GRUPPO CONSILIARE " CAORSO LIBERO"
Intervento Consiglio comunale del 28 settembre 2013 capogruppo Carmen Giovanna Garilli, in allegato confronto tariffe simulate e precedenti
TARES 2013
In questa occasione, oltre ad esaminare le
parti principali del regolamento, faremo alcune brevi riflessioni più generali
sul nuovo tributo. Non mi dilungherò più di tanto su quanto hanno fatto o stava
facendo il governo Monti e il governo Letta su questo tema così delicato.
Probabilmente non mi basterebbe il tempo che ho a disposizione. In ogni caso,
fatta questa breve premessa, il nostro gruppo auspica che la discussione sul
tributo sulla raccolta differenziata non si esaurisca in questa occasione. Il
Consiglio dei Ministri, nella riunione del 28 agosto ha approvato le linee
guide della nuova service tax, la nuova tassa che dovrebbe andare a sostituire
l’imu eTares .
Con la crisi di governo non sappiamo quello che ci aspetta,
doveva essere emanata una riforma che riguardava queste due tasse, Speriamo che su questo tema ci si possa
tornare nei prossimi mesi con una
riforma che ci porti a un superamento di tali tributi, e che il futuro governo
coinvolga oltre al Parlamento anche i comuni, visto che la service tax dovrà
essere disegnata.
Veniamo a noi tale delibera è di competenza del consiglio comunale è bene
precisare che i consiglieri di
minoranza non sono stati resi partecipi, questo regolamento
ci è stato recapitato già pre confezionato, Ci troviamo a dover discutere,
blindati sul contenuto, in velocità, senza poter approfondire nel dettaglio
tematiche importanti, non è la prima
volta avremmo dovuto abituarci ormai sono quattro anni che la maggioranza
prosegue su questa strada e ,quindi ancora una volta noi diciamo che non
condividiamo il metodo adottato nell’elaborazione del provvedimento e ne dei contenuti.
Questo nuovo tributo cambia completamente la
natura del tipo di prelievo che si effettuerà sui cittadini per il pagamento
della raccolta differenziata. Infatti per le utenze domestiche non vi sarà più
un pagamento di quanto dovuto calcolato esclusivamente sulla base dei metri
quadrati, ma stavolta avrà un peso importante anche il numero dei componenti
del nucleo familiare.
A
parità di dimensioni dell’abitazione è abbastanza ovvio che produce più rifiuti
una famiglia di 5 persone rispetto a una famiglia di 2 persone.
Mentre
per le utenze non domestiche, non vi sarà più una tariffa a metro quadrato, ma
anche in questo caso si calcolerà sulla base di coefficienti di produzione e
distinti per ogni categoria di attività produttiva. Altra grossa novità
riguarda l’obbligo della copertura dei costi derivanti dalla raccolta e dallo
smaltimento dei rifiuti, completamente sui cittadini, il nostro comune aveva
già fatto questa scelta per il 2012 la tarsu era a carico completamente alla
cittadinanza.
La nuova Tares non coprirà solo i costi della
raccolta dei rifiuti ma riguarderà anche la componente servizi indivisibili.
Questa, in modo del tutto assurdo è stata quantificata in € 0,30 a metro
quadrato e non sono pochi coloro che hanno forti dubbi sulla legittimità di
tale prelievo. Non è casuale che ci siamo soffermati su queste importanti
novità. Il regolamento che ci viene proposto è composto da ben 7 titoli
suddivisi in 31 articoli, ma non li esamineremo tutti.
Ci
soffermeremo sui principali, su quelli più importanti e significativi che
riguardano soprattutto le questioni poste poco fa. Partiamo da un presupposto.
Il tributo lo deve pagare chiunque il
presupposto è il possesso, l’occupazione o detenzione, a qualsiasi titolo anche
di fatto, locali o aree scoperte a qualunque uso adibiti, suscettibili di
produrre rifiuti urbani e assimilati. Questo è quanto recita il comma 1
dell’articolo 5 del regolamento, mentre nei commi successivi troviamo l’elenco
delle parti incluse ed escluse dal pagamento. Sono ovviamente esclusi dal
versamento del tributo i locali e le aree che non possono produrre rifiuti.
