mercoledì 9 ottobre 2013

Stangata Tares, intervento del capogruppo Carmen Giovanna Garilli



GRUPPO CONSILIARE " CAORSO LIBERO"

Intervento Consiglio comunale del 28 settembre 2013 capogruppo Carmen Giovanna Garilli, in allegato confronto tariffe simulate e precedenti

TARES 2013


In questa occasione, oltre ad esaminare le parti principali del regolamento, faremo alcune brevi riflessioni più generali sul nuovo tributo. Non mi dilungherò più di tanto su quanto hanno fatto o stava facendo il governo Monti e il governo Letta su questo tema così delicato. Probabilmente non mi basterebbe il tempo che ho a disposizione. In ogni caso, fatta questa breve premessa, il nostro gruppo auspica che la discussione sul tributo sulla raccolta differenziata non si esaurisca in questa occasione. Il Consiglio dei Ministri, nella riunione del 28 agosto ha approvato le linee guide della nuova service tax, la nuova tassa che dovrebbe andare a sostituire l’imu eTares .
Con la crisi di governo non sappiamo quello che ci aspetta, doveva essere emanata una riforma che riguardava queste due tasse,  Speriamo che su questo tema ci si possa tornare  nei prossimi mesi con una riforma che ci porti a un superamento di tali tributi, e che il futuro governo coinvolga oltre al Parlamento anche i comuni, visto che la service tax dovrà essere disegnata.
 Veniamo a noi tale delibera è di competenza del consiglio comunale è bene precisare che  i consiglieri di minoranza  non  sono stati resi partecipi, questo regolamento ci è stato recapitato già pre confezionato, Ci troviamo a dover discutere, blindati sul contenuto, in velocità, senza poter approfondire nel dettaglio tematiche importanti,  non è la prima volta avremmo dovuto abituarci ormai sono quattro anni che la maggioranza prosegue su questa strada e ,quindi ancora una volta noi diciamo che non condividiamo il metodo adottato nell’elaborazione del provvedimento  e ne dei contenuti.
Questo nuovo tributo cambia completamente la natura del tipo di prelievo che si effettuerà sui cittadini per il pagamento della raccolta differenziata. Infatti per le utenze domestiche non vi sarà più un pagamento di quanto dovuto calcolato esclusivamente sulla base dei metri quadrati, ma stavolta avrà un peso importante anche il numero dei componenti del nucleo familiare.
 A parità di dimensioni dell’abitazione è abbastanza ovvio che produce più rifiuti una famiglia di 5 persone rispetto a una famiglia di 2 persone.
 Mentre per le utenze non domestiche, non vi sarà più una tariffa a metro quadrato, ma anche in questo caso si calcolerà sulla base di coefficienti di produzione e distinti per ogni categoria di attività produttiva. Altra grossa novità riguarda l’obbligo della copertura dei costi derivanti dalla raccolta e dallo smaltimento dei rifiuti, completamente sui cittadini, il nostro comune aveva già fatto questa scelta per il 2012 la tarsu era a carico completamente alla cittadinanza.
La nuova Tares non coprirà solo i costi della raccolta dei rifiuti ma riguarderà anche la componente servizi indivisibili. Questa, in modo del tutto assurdo è stata quantificata in € 0,30 a metro quadrato e non sono pochi coloro che hanno forti dubbi sulla legittimità di tale prelievo. Non è casuale che ci siamo soffermati su queste importanti novità. Il regolamento che ci viene proposto è composto da ben 7 titoli suddivisi in 31 articoli, ma non li esamineremo tutti.
 Ci soffermeremo sui principali, su quelli più importanti e significativi che riguardano soprattutto le questioni poste poco fa. Partiamo da un presupposto.
Il tributo lo deve pagare chiunque il presupposto è il possesso, l’occupazione o detenzione, a qualsiasi titolo anche di fatto, locali o aree scoperte a qualunque uso adibiti, suscettibili di produrre rifiuti urbani e assimilati. Questo è quanto recita il comma 1 dell’articolo 5 del regolamento, mentre nei commi successivi troviamo l’elenco delle parti incluse ed escluse dal pagamento. Sono ovviamente esclusi dal versamento del tributo i locali e le aree che non possono produrre rifiuti.
