GRUPPO CONSILIARE CAORSO LIBERO
INTERVENTO IN CONSIGLIO COMUNALE DEL 19 LUGLIO 2011.
PROPOSTA CONTRODEDUZIONI ALLE OSSERVAZIONI SUL PSC
Sin
da un primo esame del PSC ancora prima che venisse adottato, avevamo
manifestato numerose perplessità che ci
facevano ritenere come questo strumento fosse stato usato in modo assolutamente
inadeguato per ripensare il ruolo di Caorso nel futuro e, soprattutto, per
promuovere una pianificazione territoriale sostenibile.
Significativo
è il comportamento di questa maggioranza, in tutti questi anni di lavoro non
c’è stato un coinvolgimento del gruppo di minoranza. Non siamo stati coinvolti
in questo percorso, contrariamente quanto riscontrato in altri comuni dove poi
alla fine del percorso è stato rassegnato un Psc votato all’unanimità. Non
siamo stati nemmeno invitati nelle conferenze.Tra l’altro conferenze rivolte ai
portatori di interesse e qui mi rivolgo ai consiglieri comunali tutti: i
consiglieri che in questa assise rappresentano una parte di cittadinanza non
sono portatori d’interesse.
Quindi nessun invito a
collaborare, nessuna commissione, nessuna riunione, l’adozione è avvenuta e l’approvazione successiva avverrà in una sorta di silenzio,
indifferenza provocata dalla totale mancanza di un qualsiasi luogo di confronto
e di partecipazione che, al contrario, avrebbero potuto costituire un valido
strumento per la condivisione di importanti scelte per il futuro del paese.
La
verità è che con il vostro comportamento politico arrogante e presuntuoso,
avete escluso una fetta del paese che non poteva essere esclusa. Le scelte
strategiche non vanno fatte a colpi di maggioranza, qui stiamo trattando una
questione che deciderà il futuro per i prossimi 15 anni.
Questo
mancato coinvolgimento lo definisco politicamente inaccettabile, il vostro
atteggiamento è di una bassezza veramente deprimente, la verità è che si
continua a pensare ed amministrare una res pubblica come se fosse una cosa
propria, la verità è che non c’è mai stato dato un segno di comportamenti
democratici. A domanda c’è la risposta: basta aprire le
tavole grafiche e fare qualche visura catastale per rendersi conto del vostro
progetto politico in atto, da cui la motivazione del mancato coinvolgimento.
Parliamo
della partecipazione della cittadinanza?
Mi
verrebbe da dire un altra occasione persa perché, anche se i cittadini delegano
attraverso il voto, è solamente attraverso meccanismi di partecipazione e
dialogo che viene coltivata la pianta della “democrazia”.
Il
primo requisito della collaborazione tra amministratori e amministrati è la
trasparenza e comprensibilità linguistica. Non si possono esaminare documenti e
non può esservi dialogo se il linguaggio dei tecnici e degli addetti ai lavori
domina e occulta la lingua comune. Tutto quanto attiene alle scelte del Psc va
detto e scritto in una lingua italiana accessibile a tutti e con il ricorso a
strumenti e tecniche quali la grafica, la fotografia, simulazioni al computer, in grado di divulgare il futuro assetto
urbanistico di Caorso. Ciò non è stato fatto. Altrò che grande
partecipazione civica. Il laboratorio non era di certo nelle poche assemblee
pubbliche che si sono tenute.
Sul
documento avevamo espresso un voto contrario perché accanto alle contestazioni,
alle perplessità, pesava la condivisione di alcuni scopi, di alcune finalità
sottese all’elaborazione di questo strumento.
Definimmo il documento carente in tutti i
settori, un piano che non era riferito
alle dinamiche demografiche, un piano che andava a cozzare contro la stessa Legge Regionale 20 del 2000, la quale
ha introdotto l’obiettivo generale secondo cui il consumo di territorio non
urbanizzato può essere ammesso solo quando non sussistono alternative derivanti
dalla sostituzione dei tessuti insediativi esistenti ovvero dalla loro
riorganizzazione e riqualificazione.
