giovedì 9 agosto 2012

APPROVAZIONE PIANO STRUTTURALE COMUNALE


GRUPPO CONSILIARE CAORSO LIBERO


INTERVENTO DEL CAPOGRUPPO 
CARMEN GIOVANNA GARILLI
CONSIGLIO COMUNALE 22 GIUGNO 2012
APPROVAZIONE PIANO STRUTTURALE COMUNALE




Una doverosa premessa al Psc è affidato il compito di definire la pianificazione territoriale ed urbanistica, ossia mettere i comuni nelle condizioni di promuovere lo sviluppo sociale, culturale ed economico della popolazione, di migliorarne la qualità della vita e di utilizzare con scrupolo tutte le risorse non rinnovabili. E’ l’indicatore delle tante indicazioni riguardanti lo sviluppo di Caorso, è una scelta culturale e politica con enormi riflessi economici, sociali e ambientali. Le conseguenze delle scelte effettuate tramite questo  strumento avranno ripercussioni enormi non solo nell’immediato, ma avranno un impatto determinante sulle prossime generazioni. Da qui l’estrema delicatezza di un atto che aveva bisogno di un percorso meditato e condiviso, da chi le scelte le subirà e/o dovrà tradurle in pratica.
Ecco perché questo strumento in gestazione ormai da molti anni nel corso delle di due diverse legislature avrebbe sicuramente meritato un percorso  diverso.
 E’quindi mancato un percorso di concertazione democratica, e spiace anche rilevare e lo facciamo con amarezza e delusione che è stato in sostanza negato uno spazio tecnico istituzionale di confronto per una materia così delicata. A fronte della numerosissime sollecitazioni critiche e costruttive da noi avanzate, il sindaco e la sua maggioranza ancora una volta si sono chiusi in una logica di autosufficienza ideologica, ignorando i modelli partecipativi indicati dalle norme e anche del semplice buonsenso. Noi eravamo li pronti ad offrire il nostro contributo anche contro il nostro interesse, ma non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire.
L’importanza che oggi assume la pianificazione rendeva necessaria la più estesa condivisione delle scelte, per evitare quel continuo stillicidio di varianti urbanistiche, anche importanti, che ormai da anni accompagna l’operato della precedente e attuale Amministrazione: un appuntamento frequentissimo, presente praticamente in ogni Consiglio Comunale degli ultimi sette anni. Quanto è successo, non è sicuramente un buon segnale che viene dato ai cittadini,né tanto meno è il segnale che tutti si aspettavano il cammino, è il caso di dirlo, che si è svolto nelle segrete stanze e mai improntato alla chiarezza, trasparenza, l’atteggiamento poco collegiale e assolutamente autoritario senza alcun coinvolgimento delle altre forze politiche non aiuta e non aiuterà un confronto serio, e disteso.
Il quadro che oggi si presenta, nei rapporti consiglieri tra chi oggi amministra e l’opposizione su questo tema particolarmente cruciale per ovvi motivi d’importanza della materia è francamente deludente, se non allarmante. Al di là dell’occasione persa, solo una parte è stata chiamata a disegnare il Caorso di domani, ci si riduce nuovamente a fare e disfare progetti differenti ad ogni cambio di amministrazione, ricadendo così in uno scontro continuo, al posto di un’auspicata maturità istituzionale, che tanto farebbe bene a Caorso.
Per puro spirito costruttivo ci siamo impegnati nell’esame degli atti sia nella prima fase, proponendo sia le correzioni agli errori, ma anche una serie di miglioramenti circa le previsioni del progetto, lo abbiamo fatto con responsabilità in sede di adozione, lo abbiamo rifatto in sede di controdeduzioni e lo seguiremo a fare in sede di approvazione.

Siamo giunti alla fine della commedia del Psc di Caorso condotta e malamente recitata dall’Amministrazione comunale che porta ora in Consiglio comunale il frutto dei suoi considerevoli sforzi.
Si giunge oggi all’approvazione definitiva di un Psc nato male, nato proprio sotto una cattiva stella, un piano che anziché chiamarsi psc potrebbe prendere il nome di pdt Piano distruzione territorio, pare che i nostri amministratori di maggioranza  si siano ispirati ai sacri testi dei mitici anni 60, non prendendo in considerazione concetti quali lo sviluppo sostenibile, il consumo del suolo, la qualità della vita, a quei tempi e  mi riferisco agli anni 60 le preoccupazioni erano altre , ad esempio la ricostruzione post bellica e in genere lo sviluppo edilizio.

