ci dice di rivalutare il documento, integrarlo e approfondirlo.
Mi pare che restano comunque le problematiche legate alle vicinanze tra le aree con destinazione tra loro non compatibili in particolare:
per quanto riguarda il capoluogo le espansioni residenziali sono adiacenti alle sede autostradale o posti nelle vicinanze delle linee ferroviarie.
Fossadello  l’espansione residenziale  è adiacente a un’area produttiva consolidata e l’espansione produttiva adiacente ad una zona storica e un tessuto consolidato
Muradolo gli ambiti di espansione residenziale sono adiacenti ad aree produttive consolidate.
Per quanto riguarda la nuova viabilità prevista gli enti preposti segnalano delle criticità. Quali misure si ha intenzione di adottare? Quando verrà portato a compimento la realizzazione dello scalo ferroviario in località Fossadello. Fin ad ora è un argomento trattato solo giornalisticamente, solo come spot. Quando vedremo la sua nascita? Credo che la maturazione sia avvenuta, non è più possibile rimandare.
Area portuale anche in questo caso gli enti preposti confermano le possibili criticità derivanti. Criticità non di poco conto. Come si pensa di risolverli?
Anche in questo caso non partecipiamo al voto, e abbandoniamo l’aula.