Di certo
possiamo affermare che si era usato una schema non orientato al futuro, ma al
passato. Non si è pensato alla salvaguardia del suolo, al risparmio energetico
e all’utilizzo delle fonti rinnovabili che pure sono tra le indicazioni della
legge regionale. Un’elaborazione che non ha tenuto conto degli effetti sulla
proprietà, un piano che valorizzava aree
sottratte all’agricoltura e ne favoriva la speculazione .Mi viene da dire tanti
campi di patate, di pomodori trasformati
in campi d’oro.
E’
assolutamente assurdo constatare che le 141 osservazioni della provincia sono
state accolte nella quasi totalità! Le controdeduzioni stese dall’Arch. Tansini
indicano che il PSC adottato dall’amministrazione comunale era una presa in
giro per l’amministrazione comunale , per i cittadini e per gli enti che
l’hanno avuto in esame. Certamente qualcuno vedendo questa raffica di
cancellazioni,abrasioni,di accolte e parzialmente accolte penserà a uno
scherzo. Si poteva evitare tutto ciò? Noi avevamo cercato in tutti i modi in sede di
adozione a convincere i consiglieri a non votare il piano, appariva evidente
che gli studi e l’operato non erano assolutamente basati su criteri di serietà
e professionalità. Che le scelte erano di tipo causale e non supportate da
adeguata analisi e motivazioni logiche. E non per ultima era impossibile capire
come i cittadini di Caorso potevano trarre benefici da tali scelte. Ma la
partenza, confusa, sbagliata e basata su presupposti non solidi logicamente e
tecnicamente non preludano mai, ne siamo certi a risultati soddisfacenti. C’è
il rischio al contrario che si arrivi alla stesura di piani adeguativi e
incapaci di rispondere, in modo veramente efficace, ai reali bisogni del nostro
territorio.
Ora ci
chiediamo come è possibile che l’amministrazione comunale paghi un professionista
per un lavoro simile? La giunta comunale con delibera 181 del 3 12 2004
delibera di individuare l’incarico per la revisione del PRG e la redazione del
nuovo strumento urbanistico. Incarica l’architetto Tansini responsabile del procedimento
e incarica lo stesso affinchè provveda con propria determinazione
all’approvazione del disciplinare d’incarico. Affida l’incarico al
professionista, non farò il nome e qui apro una parentesi (Tra l’altro
l’amministrazione Callori ha scelto in maniera arbitraria il professionista,
assegnando un incarico di fiducia. Non ha proceduto a una gara od un confronto
ufficiale tra i vari professionisti e soprattutto tra diverse offerte
economiche, procedure che, anche se non obbligatoria in casi come questo, non è
proibita e che sicuramente e indubbiamente avrebbe consentito di ottenere
risparmi significativi, qualcuno mi deve anche spiegare come ha fatto ricadere
proprio su di lui la scelta. Manco si è letta la legge regionale fra gli
obiettivi ritenuti prioritari, indica i seguenti obiettivi : stimolazione della
pluralità creativa con il sostegno dei giovani progettisti attraverso la prassi
e l’incentivo dei concorsi. Mi verrebbe da dire alla faccia dei regolamenti
regionali..)Dicevo affida l’incarico aal professionista per una prima fase per
redigere il documento preliminare che si compone dello studio ed analisi
relativo al sistema ambientale, sistema insediativi e territorio rurale.
L’importo previsto in questa prima fase è stabilito in €. 36.720. Successivamente
si procede con una seconda fase che prevede la predisposizione del piano che
comprende
·
Progetto territoriale comunale
·
Progetto centro urbani
·
Sistema insediativo storico
·
Studio socio economico
·
Studio Sistema Naturale e ambiente
·
Valsat, escluse consulenze esterne e si impegna un
ulteriore importo pari a €.55.854.
Nel 2006 si
affida allo stesso architetto il censimento delle unità agricole impegno
€.39.168. Si sede di adozione senza mezzi termini il nostro gruppo lo disse
apertamente che gli studi e l’operato dell’amministrazione comunale non erano
basati su criteri di serietà e professionalità.