Come detto prima, il tributo comunale è
istituito per la copertura integrale dei costi di investimento e di esercizio
relativi al servizio di gestione dei rifiuti urbani e assimilati, Non vi è più
la possibilità per l’ente locale di farsi carico di una parte più o meno
significativa del costo della raccolta, ma oltre alle riduzioni, l’articolo 14
del d.l. 201 del 2011 prevede che il Consiglio Comunale possa deliberare delle
agevolazioni a carico del proprio bilancio.
Dopo un attenta disamina del regolamento ,
possiamo affermare che le riduzioni proposte non sono necessarie per
alleggerire il peso tributario nei confronti né dei cittadini, dell’aziende e
delle imprese non stò qui elencarle, lo faremo in sede di discussione sul piano
finanziario, diciamo solo che ci sono ulteriori agevolazioni che potevano
essere deliberate se intese come aiuti di tipo sociale e di aiuto alle
famiglie, questo è quanto riportato in alcuni corsi sulla Tares alla quale ho
pure partecipato personalmente.. Non
solo non sono sufficienti le riduzioni, ma non viene messe in pratica nessuna
agevolazione. Nessun aiuto quindi alla famiglia numerosa, la dove la situazione
lo richiedeva, applicando sconti magari per ciascun componente del nucleo
familiare, un aiuto importante si poteva prevedere per le fascie più deboli,
vedi anziani costretti a vivere con pensioni da fame, insomma bastava avere la
volontà e le risorse ovviamente per alleviare un po’ il dolore.
Per le utenze non domestiche, la crisi che stanno subendo le attività economiche è
pesantissima e gli aumenti che determina la Tares sono in alcuni casi
insostenibili. Tutti sappiamo che difficoltà che stanno affrontando le attività
imprenditoriali,tutti sappiamo le difficoltà di alcune categorie di
commercianti già fin troppo vessati, qualche esempio e poi lo vedremo meglio
nel dettaglio con il prossimo punto all’ordine del giorno, ristoranti pizzerie
, fruttivendoli subiranno aumenti nell’ordine del 60-70%, le attività
artigianali subiranno aumenti che si avvicinano al 70%, molti di loro in questo
periodo di crisi sceglieranno la chiusura, , significa nuova disoccupazione,
significa altra gente che chiede aiuti al Comune. Le case di riposo aumenti
persino del 100%, le rette di ricovero schizzeranno alle stelle: Chi le
pagherà? Molto probabilmente saranno coinvolte le amministrazioni comunali per
questo motivo era doveroso valutare attentamente tutte queste situazioni
portando aiuti significativi, voi avete fatto solo un ragionamento
ragionieristico.
Avete deciso di non applicare nessun sconto
per l’unico occupante, ritenete che i nuclei familiari singoli siano già per se
tutelati, viene abbassata la riduzione dal 60% al 30% rispetto alla tarsu ,se
la distanza dell’utenza dal più vicino punto di raccolta eccede i 500 mt,
consideriamo che il nostro territorio è composto da parecchie case sparse, la
maggior parte di queste risiedono anziani, quindi vengono ulteriormente penalizzati chi
deve percorrere tragitti più lunghi per conferire i rifiuti prodotti all’ecocentro.
Non abbiamo riscontrato nessuna misura di
riduzione di Tares per quanto riguarda i bar o gli esercizi pubblici che
sceglieranno di non istallare o che
decidono di togliere le slot machine, nessuna misura concreta, lei
sindaco che tutti i giorni appare sui giornali
per combattere contro il gioco d’azzardo per il paese dove governa cosa
ha fatto? Nulla proprio nulla, solo parole, solo pagine di giornali e nulla
più.