Partendo dallo scenario sopra tratteggiato, quelle che seguono sono delle riflessioni sul processo di elaborazione del PSC e sulla sua impalcatura teorica.

Dalla cronistoria del PSC emerge chiaramente  un percorso molto travagliato in quanto fin dall’inizio:
a)    gli elaborati progettuali mostravano parecchie carenze: erano insufficienti per numero e per  qualità dei contenuti.
b)    Mancavano molti studi preliminari e valutazioni specialistiche ritenute indispensabile dalla normativa vigente.
c)    Molte scelte, soprattutto quelle destinate a governare e orientare lo sviluppo del paese, NON erano supportare da adeguate motivazioni.
Ciò nonostante l’Amministrazione comunale  procede con l’iter amministrativo e  trasmette all’Amm. Provinciale il PSC.
L’Amm. Provinciale formula 141 Osservazioni  e le trasmette all’Amministrazione comunale .
Da tali osservazioni  emerge chiaramente:
a)    La supeficialità delle analisi preliminari
b)    l’inconsistenza dei presupposti su cui si è basato il Piano

Per non ammettere i propri errori, il fallimento o la propria incapacità,  esaminate le 141 osservazioni, ne contesta solo 9.
Di queste 9, ben 3 sono respinte dalla Provincia.

Dunque l’ Amministrazione Comunale fa proprie ben 135 osservazioni su 141 –
In parole povere, questo significa che l’Amministrazione comunale deve mettere mano in modo pesante alla cartografia, alle norme, acquisire documentazione che era omessa  ecc. in poche parole deve rifare tutto quanto.   
A questo punto l’Amministrazione Comunale  deve spiegarci su cosa ha basato le proprie decisioni, chiacchere di paese, fantasie di qualche visionario, promesse di industriali, istinto del politico locale?

Non vi siete accorti che il PSC NON era in sintonia con gli strumenti di pianificazione sovracomunale? Sembra che abbiate portato avanti un PSC senza avere mai interagito con gli Enti preposti. Oppure avete tentato di “fare i furbi”? Vi siete comportati come degli scolaretti che hanno portato il compito sbagliato dalla maestra perché non si sono accorti dei loro errori.

Se andiamo poi ad osservare alcune delle più “pregevoli” indicazioni imposte dalla Provincia possiamo vedere:
a)    Manca la tal cosa…
b)    Manca quel dato …
c)    Manca quel disegno ..
d)    bisogna modificare ….
e)    bisogna recepire…

 Per uscire dal vicolo cieco in cui si era infilato , il Comune ha fatto ricorso alla procedura cosidetta INTESA con la Provincia che ha condizionato il proprio benestare al recepimento di determinate richieste.

La cosa ancora più inaccettabile per una amministrazione è che sulle 135 osservazioni recepite (132 recepite integralmente o parzialmente + 3 imposte dalla Provincia) la Provincia ha espresso quasi sempre  una INTESA CONDIZIONATA, ed ha elencato punto per punto tutte le cose da fare per adeguarsi agli strumenti ed alle normative. Cioè ha detto che il PSC deve essere modificato per poter procedere oltre.
Ricordo per pura cronica, che i primi studi sul Psc risalgono all’anno 2008, sono passati quindi ben 4 anni e solo ora l’amministrazione comunale porta in consiglio comunale uno strumento di pianificazione urbanistica che è il frutto carico di osservazioni e prescrizioni della provincia che ha dovuto imporre moltissime condizioni per dare il proprio benestare al proseguimento dell’iter amministrativo.