E ora se ne
deve pagare un altro per mettere a posto tutti gli errori. Le dimenticanze,
imprecisioni ecc. sia a livello cartografico che a livello di relazione? La
sistemazione di tutti gli errori viene costare ulteriormente 30.000 euro circa.
Vi rendete
conto che il comune in questo modo ha
perso tempo prezioso e soldi? Come intendente comportarvi nei confronti di chi
ha prodotto questo lavoro immaturo?
Molte
osservazioni della Provincia e degli altri enti, nonché di qualche privato,
hanno messo in evidenzia una mancanza di capacità di analisi da parte
dell’amministrazione sugli stessi documenti che lei stessa produce. In poche
parole hanno preso per buono il Psc senza prendersi la briga di esaminarlo, e
nemmeno capire cosa stavano facendo. Come possiamo continuare a farci governare
da questi personaggi che sono cos’i distanti dalle cose reali? Cosa ci state a
fare nel palazzo tutto il giorno, tutti i documenti, i piani sino ad ora
redatti, da noi controllati hanno evidenziato degli errori madornali, faccio
solo un esempio il Piano di Protezione civile. Dove si dichiarava che nella
frazione di Roncarolo nessuno ha mai visto un fontanazzo, solo mareggiate. Ma
la cosa ancor più grave è che questi documenti non vengono approvati solo da
una giunta, ma dai consiglieri di maggioranza, anch’essi comprano tutto a
scatola chiusa, ovviamente a scapito dei caorsani. La domanda avete liquidato
il professionista?
Almeno siete
consapevoli che le osservazioni se
accolte renderebbero il piano tutto da rifare? Questo travolgimento non
implicherebbe una nuova presentazione alla cittadinanza? E aggiungerei una
nuova pubblicazione ?
Un’ altra
questione che vorrei affrontare prima di entrare nel merito delle osservazioni è
un quesito relativo all’obbligo dei consiglieri comunali di astensione
dall’approvazione di uno strumento urbanistico generale ai sensi dell’art.78
comma 2 decreto legge 267/00. Chiedo conforto al Segretario della correttezza
di questa applicazione. Il comma 2 dice che gli amministratori (sindaco,
consiglieri comunali e membri di giunta) devono astenersi dal prendere parte
alla discussione ed alla votazione di delibere riguardanti interessi propri o
di loro parenti o affini sino al quarto grado. E qui nasce il dubbio: l’obbligo
di astensione non si applica ai provvedimenti normativi o di carattere
generale, quali i piani urbanistici, se non nei casi in cui sussista una
correlazione immediata e diretta fra il contenuto della deliberazione e
specifici interessi dell’amministratore o di parenti o affini al quarto. Quindi
non il Psc ma le osservazioni al Psc, fatte da privati e le relative
disposizioni del piano urbanistico. Mi è capito per le mani una risposta a tale
quesito in merito a questa interpretazione, la risposta viene data da un
dirigente regionale della direzione urbanistica, non è la regione Emilia Romagna,
ma la regione veneto. Si afferma che per pervenire all’interpretazione di tale
concetto si debba far riferimento alle numerose pronunce giurisprudenziali
emanate in tal senso. Fa riferimento a una pronuncia del consiglio di stato
sez. IV O4 novembre 2003 n.7050. A tale riguardo la giurisprudenza costante ritiene
“che la regola dell’astensione del consigliere comunale rispetto alla
deliberazione assunta dall’organo collegiale deve trovare applicazioni in tutti
i casi in cui il consigliere, per ragioni obiettive, non si trovi in posizione
di assoluta serenità rispetto alle decisioni da adottare di natura
discrezionale, in tal senso il concetto di interesse del consigliere alla
deliberazione comprende ogni situazione di conflitto o di contrasto di
situazioni personali, comportante una tensione della volontà, verso una
qualsiasi utilità che si possa ricavare dal contribuire alla dotazione di una
delibera; tale regola costituisce applicazione del principio, di livello
costituzionale, di imparzialità e buon andamento che deve contrassegnare
l’azione dei pubblici poteri.” Si fa riferimento anche una sentenza del Tar
esattamente lombardia sez.II novembre 2003 nella quale si prevede l’obbligo per
i consiglieri comunali di astenersi da prendere parte a deliberazioni per le
quali possono direttamente o indirettamente interessati e costituisce regola
assoluta, in quanto dettata al fine di garantire la trasparenza e
l’imparzialità dell’azione amministrativa, non ammette deroghe e eccezioni, per
cui essa ricorre ogni qualvolta l’affare trattato sia tale da suscitare un
interesse proprio del consigliere o di persone da lui legate da vincoli di
parentela. Quando siamo andati ad adottare il psc vi erano consiglieri con
conflitto d’interesse? Qualè è l’interpretazione giusta. Chiunque potrebbe far
invalidare una deliberazione del consiglio.