Inoltre i cittadini dovranno pagare
l’IVA, anche se non dovuta, poiché il soggetto gestore fatturerà il costo IVA
sul servizio reso al Comune che, come tale, non può scaricarlo. Le imprese
invece che oggi fatturano e recuperano l’IVA pagata direttamente al gestore del
servizio, in questo modo non potranno più recuperarla, occorre quindi impegnare
il Governo futuro a sviluppare uno strumento di gestione per i rifiuti di
natura corrispettiva e non tributaria, che oltre a rispondere a maggiori
requisiti di equità, permetterebbe anche un miglior governo dei rifiuti e in
questo modo si potrebbe anche scaricare l’IVA. Questa modalità, per la verità,
sarebbe anche più compatibile con gli indirizzi dell’Unione europea che abbiamo
conosciuto in questa materia.
A completare il quadretto delle novità
negative il pagamento del tributo non slitta all’anno successivo come invece accadeva con
la Tarsu.
Questo determina una doppia imposizione per
il 2013 e per il 2014 che non tutte le famiglie e le imprese non sono in grado
di sopportare. Per quanto riguarda il pagamento del tributo sono state fissate
le scadenze, 31 luglio, 31 ottobre 20 12 non avete nemmeno tenuto conto che i Cittadini pensionati riscuotono il
proprio stipendio pensionistico solamente il giorno dopo, il 1° di ogni mese, oltre
al fatto che il Comune di Caorso abbia sottovalutato la contingente situazione
economica e sociale che costringe molti cittadini e famiglie ad una gestione
del bilancio famigliare scrupolosa ed attenta, nella quale richieste di questo
tipo creano stress gratuiti che dovrebbero essere risparmiati da parte di una
pubblica amministrazione che voglia essere attenta ai bisogni dei suoi
amministrati.
Ma qualcosa
l’amministrazione comunale ha fatto per alleviare il dolore si è premunita,
inviando a tutta la cittadinanza una bella letterina, scaricando ovviamente
tutte le responsabilità al governo centrale, non ha detto ai cittadini che il
consiglio comunale poteva deliberare agevolazioni a proprio carico sul
bilancio, è ovvio mica poteva dire siamo in bolletta, in sostanza l’ennesima in
presa in giro.
Questo è in
breve quello che prevede la Tares per il Comune di Caorso in questo 2013 Mi
avvio alla conclusione dalla vostra proposta Se ne trae una situazione drammatica
che non riuscite tamponare. Da una parte una norma che in alcuni punti
rasenta la follia pura. Il nostro personalissimo parere è che in tanti, troppi,
quel 6 dicembre del 2011, quando è stato approvato l’articolo 14 del decreto
legge numero 201 non avessero la minima idea di quale danno si stava andando a
compiere. Non è possibile approvare una cosa simile. L’introduzione di quel
decreto recita testualmente: “ritenuta la straordinaria necessità di emanare
disposizioni per il consolidamento dei conti pubblici, al fine di garantire la stabilità
economico-finanziaria del Paese nell’attuale eccezionale situazione di crisi
internazionale e nel rispetto del principio di equità, nonché di adottare
misure dirette a favorire la crescita, lo sviluppo e la competività”. Ecco
questa introduzione, una volta superata la prima parte in cui si parla di far
quadrare i conti pubblici, lascerebbe presagire che vi sono misure per lo
sviluppo e la crescita. Bisognerebbe chiedere ai baristi, ai ristoratori
caorsani, alle nostre imprese e alle nostre famiglie se questa nuova Tares
permetterà loro di crescere o se invece sarà l’ennesima batosta che si
troveranno a subire. Parlo di loro perché,come spiegato prima sono il caso estremo
di questa norma assurda, ma parlo anche di voi che come al solito non riuscite
mai a mettere una pezza e fare da ammortizzatore.
Dichiarazione di voto.
Il nostro voto è contrario, non perché l’amministrazione possa cambiare la legge ma perché può introdurre
dei correttivi a favore di chi è maggiormente
penalizzato, l’amministrazione comunale pur avendo gli
strumenti non ha messo in campo nessuna agevolazione che noi riteniamo
necessaria. Si continua a
chiedere grandi sacrifici ai cittadini, ma non solo, perché nella lista dei
paganti vanno inclusi anche i commercianti e le imprese che, considerato il
nostro territorio, stanno soffrendo da troppo tempo.