Non staremo pertanto a riprendere tutti gli elementi che giudichiamo negativamente,  ma ci interessa in questa sede rimarcare le contraddizioni dell’operato nel gestire il psc, e lo facciamo riferendoci ad alcune osservazioni

Commento
65
Dimensionamento dei nuovi insediamenti: La Provincia afferma che il PSC è sovrastimato e non rispetta le previsioni del PTCP intesa condizionata
67
L’A.C. dichiara che in Caorso non si rileva la necessità di Edilizia residenziale di carattere sociale e pertanto  non ne ha tenuto conto nella pianificazione –intesa condizionata
69
La Provincia afferma che le aree individuate dal PSC per i nuovi insediamenti di Caorso, Non sono state ridimensionate  come aveva già rischiesto la Provincia stessa.intesa condizionata
71
L’individuazione dell’area di espansione di Belvedere di Sotto, non è accettabile perché non è limitrofa al territorio urbanizzato ed è in contrasto con i principi del PTCP ed oltretutto  priva di fognatura. Intesa negata
78
Alcune aree per insediamenti si sovrappongono ad aree di pregio ambientale con presenza di vegetazione da tutelare Intesa condizionata
80
Ambiti specializzati per insediamenti produttivi : vanno riviste ed adeguare alle indicazioni  già fornite intesa condizionata intesa condizionata
85
La Provincia rileva l’incoerenza tra le controdeduzioni fornite dalla A.C. e gli elaborati grafici presentati. Intesa condizionata intesa condizionata
89-90-91-92
La Provincia impone lo stralcio del Porto Fluviale dal PSC in quanto tale scelta NON è stata adeguatamente giustificata e sostenuta da argomentazioni tecniche – ed il territorio previsto dovrà essere classificato come Agricolo ad alta vocazione produttiva agricola  intesa condizionata intesa condizionata
93
Definizione del terriotrio rurale: le modifiche apportate dal Comune NON sono sufficentemente chiare e precise e vanno integrate.intesa condizionata
95
Definizione degli elementi strutturali  per la mobilità: la Provincia rileva che il PSC NON ha recepito tutte le modifiche ed integrazioni richieste. Intesa condizionata
98-99-100
Il Comune ha accettato le indicazioni della Provincia ma si è dimenticato di aggiornare le tavole e le norme. Intesa condizionata
101
Le aree per le infrastrutturazione per l’urbanizzazione NON sono state individuate nel modo corretto intesa condizionata
104
A seguito delle richieste della Provincia il Comune ha elaborato una nuova tavola riguardante le tutele dei vincoli storici ed ambientali e paesaggistici—Tale tavola deve essere modificata e le indicazioni da seguire sono lunghe 3 pagine!!! Intesa condizionata
121
Nonostante il Comune abbia accettato le indicazioni della Provincia, in realtà Non ha modificale le tavole né le norme scritte

INOLTRE
Nel documento finale del VAS e VALSAT non si può ignorare che la concessione di parere favorevole da parte della Provincia è SUBORDINATA al recepimento di ben 4 condizioni.

-         Necessario garantire un rispetto di tutte le prescrizioni contenute nel documento di Valsat del psc e delle azioni di mitigazione e/o compensazione definite in riferimento alle azioni di Piano.
-         Necessario garantire il rispetto di tutte le prescrizioni e le condizioni presenti all’interno dei pareri formulati dai soggetti con competenze in materia ambientale coinvolti nel processo di valutazione ambientale del psc.
-         Necessario approfondire il SISTEMA DI VALUTAZIONE AMBIENTALE…. tenendo conto anche di RAGIONEVOLI ALTERNATIVE…

Occorre anche precisare che esaminando gli elaborati finali che il comune ci propone emerge che altri elementi di particolare importanza sono stati vistosamente dimenticati.

Alcune considerazioni politiche sono d’obbligo:

Consultando le varie schede allegate si evince che si  prevede la possibilità di trasformare una superficie territoriale pari a mq. 493.338  con una superficie lorda pari a mq.64.134 per uso residenziale un numero di abitanti teorici insediabili pari a circa 1.600..
 Il futuro sarà dunque un futuro di crescita demografica, la questione è dunque quanto? Sappiamo quale sarà la tipologia di nuovi residenti? E da cosa saranno attratti da Caorso? Da quale zona proveranno? In quanti anni dovrebbe realizzarsi questo aumento? Perché queste 1600 persone dovrebbero venire a vivere a Caorso e cosa importante qual è il loro profilo sociale?
 Come è possibile stabilire una crescita di questo livello se negli ultimi anni non vi è stato nessun incremento. Ad oggi è possibile affermare che il comune di caorso presenta  fenomeni quale l’invecchiamento della popolazione, la diminuzione dei componenti medi della famiglia, la mortalità supera la natalità, l’andamento demografico è negativo, nonostante l’aumento significativo dei flussi migratori. Paragonando il trend demografico del nostro comune con i comuni compresi dell’area centrale 1* cintura si evidenzia che Caorso è l’unico comune che in questi ultimi anni non è cresciuto, un paese che si sta spopolando se non arrivano gli immigrati c’era da partire con l’operazione abbattimento dell’esistente.
 Questa è la situazione reale, ma è lecito pensare che se si prendevano come base questi dati non sarebbe giustificato costruire un monolocale, alla fine questi sono i fondamentali della legge regionale 20/2000, prevedere  il consumo di suolo quando non ci siano alternative e il dimensionamento  del piano deve essere basato sul reale fabbisogno. Voi ci proponete un piano basato su previsioni di crescita demografica  non attendibile, al di fuori della realtà.  
E’ evidente che il documento di piano è accompagnato da un abbondante razione di retorica.Per questa amministrazione fare esercizi di immaginazione, pensare ad altri mondi è indubbiamente un esercizio imprescindibile. Peccato che quando si tratta di urbanistica succede in genere che le cose belle non si realizzano e l’unica cosa che avanza sia il cemento, il costruito. Infarcire dunque il documento di pianificazione territoriale di richiami alla qualificazione alla sostenibilità, all’ambiente, alla qualità della vita, e’ un’ espediente per distogliere l’attenzione dai processi reali. Insomma tutta quella narrazione in cui si prova a vendere un futuro migliore per tutti gli abitanti di un territorio serve a coprire la richiesta di ulteriore consumo di territorio. Di ulteriore edificato, di ulteriore cemento. Ecco vorrei dirlo in modo chiaro e poi provare ad argomentarlo che questo Psc punti a questo a legittimare una ulteriore ondata di edificazioni, in fondo è così che la pensano molti amministratori. Questa scelta alla fine porta consumo del suolo agricolo,trasformazione del paesaggio, crescente bisogno di infrastrutture e di nuovi servizi, impermeabilizzazioni del territorio con conseguente dissesto idrogeologico. Chi paga poi tutto questo. I cittadini  con l’aumento delle imposizioni fiscali.
Questa indeterminatezza impedirà una realistica programmazione dei bilanci comunali e ci chiediamo quale sarà il costo di questa crescita in termini di esigenza di nuovi servizi primi fra tutti quelli scolastici a partire dal nido, di adeguamento delle reti infrastrutturali ( conduttore dell’acqua, impianti fognari ecc. e di crescita della mobilità ? Ma soprattutto il Psc ragiona di questi bisogni emergenti? Già ora Caorso ha servizi sottodimensionati rispetto alle esigenze della popolazione, ci domandiamo con preoccupazione crescente quali risposte verranno date alle nuove aree urbanizzate.. Insomma Amministratori usate le proiezioni demografiche costruite in modo discutibile per legittimare l’esigenza di costruire ancora case. Programmate l’incremento di popolazione ma non programmate il fabbisogno dei servizi. Se il comune ritiene invece che la sostenibilità delle previsioni sia garantita, avete l’onere di dimostrare come siete arrivati a questa conclusione dal punto di vista scientifico e tecnico.
Vorremmo spendere due parole sull’osservazione n.69 l’amministrazione comunale dichiara che in Caorso non si rileva la necessità di edilizia residenziale sociale, non esiste domanda pregressa. Ora ci vediamo costretti a sbugiardarvi questa è la graduatoria di assegnazione alloggi ERP ottavo aggiornamento anno 2011, le domande sono ventisei. Le domande pregresse esistono e come. Sappiamo che sarà il POC ha definire quali saranno le aree e il fabbisogno, sin da ora vi garantiamo il nostro impegno per bloccarvi l’iter del prossimo strumento edilizio  se non definirà la modalità di risposta.  Si vuole precisare  la legge regionale e il ptcp all’art 78 parlano chiaro.
una delle più interessanti modifiche apportate dalla legge regionale è l’introduzione di un nuovo istituto, quello dell’edilizia residenziale sociale, per la prima volta si chiede alla pianificazione generale strategica di farsi carico delle politiche abitative.  La legge ci dice che nel definire il dimensionamento complessivo dei nuovi insediamenti residenziali previsti dal piano comunale, sia riservata una quota minima del 25%  per la costruzione di alloggi di edilizia residenziale sociale, dando la possibilità ai comuni di alzare la quota. Occorre anche soddisfare le esigenze abitative delle persone anziane , visto e considerato che nel quadro conoscitivo emerge con chiarezza l’invecchiamento della popolazione-