E’
estremamente complicato verificare nel dettaglio, per non tecnici le 141
osservazioni dell’ente provinciale , 18 osservazioni da parte di privati e per
ultime, non perché lo siano osservazioni dell’Arpa e Asl.
Il fatto che
molte osservazioni siano state recepite sta a significare che erano giuste. Allora
io inviterei la maggioranza a rileggersi i verbali del 5 febbraio 2010 dove il
nostro gruppo aveva formalizzato la propria posizione presentando tutte le
osservazioni, e dopo aver letto le osservazioni della giunta provinciale che in
parte corrispondono alle nostre, ci siamo chiesti se gli uffici urbanistici
della Provincia e la Giunta provinciale avessero guardato il nostro stesso Psc.
O se è questa giunta che vuole vederne altro. Ma la minoranza non si ascolta,
questa minoranza è distruttiva dice il sindaco. Credo che in questo caso
distruttivo è chi ha la delega all’urbanistica. Sbaglio signor Sindaco, in sede
di adozione le nostre perplessità di metodo e di merito richiedevano da parte
di un’amministrazione attenta e non prevenuta un’ulteriore fase di
approfondimento e di maturazione.
E’ stato
osservato che alcune osservazioni fatte vanno semmai prese in considerazione al
momento della stesura del Rue o quando si programmeranno i Poc. Questo è
profondamente sbagliato . Studiare la situazione caorsana, i condizionamenti
economici ed oltre va fatto prima della stesura del Psc, elencare le volontà in
materia di risparmio energetico, recupero e uso del suolo direttive dello
sviluppo di Caorso, chiarire quali obiettivi il psc si pone nei confronti dei
problemi della comunità, deve essere messo nero su bianco da subito aul psc e
nella forma più vincolante possibile che non dia adito ad interpretazioni ed
attuazioni diverse dalle intenzioni iniziali.
Dicevo che
molte osservazioni sono state recepite, le poche altre rimaste sono tate
parzialmente recepite e ciò aumenta il numero degli errori e delle imprecisioni
ecc.del Psc. Ma non è finita:
Esaminando
le poche osservazioni respinte, si nota che le motivazioni addotte dal tecnico
sono del tutto personali! Non sono perciò basate su dati di fatto, su
valutazioni tecniche o articoli di legge o esperienze nel settore ( esempio
altri Psc dove hanno esaminato le stesse problematiche ecc.) Ma sono
giustificate semplicemente con affermazioni autoreferenziali .
OSSERVAZIONE 12
“Non
accoglibile perché i dati non sono omogenei e pertanto non sono interessanti ai
fini di un maggior approfondimento. Un attento amministratore dovrebbe
domandarsi piuttosto perché i dati disponibili non sono stati sviluppati o
ulteriormente indagati per poter giungere alle necessarie conclusioni. Non si
può accantonare un problema semplicemente perché non si hanno i dati belli e
pronti. Viene il dubbio che la risposta sia solo un artificio per eludere la
domanda.
OSSERVAZIONE 31
Un aspetto
importante come la presenza di arre archeologiche nel nostro territorio viene
messo da parte perché non sono disponibili rilievi funzionali alla
perimetrazione” ecc. Ma è veramente così o state scherzando? Volete dire che nel nostro strumento
urbanistico di programmazione dello sviluppo non siamo in grado di individuare
queste aree? Ma lo sapevate o non lo sapevate che mancavano queste perimetrazioni?