Come detto prima, il tributo comunale è istituito per la copertura integrale dei costi di investimento e di esercizio relativi al servizio di gestione dei rifiuti urbani e assimilati, Non vi è più la possibilità per l’ente locale di farsi carico di una parte più o meno significativa del costo della raccolta, ma oltre alle riduzioni, l’articolo 14 del d.l. 201 del 2011 prevede che il Consiglio Comunale possa deliberare delle agevolazioni a carico del proprio bilancio.
Dopo un attenta disamina del regolamento , possiamo affermare che le riduzioni proposte non sono necessarie per alleggerire il peso tributario nei confronti né dei cittadini, dell’aziende e delle imprese non stò qui elencarle, lo faremo in sede di discussione sul piano finanziario, diciamo solo che ci sono ulteriori agevolazioni che potevano essere deliberate se intese come aiuti di tipo sociale e di aiuto alle famiglie, questo è quanto riportato in alcuni corsi sulla Tares alla quale ho pure partecipato personalmente..  Non solo non sono sufficienti le riduzioni, ma non viene messe in pratica nessuna agevolazione. Nessun aiuto quindi alla famiglia numerosa, la dove la situazione lo richiedeva, applicando sconti magari per ciascun componente del nucleo familiare, un aiuto importante si poteva prevedere per le fascie più deboli, vedi anziani costretti a vivere con pensioni da fame, insomma bastava avere la volontà e le risorse ovviamente per alleviare un po’ il dolore.
Per le utenze non domestiche, la crisi  che stanno subendo le attività economiche è pesantissima e gli aumenti che determina la Tares sono in alcuni casi insostenibili. Tutti sappiamo che difficoltà che stanno affrontando le attività imprenditoriali,tutti sappiamo le difficoltà di alcune categorie di commercianti già fin troppo vessati, qualche esempio e poi lo vedremo meglio nel dettaglio con il prossimo punto all’ordine del giorno, ristoranti pizzerie , fruttivendoli subiranno aumenti nell’ordine del 60-70%, le attività artigianali subiranno aumenti che si avvicinano al 70%, molti di loro in questo periodo di crisi sceglieranno la chiusura, , significa nuova disoccupazione, significa altra gente che chiede aiuti al Comune. Le case di riposo aumenti persino del 100%, le rette di ricovero schizzeranno alle stelle: Chi le pagherà? Molto probabilmente saranno coinvolte le amministrazioni comunali per questo motivo era doveroso valutare attentamente tutte queste situazioni portando aiuti significativi, voi avete fatto solo un ragionamento ragionieristico.
Avete deciso di non applicare nessun sconto per l’unico occupante, ritenete che i nuclei familiari singoli siano già per se tutelati, viene abbassata la riduzione dal 60% al 30% rispetto alla tarsu ,se la distanza dell’utenza dal più vicino punto di raccolta eccede i 500 mt, consideriamo che il nostro territorio è composto da parecchie case sparse, la maggior parte di queste risiedono anziani,  quindi vengono ulteriormente penalizzati chi deve percorrere tragitti più lunghi per conferire i rifiuti prodotti all’ecocentro.  
Non abbiamo riscontrato nessuna misura di riduzione di Tares per quanto riguarda i bar o gli esercizi pubblici che sceglieranno di non istallare o che  decidono di togliere le slot machine, nessuna misura concreta, lei sindaco che tutti i giorni appare sui giornali  per combattere contro il gioco d’azzardo per il paese dove governa cosa ha fatto? Nulla proprio nulla, solo parole, solo pagine di giornali e nulla più. 