Ambiti specializzati per insediamenti produttivi :

Il psc prevede una superficie lorda pari mq. 1.213.787  ad uso produttivi ed artigianali , con una quota di superficie lorda utile di una previsione pari a mq.546.204.

Ambito APS 01 S.Nazzaro -Caorso
Ambito APC 1
FOSSADELLO
Ambito APC 2
Caorso ovest
Ambito AN 6
Fossadello
Superficie territoriale
Mq. 843.307

Mq. 339.166

Mq.16.157

Mq. 15.157

Per quanto riguarda l’ambito s.nazzaro caorso ,rispettiamo l’accordo di pianificazione sottoscritto  con la Provincia, il quale prevede una lunga serie di impegni da parte del comune, essendo prevalentemente a vocazione logistica di portata nazionale e internazionale,andrà a coordinarsi con le altre aree territoriali di movimentazione merci al fine di favorire la qualificazione del sistema piacentino come piattaforma logistica integrata e si caratterizzerà come area ecologicamente attrezzata. Con tale previsione raggiungeremo due pessimi risultati il consumo di suolo fertile e l’aumento del traffico, con buona pace di chi sostiene che un’opera del genere non ha impatti ambientali e che sono importanti le opere di mitigazione.
Ma quali opere di mitigazione si possono fare su un’area così grande? qualche ambientalista a favore del progetto me lo dovrebbe spiegare. Cosè un Polo logistico? E’ un’immensa colata di cemento.  Vogliamo ricordare che il comune di caorso risulta essere tra i comuni maggiormente a rischio in riferimento all’elevata concentrazione di PM10 , le concentrazioni elevate sono dovute alle attività dislocate in prossimità dell’asse autostradale ,

Speriamo che la realizzazione di questa vasta area porti alla creazione di tanti posti di lavoro, 

La provincia impone lo stralcio del porto fluviale

E’ obbligo spendere due parole per quanto riguarda Il porto fluviale sul Po prescritto dal Ptcp, a pag.56 vale la pena riportare quanto è trascritto sul documento d’intesa “ non essendo stati prodotti tutti gli approfondimenti necessari previsti nel ptcp non sussistono le condizioni per l'elaborazione e la sottoscrizione dell'Accordo Territoriale tra i vari comuni  e, quindi per il recepimento negli strumenti urbanistici….si rimanda,
 questo significa che state approvando un piano che presto dovrà essere assoggettato a variante? Oppure vi è l’abbandono di tale opera ,ci pare che avete riposto attese di crescita del paese su tale struttura.
A nostro parere avete approcciato la faccenda in materia troppo semplicistica e superficiale. Siamo della convinzione che un tale intervento così come era previsto può arrecare situazioni di criticità legata alla naturalità e alla in contaminazione della natura, la previsione ha una certa espansione e risulta adiacente alle zone Sics-zps, dove vi è la presenza di un’oasi di protezione faunistica legata all’Oasi de Pinedo, comporta una serie di svantaggi legati essenzialmente alla posizione all’interno del contesto territoriale. Comunque risulta interessante capire le motivazioni per cui la provincia impone lo stralcio, non è adeguato al PTCP, anche qui non siete stati in grado di svolgere il compitino vi siete limitati  al numero di barche. In definitiva, vorremmo che fosse maturata la consapevolezza che fare un porto non significa semplicemente chiudere un’insenatura con un braccio di blocchi e cemento, noi abbiamo zone di particolare bellezza, che vanno preservate e integrate nel nuovo ambiente che si intende realizzare , ora la Provincia vi da tempo 3 anni dalla approvazione del medesimo piano provinciale per adeguarvi,  vedremo il da farsi…