Se lo sapevate siete degli incapaci perché avete lasciato un “buco” nello
strumento urbanistico, se non lo sapevate allora vi siete affidati ad un
tecnico incapace. E qui ritorniamo alla questione del suo compenso e del
servizio reso ai cittadini.
OSSERVAZIONE N. 32
Questa è
proprio incredibile. Si dichiara che mancano delle informazioni esaustive in
merito alla individuazione di slarghi o piazze! Per fortuna che siamo a Caorso
e non a Firenze o Roma. Ma chi doveva predisporre queste informazioni o
acquisirle se non erano in nostro possesso?
OSSERVAZIONE N.33
Accolta –
Adesso veniamo a sapere che nel psc non erano stati individuati i parchi i
giardini di valore storico. Bene meno male che qualcuno ve l’ha messo per
iscritto, perché così lo leggete e ve ne rendete conto.
OSSERVAZIONE N.38
Sembra una
richiesta corretta. Ci stupisce come mai nel Tessuto urbanizzato del comune di
Caorso non siano state individuate aree che necessitano di interventi di
riqualificazione urbana. A noi viene in mente l’isolato sul lato Sx del
torrente Chiavenna in prossimità del ponte che è un piccolo paese inserito
nell’abitato e che non si può certo definire in ottime condizioni. Ma ce ne
sono tanti altri esempi ……
OSSERVAZIONE N.50
La risposta
negativa è basata su un errore metodologico. Infatti prima si deve prendere
conoscenza della situazione in atto, e successivamente si può predisporre la
disciplina specifica del Rue. Come è possibile rimandare un problema ad un
tempo ed ad uno strumento successivo se non si conosce il problema stesso?
L’analisi è sempre stato elemento basilare di conoscenza e di preparazione
delle norme che disciplinano il territorio.
E’ assolutamente sbagliato rimandare tale processo ad un tempo
successivo. La motivazione che è stata fornita a sostegno del rigetto delle
osservazione è molto personale. Vedo che l’amministrazione comunale intende
rimandare tale analisi ad un tempo successivo. Ma come mai non ce ne spiega il
motivo? Perché tale scelta se l’osservazione è esatta?
OSSERVAZIONE N. 51
Un’altra
incredibile. L’attuale amministrazione comunale dichiara che occorre ridurre i
vincoli di siti d’interesse storico comunitario e quello di zone di protezione
sociale. Nell’anno 2010 il Sindaco ne fa un suo cavallo di battaglia, nel
luglio guardano tutte le cartine delle altre provincie emiliane romagnole, ne
trae le sue considerazioni e poi si rivolge alla regione e chiede di ridurre i
vincoli , ma la cosa incredibile e che poi non presentano correttamente il
perimetro del sic/zps, ancor più grave è che non viene riportato in conformità
in quanto indicato nel ptcp 2007.
OSSERVAZIONE. N.57
La
motivazione addotta è anch’essa incredibile: Un ente esperto ci dice di
aggiornare la cartografia e il Comune risponde che non è necessario e integrerà
la Relazione. Viene da domandarsi se stiano parlando lo stesso linguaggio.
Visto che devono comunque mettere mano alla cartografia per tutte le altre
osservazioni che hanno accolto, non vediamo perché si debbano ostinare a non
farlo in questo caso, tanto più che ammettono di dover fare delle integrazioni.
A nostro avviso le integrazioni cartografiche sono più leggibili e
immediatamente individuabili anche da persone non esperte . Vorremmo proprio
vedere chi è in grado di trovare i riferimenti giusti in un elaborato di
centinaia di pagine.
OSSERVAZIONE N.64
Ci
ricolleghiamo a quanto detto per la osservazione 38. Chiediamo chiarimenti
sulla mancata individuazione di tali aree.
OSSERVAZIONE N.117
Non è stato
accolto un utile suggerimento che si attua a livello cartografico ed è di
facile lettura. Si è preferito invece modificare le norme rendendo meno agile
l’uso dello strumneto urbanistico. Sembra che l’amministrazione comunale voglia
insistere più per orgoglio personale che per effettiva razionalità della scelta
ed infatti non dà alcuna motivazione tecnica o pratica alla decisione.