 Inoltre i cittadini dovranno pagare l’IVA, anche se non dovuta, poiché il soggetto gestore fatturerà il costo IVA sul servizio reso al Comune che, come tale, non può scaricarlo. Le imprese invece che oggi fatturano e recuperano l’IVA pagata direttamente al gestore del servizio, in questo modo non potranno più recuperarla, occorre quindi impegnare il Governo futuro a sviluppare uno strumento di gestione per i rifiuti di natura corrispettiva e non tributaria, che oltre a rispondere a maggiori requisiti di equità, permetterebbe anche un miglior governo dei rifiuti e in questo modo si potrebbe anche scaricare l’IVA. Questa modalità, per la verità, sarebbe anche più compatibile con gli indirizzi dell’Unione europea che abbiamo conosciuto in questa materia.
A completare il quadretto delle novità negative il pagamento del tributo non slitta  all’anno successivo come invece accadeva con la Tarsu.
Questo determina una doppia imposizione per il 2013 e per il 2014 che non tutte le famiglie e le imprese non sono in grado di sopportare. Per quanto riguarda il pagamento del tributo sono state fissate le scadenze, 31 luglio, 31 ottobre 20 12 non avete nemmeno tenuto conto che i Cittadini pensionati riscuotono il proprio stipendio pensionistico solamente il giorno dopo, il 1° di ogni mese, oltre al fatto che il Comune di Caorso abbia sottovalutato la contingente situazione economica e sociale che costringe molti cittadini e famiglie ad una gestione del bilancio famigliare scrupolosa ed attenta, nella quale richieste di questo tipo creano stress gratuiti che dovrebbero essere risparmiati da parte di una pubblica amministrazione che voglia essere attenta ai bisogni dei suoi amministrati.
 Ma qualcosa l’amministrazione comunale ha fatto per alleviare il dolore si è premunita, inviando a tutta la cittadinanza una bella letterina, scaricando ovviamente tutte le responsabilità al governo centrale, non ha detto ai cittadini che il consiglio comunale poteva deliberare agevolazioni a proprio carico sul bilancio, è ovvio mica poteva dire siamo in bolletta, in sostanza l’ennesima in presa in giro.
Questo è in breve quello che prevede la Tares per il Comune di Caorso in questo 2013 Mi avvio alla conclusione dalla vostra proposta Se ne trae una situazione drammatica che non riuscite   tamponare.  Da una parte una norma che in alcuni punti rasenta la follia pura. Il nostro personalissimo parere è che in tanti, troppi, quel 6 dicembre del 2011, quando è stato approvato l’articolo 14 del decreto legge numero 201 non avessero la minima idea di quale danno si stava andando a compiere. Non è possibile approvare una cosa simile. L’introduzione di quel decreto recita testualmente: “ritenuta la straordinaria necessità di emanare disposizioni per il consolidamento dei conti pubblici, al fine di garantire la stabilità economico-finanziaria del Paese nell’attuale eccezionale situazione di crisi internazionale e nel rispetto del principio di equità, nonché di adottare misure dirette a favorire la crescita, lo sviluppo e la competività”. Ecco questa introduzione, una volta superata la prima parte in cui si parla di far quadrare i conti pubblici, lascerebbe presagire che vi sono misure per lo sviluppo e la crescita. Bisognerebbe chiedere ai baristi, ai ristoratori caorsani, alle nostre imprese e alle nostre famiglie se questa nuova Tares permetterà loro di crescere o se invece sarà l’ennesima batosta che si troveranno a subire. Parlo di loro perché,come spiegato prima sono il caso estremo di questa norma assurda, ma parlo anche di voi che come al solito non riuscite mai a mettere una pezza e fare da ammortizzatore.

Dichiarazione di voto.


Il nostro voto è contrario, non perché l’amministrazione possa  cambiare la legge ma perché può introdurre dei correttivi a favore di chi è maggiormente penalizzato,   l’amministrazione comunale pur avendo gli strumenti non ha messo in campo nessuna agevolazione che noi riteniamo necessaria. Si continua a chiedere grandi sacrifici ai cittadini, ma non solo, perché nella lista dei paganti vanno inclusi anche i commercianti e le imprese che, considerato il nostro territorio, stanno soffrendo da troppo tempo.