Due parole per quanto riguarda la Valsat :
Il nostro territorio ha avuto un’espansione edilizia notevole, ma questo sviluppo urbanistico ha finito per trascurare principalmente i fattori ambientali e sociali dell’insediamento, con conseguenze che si stanno inevitabilmente manifestando. La relazione valsat contiene una presa d’atto di queste problematiche e viene evidenziata la necessità di ricercare un rimedio purtroppo la soluzione che si prospetta è nuovamente individuata nelle previsioni di nuovi alloggi e nuovi capannoni, in numero eccessivo, inseguendo una logica di perequazione monetizzata..
Lo strumento perequativo non favorisce le piccole imprese. L’amministrazione comunale ha previsto un contributo perequativo nello specifico ha definito 20 euro mq di superficie lorda utile per le funzioni residenziali e 60 euro al mq. di superficie lorda utile per le funzioni produttive.
Vogliamo porre l’accenno sul rapporto di sviluppo di impresa e sviluppo edilizio  previsto sul nostro territorio si è portato avanti una politica economica di sostegno a piccole e medie imprese, da qualche tempo a questa parte vi sono stati insediamenti di alcuni grandi gruppi. Questo è valso sia nel settore delle costruzioni che in quelle delle produzioni e del commercio. Noi dobbiamo aiutare le imprese locali, con lo strumento perequativo individuato rischia di tagliare le gambe alle piccole imprese, che mai si potrebbero permettere investimenti ed esposizioni finanziarie così importanti. La possibilità quindi di edificare nuovi alloggi sul nostro territorio favorirà così solo investimenti di grandi gruppi di costruttori.
Stesso discorso vale per gli insediamenti produttivi le aree previste non sono certo della portata di piccoli imprenditori che non possono disporre di grandi risorse ed hanno maggiore difficoltà di accesso al credito bancario.
Non dimentichiamoci :

Altro problema l’Imu: “Per ora l’Ufficio delle Entrate prevede di applicare un’Imu ridotta sui terreni edificabili previsti nel Psc. Se ci atteniamo all’ipotesi dei 20 anni di validità del fabbisogno abitativo ci potrebbero essere dei proprietari obbligati a pagare l’Imu, seppur  ridotta, su terreni edificabili che verrebbero inseriti nell’ultimo Poc dopo 20 anni di attesa. In questo senso puntare sulla rigenerazione, limitare la nuova espansione e limitare il consumo del territorio creerebbe meno problemi fiscali”.

E’ stata usata la leva urbanistica per incassare oneri, la vostra scelta non è stata quella di creare sviluppo sobrio ed equilibrato del territorio, nessun sviluppo di qualità che guarda oltre la crisi, espansione equivale a oneri di urbanizzazione. Negli ultimi anni, anche a fronte delle difficoltà di bilancio sono stati utilizzati gli oneri di urbanizzazione per le spese correnti e il recente mille proroghe l’ha confermata. In poche parole gli oneri sono diventati l’ancora di salvezza dei bilanci, favorendo però un circuito vizioso, l’inserimento nei piani di nuove previsioni edificatorie è un effetto perverso dell’applicazione scorretta della norma. Tutto ciò a discapito di investimenti reali sui servizi che peggiorare così come la qualità della vita. Ovviamente anche in una realtà piccola come Caorso tutto ciò si è reso sempre più evidente. E’ un fatto molto grave ed emblematico di come il Comune in modo autonomo ed indipendente, a detrimento della tutela ambientale, paesaggistica e sociale, approviamo piani urbanistici sovradimensionati  al solo scopo di assicurare gli oneri di urbanizzazione alle casse comunali e il sicuro consenso dei gruppi di interesse favoriti, occorre porre uno stop alla pratica devastante del consumo di suolo agricolo, a cominciare dai consigli comunali. Sappiamo che non saremo ascoltati perchè la politica urbanistica che la Giunta ha fatto e intende continuare a fare è in clamorosa contraddizione con i principi di tutela ambientale.  A parole proclamate la tutela, poi quando si tratta di mettere nero su bianco esce la vostra vera personalità. Concludo ,
Insomma vista l’insensibilità dei nostri amministratori sulla questione viene proprio da chiedersi: dalla cementificazione ci salverà la crisi?