OSSERVAZIONE N.6
Risulta
necessario che nel PSC si recepiscano le disposizioni di cui art.99 “
sostenibilità energetica e impianti di
produzione di energia elettrica e termica” del PTCP 2007. A questo Psc manca un
elemento fondamentale che dovrebbe essere rappresentato dal pacchetto di misure
scelte per affrontare il tema energetico.
Si saranno
accorti i nostri amministratori che tutto il mondo parla di green economy, che
il problema del risparmio energetico, della sostenibilità ambientale sono
elementi dai quali non si può prescindere? Voglio anche ricordare che gli
italiani e i caorsani hanno da poco licenziato un referendum dove chiaramente
hanno bocciato il nucleare per la seconda volta. Spero che il messaggio
politico che hanno inteso mandare i caorsani recandosi alle urne, in barba a
tutti tentativi di dissuaderli vi sia arrivato. Un paese che possiede una
sensibilità ambientale ed un senso di ripulsa nei confronti del disegno di
mercificazione di tutto l’esistente. Proprio per rispettare la loro volontà
espressa in modo democratico voi amministratori avete l’obbligo di trovare
possibili soluzioni alla crisi e promuovere uno sviluppo competitivo e
sostenibile.
Sarebbe doveroso puntare sulla qualità del
costruire e sull’efficienza energetica. Puntare sulla riqualificazione delle
aree e promuovere anche modelli di consumo e indicatori che favoriscano la
riduzione dei rifiuti e il godimento e la sostenibilità dei beni nel pieno
significato del loro termine.
Crediamo tra l’altro che si debba porre dei
vincoli:
·
Investire sulla qualità del costruire e
sull’efficienza energetica, premiando solo la classe A riducendo
progressivamente le volumetrie per le classi energetiche inferiori.
·
Non si definisce nemmeno in modo approssimativo e
sommario le regole che dovrebbero permettere di capire come i meccanismi della
perequazione, compensazione e incentivazione.
I meccanismi
di controllo della perequazione devono garantire la trasparenza e la
semplificazione, per evitare che gli operatori scambino volumi edificabili al
di fuori di una verifica puntuale dell’interesse pubblico. L’ente pubblico deve
svolgere funzioni di controllo e non solo di trattativa. Questo deve essere uno
strumento ordinario del Psc e non straordinario.
OSSERVAZIONE N.11
Si ritiene
necessario provvedere a un’ aggiornamento ed integrazioni dati per quanto
riguarda le caratteristiche demografiche. Sono stati usati in molti casi dati
che risalgono agli anni 2000/2001 .Ma non è finita l’ente provinciale aggiunge
“non sapete che ci sono gli elaborati dell’ufficio statistico della Provincia
(andate sul sito sono scaricabili). Esiste anche all’interno del comune un
ufficio demografico con dati aggiornati.
Pessima
figura ha fatto il nostro comune con il funzionario provinciale, un bel danno
di immagine. Di certo possiamo affermare che l’incremento demografico previsto
è eccessivo rispetto alle possibilità di sviluppo economico del territorio,
esso si basa su cosa? Sicuramente non sul trend di crescita degli ultimi anni.
Guardiamo l’andamento storico della popolazione caorsana.
|
2004
|
2005
|
2006
|
2007
|
2008
|
2009
|
2010
|
|
4.594
|
4.656
|
4.756
|
4.843
|
4.944
|
4.893
|
4.896
|
Prendiamo
in riferimento l’anno 2010 :
Su
4.896 abitanti 582 sono stranieri
il tasso di mortalità è del 14,9%,
il
tasso di natalità è pari al 10.6%
il
tasso di crescita naturale – 4,3%
Se dal 2004
al 2010 la popolazione è aumentata di 300 unità, e considerando che dal 2007 ad
oggi l’andamento è piatto, ci spiegate come è possibile prevedere un piano con
un incremento di abitanti dell’ 82%. Ma è credibile che si possono realizzare
simili obiettivi?
E in ogni
caso il comune dovrebbe impedire una crescita così ipotizzata. I costi sociali
ed economici sarebbero di gran lunga superiori a ogni possibilità di intervento
da parte del bilancio comunale. Credo che ci dovremmo semmai porci il problema
che servizio offrire ai cittadini e soprattutto chiederci come faremo a pagare
questi servizi adeguati alla nostra cittadinanza, facciamo fatica oggi con i
conti ad arrivare a fine anno. Bisogna partire da un presupposto che è molto
semplice quali sono i servizi che questo paese in futuro potrà offrire a questi
suoi cittadini, siamo convinti che una buona amministrazione che sia di destra
o di sinistra queste domande se le debba fare, se le debba porre.
Ci troviamo
d’accordo nel dimensionare gli obiettivi di espansione residenziale in modo da
renderli omogenei al reale andamento demografico della popolazione per far
crescere non solo le aree urbanizzabili, ma anche i servizi ai cittadini. Nel
quadro conoscitivo giustamente si stima che la popolazione raggiungerà nel 2025
il n.di 5.200 abitanti.
OSSERVAZIONE N.27
Accolta.
L’ente provinciale giustamente indica di sostituire alla definizione “Polo
ordinatore” a quella di centro integrativo. Caorso viene definito Polo
ordinatore, tutti sanno che questo ruolo svolto solo da Castel S. Giovanni e
Fiorenzuola. Lo sanno anche i non addetti ai lavori.
OSSERVAZIONE N.37 DELL’ENTE
PROVINCIALE
Accoglibile. specificando nella
relazione di Psc contestualmente alla ridefinizione del dimensionamento del
piano la totale assenza di richiesta di edilizia sociale cos’ come già espresso
dall’Amministrazione in sede di variate al PTCP.
Un piano che non prende in considerazione il problema
della casa, il quale si riflette su
numerosi altri ambiti, generando ripercussioni su intere fasce della nostra
società. Non è degno della nostra attenzione. Non avete preso in considerazione
il fabbisogno di alloggi di edilizia residenziale sociale, non avete tenuto conto
delle evenutuali carenze pregresse, non avete tenuto conto nell’osservanza
della quota del 25% (tra l’altro percentuale minima) delle nuove aree di
trasformazione. Amministratori che non tengono in considerazione questo
problema, sono fuori dal mondo. Vogliamo ricordare che tra le categorie più
investite da questo problema ci sono i giovani. Il mercato immobiliare ci dice
che acquistare una casa è diventata una vera e propria impresa: prezzi
al metro quadro alle stelle, valori catastali quintuplicati, tasse di
mantenimento dell’immobile da paura... Per il giovane che intende realizzare
una propria indipendenza e crearsi una famiglia, l’acquisto della casa è
l’ostacolo più duro da oltrepassare.
Vogliamo
ricordare l’housing sociale. Fortemente voluto dall’attuale governo Berlusconi,
fortemente sostenuto dal ministro Tremonti. Ma ignorato da questi
amministratori, è noto a tutti che le forze politiche che vi sostengono sono le
stesse che sostengono il governo.
Ma forse non sapete di cosa si tratta…alloggi a
basso costo da concedere in proprietà. Si tratta di
offrire un’opportunità agli inquilini di divenire nel lungo termine proprietari
delle unità immobiliari, trasformando un canone di affitto calmierato in una
rata di mutuo senza anticipo, ogni versamento in un “mattone” della futura
proprietà. Il prezzo finale di una casa di 100 mq, venduta a reale prezzo di
costo, calcolando esclusivamente materiali edili e manodopera, è di circa 80
mila euro. L’iniziativa è rivolta a soggetti che si collocano tra quelli che
dispongono dei requisiti per l’ottenimento delle case popolari e quelli che
possono rivolgersi al mercato tradizionale.
Invitiamo l’amministrazione
a rifletter su tale scelta, che sicuramente ha un indirizzo politico ben
chiaro. Si vada inserire nel strumenti operativi attuativi e mi riferisco al
Poc tale opportunità.