Dichiarazione di voto

Leggo una lettera apparsa sulla stampa del 9 dicembre 2011 scritta da Paolo Pileri docente del Policlinico di Milano.

Cari Comuni, custodi dell’identità nazionale tra valli, campagne e pianure, con la reintroduzione dell’ICI, ribattezzata IMU, non ci sono più scuse per consumare suolo per incamerare gli oneri di urbanizzazione per i bilanci locali. Se quest’ora richiede coraggio, voi avete un altro appuntamento non meno importante: quello con il paesaggio di questa Italia che tutto il mondo apprezza. Tra le vostre mani avete la possibilità di fermare i consumi di suolo di un Paese che non cresce demograficamente ai ritmi delle terre edificate: siamo attorno alla pazzesca stima di 120-150 ettari al giorno. Siete voi che progettate e approvate i piani urbanistici che sono il quarto pilastro dell’ambientalismo moderno, positivo e costruttivo, strumento principale per sottrarre l’ambiente al «libero gioco» delle forze di mercato.
La tutela del suolo quale risorsa ambientale e bene comune è una priorità ed è quasi tutta nelle vostre mani. Certo, anche regioni e province hanno grosse responsabilità. Ma voi, con i vostri piani urbanistici, potreste dare una risposta cruciale per lasciare al paese e ai suoi futuri abitanti quel che rimane della bellezza delle campagne, delle colline, delle valli alpine e dei versanti a mare. Fermate i piani che state elaborando: rispedite al mittente le richieste di edificazione inutili da un punto di vista urbanistico e utili per i tornaconti finanziari che, però, lo avete toccato con mano, vi generano ulteriori spese che si scaricano sul futuro: una sorta di girone perverso. Il suolo libero che è stato urbanizzato era agricolo nel 90% dei casi.
L’urbanizzazione speculativa di questi ultimi 15 anni non ha solo degradato il nostro paesaggio  ma ha diminuito la nostra produzione agricola contribuendo ad aumentare la nostra dipendenza da altri mercati e dal costo dell’energia. Possiamo permettercelo? No. Dobbiamo tutelare i nostri suoli agricoli che producono il cibo più buono del mondo e insieme a tutti gli spazi aperti (i prati e le foreste italiane), ci fanno respirare e ci preservano dai danni delle alluvioni.

* docente Politecnico di Milano

Voi cari amministratori di maggioranza non avete usato la parola chiave: Il coraggio 

Il coraggio è quello di cambiare decisamente nelle politiche urbanistiche, dando precedenza al valore ambientale del territorio, salvaguardando l’agricoltura ed evitando nuovi consumi di suoli, ma anche cambiare stile di vita individuale e stile di vita delle amministrazioni. Il tema dello sviluppo urbanistico deve trovare un punto di equilibrio tra tutele dell’ambientale e necessità di rilanciare un comparto vitale e fondamentale come quello dell’edilizia che ovviamente non può permettersi di scomparire, voi dovevate farvi carico di una una strategia che coniugava flessibilità e capacità di adattamento alle diverse esigenze.

Ricordo in conclusione, che il percorso si chiude con il Regolamento urbanistico. Ci auguriamo che lo si possa fare celermente, almeno entro la fine del mandato amministrativo, che lo si possa fare con maggiore realismo, fermezza rispetto le pressioni esterne, basandosi su un disegno concreto. Cerchiamo di recuperare con il regolamento urbanistico, spazi di partecipazione, di collaborazione vera con le opposizioni, di concretezza sui percorsi possibili e progettualità praticabili per il bene del nostro comune.
Chiudo affermando che noi esprimiamo un profondo disagio sull’operato e sulle modalità con cui avete trattato la materia , un ringraziamento all’architetto Tansini è doveroso, il quale si è adoperato per sistemare, adattare e rifare in pratica tutto il psc, anche
 Crediamo che dai nostri interventi sia emerso chiaramente che il nostro voto è contrario.
Il nostro gruppo esprime voto contrario