NOI ESPRIMIAMO UN PROFONDO
DISAGIO SULL’OPERATO E SULLE MODALITA’ con cui avete trattato la materia . Dal
nostro intervento credo sia emerso chiaramente, per questo motivo abbandoniamo
l’aula e non partecipiamo al voto.
OSSERVAZIONI
ARPA E ASL.
Sono senza ombra di dubbio
non di poco conto. Si vuole sottolineare che l’amministrazione comunale aveva
già fatto pervenire all’ente della documentazione integrativa, ma non è stata
ritenuta necessaria. E come ci dicessero attenzione avete sbagliato una volta,
rimediate. Ma nel rimediare sbagliano ancora. Hanno fatto integrazioni, ma le
stesse carenze riscontrate nel quadro conoscitivo ci sono ancora. L’Asl con
l’osservazione del 2 ottobre 2010 conferma sostanzialmente tutte le
osservazioni già espresse in merito alla conferenza di pianificazione.
In merito al
dimensionamento degli ambiti di espansione che comportano un notevole aumento
della superficie urbanizzata circa il 48% della superficie attualmente
esistente. Vorremmo soffermarci in particolare alle dimensioni dei nuovi ambiti
produttivi. Di sicuro possiamo affermare che l’amministrazione o chi per essa,
non ha effettuato approfondite valutazioni in merito alla necessità.
Vediamo la dinamica
d’impresa registrata nel comune di Caorso.
Partiamo dall’anno 2009
Nuove imprese Cessazioni Saldo positivo Totale
25 18 + 7 452
Anno
2010
Nuove imprese Cessazioni Saldo negativo Totale
33 -41 - 8 451
Di
queste 451 imprese escluso l’agricoltura ne restano 333 n.5 imprenditori
stranieri comunitari, 255 imprese italiane………….
Questa è la realtà
caorsana.La realtà è fatta di artigiani, di piccole e medie imprese che
faticano a crescere che non vedono soddisfatte le richieste e sono in attese di
soluzioni reali e non di un libro dei sogni. Allora di cosa stiamo parlando.
C’è forse in programma la delocalizzazione dello stabilimento Mirafiori da
Torino a Caorso? Forse è proprio con una battuta che si può rendere chiaro
quello che riteniamo l’assoluta irragionevolezza di un dimensionamento così
impostato. Ovviamente non si tiene conto che tutto ciò comporta un aumento
significativo del carico antropico con conseguenze dirette e indirette sugli
equilibri ambientali. (falde acquifere,suolo agricolo, rischio idraulico,
qualità dell’aria, rumore, viabilità, traffico indotto). Aggravando in modo
progressivo e probabilmente, irreversibile i problemi di cui sono elencati
compromettendo irrimediabilmente un territorio.
Per quanto riguarda la
zonizzazione acustica ci dice di rivalutare il documento, integrarlo e
approfondirlo.
Mi pare che restano
comunque le problematiche legate alle vicinanze tra le aree con destinazione
tra loro non compatibili in particolare:
per quanto riguarda il
capoluogo le espansioni residenziali sono adiacenti alle sede autostradale o
posti nelle vicinanze delle linee ferroviarie.
Fossadello l’espansione residenziale è adiacente a un’area produttiva consolidata e
l’espansione produttiva adiacente ad una zona storica e un tessuto consolidato
Muradolo gli ambiti di
espansione residenziale sono adiacenti ad aree produttive consolidate.
Per quanto riguarda la
nuova viabilità prevista gli enti preposti segnalano delle criticità. Quali
misure si ha intenzione di adottare? Quando verrà portato a compimento la
realizzazione dello scalo ferroviario in località Fossadello. Fin ad ora è un
argomento trattato solo giornalisticamente, solo come spot. Quando vedremo la
sua nascita? Credo che la maturazione sia avvenuta, non è più possibile
rimandare.
Area portuale anche in
questo caso gli enti preposti confermano le possibili criticità derivanti.
Criticità non di poco conto. Come si pensa di risolverli?
Anche in questo caso non
partecipiamo al voto, e abbandoniamo l’aula.

